Cammino ,il mio sguardo cade su di te,
mi precedi,scura, senza peso,non mi ascolti,non mi vedi,non mi parli.
A volte potresti girarti, sono io che ti ho dato la vita,ma sei solo un’ ombra .
In fondo sono come te ,anche io cammino senza mai voltarmi,e come te
sono scuro in volto,però a differenza di te ho un enorme peso…e come te
non ascolto,non vedo,non parlo.
Voltiamoci insieme senza più guardare!
Possiamo solo ascoltare!
Cercare il perchè ci ha reso tali… e scoprire che l’amore per l’altro è benedizione per noi stessi in ogni istante della vita.
Perchè l’altro è colui che veste la figura materna rivelata in noi,l’altro è la figura paterna resuscitata attraverso di noi.
Parlare di Amore in questi tempi è fondamentale ,poichè è l’unica fonte
che ci protrae verso la Scintilla Divina che è in noi,e porta luce
nelle ombre che riflettiamo sulle nostre parole,pensieri e azioni.
Preghiamo per far vivere in noi, quel’ardente desiderio che non è
vincolato alla materia, ma alla fonte di tutto quanto esiste, Dio.
“Sono io che ti ho dato la vita non guardare le ombre del mondo,ma la Luce che in te ho riposto.
Al tuo interno devi cercarla poichè all’estreno ho posto le Ombre.”
Alessandro Nunziati
fonte: www.improntaunika.it
venerdì 16 marzo 2012
giovedì 2 febbraio 2012
Presa di parola sul reddito
- Basic Income Network – Italia -
Nel
dibattito nazionale sulla riforma del mercato del lavoro e degli
ammortizzatori sociali un “appello” sul tema del reddito garantito
Invitiamo,
tutti coloro che ritengano che in questa fase sia utile ed importante
sostenere il tema del reddito garantito ad inviare il proprio contributo
o articolo inviando una mail ad info@bin-italia.org con nome cognome (o nome collettivo se scritto a più mani«Entro il mese di marzo»: questa la scadenza fornita da Mario Monti per riformare il mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali. Nei primi giorni di gennaio 2012 sono partite le consultazioni del ministro del Welfare Elsa Fornero, che poche settimane prima si era dimostrata favorevole all’introduzione di un reddito minimo garantito anche nel nostro Paese. Visto il modo di operare fin qui svolto dall’attuale governo nel comunicare le iniziative politiche e viste le poche informazioni in circolazione al momento, non abbiamo ancora compreso cosa significhi in concreto riformare gli ammortizzatori sociali e quali siano le opzioni realmente in gioco.
Nel frattempo i dati diffusi da enti statistici e centri di previsione economica certificano l’aumento della disoccupazione, una precarizzazione sempre più selvaggia, l’abbassamento dei salari e il conseguente, generale, scivolamento verso il basso dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, giovani e vecchi, precari o garantiti che siano. In tutto questo, le politiche di austerity creano pressioni inedite su quelle forme di “welfare familistico” a cui per anni e fino ad ora, è stato delegato di risolvere le storture del welfare pubblico italiano e fornire una sorta di compensazione per l’assenza di una qualsivoglia misura universalistica di sostegno al reddito.
Per questo oggi il tema del reddito garantito diviene centrale, ineludibile, urgente. L’urgenza è data non solo dal peggioramento spaventoso della condizioni sociali, ma anche dall’emergere di una nuova aspettativa da una parte sempre più viva e larga di popolazione, che vede nel reddito garantito una concreta opportunità di garanzia e tutele. È testimonianza di ciò la straordinario risultato della legge regionale del Lazio in tema di reddito garantito, che ha portato nel 2009 all’emersione di oltre 120.000 domande di sostegno, totalmente inattese e largamente superiori alle previsioni, da parte di coloro che non arrivano a 8000 euro l’anno.
In questo periodo che ci porterà alla riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, la parola d’ordine del reddito garantito può e deve diventare al più presto occasione di confronto per tutti i soggetti sociali che subiscono la crisi in maniera oppressiva. Far emergere la necessità del diritto al reddito significa ridare corpo e voce a quella “folla solitaria” in cerca di opportunità di lavoro e di sopravvivenza. Una folla solitaria fatta di milioni di pensionati o anziani, cassaintegrati senza più cassa, precari di prima generazione (quelli tra i 35/50 anni), di seconda generazione (tra i 20/35 anni), componenti della generazione Neet (tra i 16/25 anni), donne, famiglie con un solo stipendio, immigrati, figure operaie ormai in dismissione, lavoratori over 50 non più spendibili sul mercato, working poors diffusi anche tra il lavoro autonomo e la lista potrebbe allungarsi.
Sul tema del reddito si possono unire tutte le singolarità che subiscono, spesso in silenzio, nuove forme di povertà, per ricostruire una solidarietà intra-generazionale, tra chi ha perso un lavoro e non riesce a ricollocarsi, e chi, un po’ più giovane, è costretto a svolgere un lavoretto precario cui non riesce a dire di no, pur di racimolare qualche soldo a fine mese. Sul tema del reddito si possono unire coloro che pensano sia necessario coltivare forme di autonomia, di autodeterminazione, di libertà di scelta, anche della vita professionale, senza per questo dover continuamente sottostare ai ricatti del lavoro purché sia. Sul tema del reddito si possono unire studenti, giovani, ai quali non piace il futuro che si offre loro perché subiscono un presente senza diritti. Sul tema del reddito possono e debbono prendere parola tutti i cittadini di questo Paese convinti che al centro delle politiche di contrasto alla crisi debba esserci una misura di distribuzione delle ricchezze.
Auspichiamo insomma una presa di parola capace di unire, di definire un obiettivo comune, indipendente dalla miriade di storie private ed individuali, che in verità ormai raccontano una storia unica fatta di povertà, ricatti e privazioni. Una presa di parola sul reddito garantito per tornare a guardare con fiducia al “futuro” a partire dal presente, per immaginare un orizzonte oltre la crisi, con maggiore giustizia sociale, in cui sia possibile una distribuzione delle ricchezze, in cui non sia più accettabile che alcuni percepiscano compensi superiori di oltre 500 volte quelli di un lavoratore medio. Occorre una presa di parola per dare visibilità al rischio di “default sociale” che stiamo vivendo e far si che intorno al tema del reddito garantito prendano parola i senza diritti insieme a chi i diritti rischia di perderli quotidianamente.
Insomma, in questa fase così strategica ci sembra necessaria una presa di parola larga, in grado di unire la frammentazione sociale, per lanciare una proposta politica concreta nel pieno del dibattito sulla riforma degli ammortizzatori sociali, affinché il tema del reddito garantito venga preso in considerazione in maniera seria, forte, concreta, urgente come nuovo diritto fondamentale per la realizzazione di vite degne.
Auspichiamo che a questa richiesta di presa di parola sul tema del reddito ne seguano altre di singoli cittadini e soggetti collettivi, personalità scientifiche e culturali, esponenti della politica locale e nazionale; di tutti coloro che insomma ritengano non sia più possibile rimandare un tema così importante per la coesione sociale, la libertà e dignità delle persone. Con la convinzione che questa presa di parola individuale e collettiva possa trasformare l’attuale frammentazione, solitudine e disagio sociale, in una massa critica verso l’obiettivo comune del reddito garantito.
Basic Income Network – Italia
(http://www.bin-italia.org)
http://ilmegafonoquotidiano.it/news/presa-di-parola-sul-reddito
mercoledì 1 febbraio 2012
Rutelli, la giovane marmotta
Rutelli, la giovane marmotta

Rutelli, con l'abbronzatura "Maldive Style" è avvilito "Non ne sapevo nulla", "Siamo incazzati e addolorati", "Il partito intende recuperare il maltolto". Quest'ultima affermazione è da incorniciare. In effetti, è di maltolto che si parla, del miliardo di euro di finanziamenti pubblici spacciati per rimborsi nonostante un referendum li avesse aboliti. Più maltolto di così. Se un tesoriere di partito ruba la somma maltolta ai cittadini è un maltolto doppio. Dopo la Tanzania della Lega, il Canada della Margherita in pdimenoelle. Il prossimo dove esporterà in rimborsi? In Papuasia?
Rutelli, ne sono sicuro, non c'entra niente. Guardatelo, ma vi sembra che sia in grado di controllare un conto corrente? Impossibile. E' una vecchia giovane marmotta pagata con soldi pubblici in Parlamento e al Comune di Roma dal 1983. Non a caso Lusi è stato segretario generale dell'Associazione guide e scout cattolici italiani. Bersani ha tuonato "Sono sorpreso non gradevolmente (come avvenne per Penati, ndr). Aspettiamo chiarezza. Se emergessero responsabilità individuali... abbiamo organi che sono in grado di decidere i provvedimenti del caso". Fuori i soldi dalla politica! Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure, Ci vediamo in Parlamento se non fanno una legge elettorale per impedirlo.
fonte:beppegrillo.it
venerdì 27 gennaio 2012
Forza d’urto? Benissimo, ma senza sbagliare bersaglio
di Augusto Cavadi
Che pensare della paralisi di un’intera regione, la Sicilia, da parte di un fronte così ampio e articolato di lavoratori? Non c’è niente di invidiabile in quanti manifestano, senza tentennamenti, opposte, equivalenti, certezze: né nel solito perbenismo dei moderati (“Non è giusto infrangere la legge in maniera così plateale”) né nell’altrettanto solito compiacimento dei rivoluzionari in servizio permanente (“L’importante è fare scoppiare le contraddizioni di un sistema irreparabilmente malato”). La via dell’analisi è tortuosa, passa attraverso più dubbi di quanto non se ne incontrino in giro.
Un primo punto su cui provare a fare chiarezza riguarda il metodo di lotta. Da una parte è vero che lasordità del ceto politico è ormai così grave che solo con azioni eclatanti si riesce a penetrarla: il diritto di parola è frustrato dall’assenza del corrispettivo diritto di essere ascoltati. Ma è altrettanto vero che non si può neppure sostituire il confronto politico – nel Parlamento e nel Paese – con una sorta di rissa da saloon in cui alla fine prevalgano i più violenti. Nel corso dei gloriosi “Fasci” di fine Ottocento, i contadini occupavano le terre e fronteggiavano le armi dell’esercito regolare, ma infrangevano la legalità ai danni dei latifondisti sfruttatori, non dei conterranei già in pesanti difficoltà.
Il vero nodo problematico è allora, più che il metodo, il fine di questo movimento: dove vuole arrivare? E, prima ancora, sa da dove parte? Gli slogan, gli striscioni, le dichiarazioni volanti, le bandiere e gli stendardi danno la spiacevole impressione che, per l’ennesima volta, si voglia attribuire al Nemico esterno l’intera responsabilità dei mali interni. Che si assista alla riedizione del logoro sicilianismo “piagnone”. Gli interessi delle compagnie petrolifere, una globalizzazioneaffidata al mercato dall’incompetenza e dalla corruzione dei governi nazionali degli ultimi decenni, un mercato – sua volta – ossessivamente concentrato sul profitto a tutti i costi (insomma quell’insieme di fattori che causano il paradosso di benzina venduta, nei distributori siciliani, a prezzi più alti della media italiana; di pomodorini di Pachino nei supermercati palermitani solo dopo essere andati e tornati da Napoli o da Firenze; di tonni e pesci spada importati, in confezioni surgelate, dallo stesso Giappone a cui vendiamo tonni e pesci spada di migliore qualità…) sono dati oggettivi e vanno, al più presto, scardinati. Così come va incrementata la repressione di frodi internazionali consistenti nell’importazione in Sicilia di alimenti – come l’olio – che poi vengono rivenduti, a prezzi maggiorati, come prodotti tipici siciliani. Ma non solo le uniche cause del malessere siciliano.
In questi decenni quanti, tra i dimostranti, hanno supportato elettoralmente una politica regionale dissennata proprio nei settori oggi interessati? L’assessorato all’Agricoltura è stata una delle minne a cui privati e di cooperative hanno attinto finanziamenti fasulli, rimborsi drogati, contributi europei indebiti: abbiamo dimenticato con quali soldi molti imprenditori nostrani hanno acquistato fuoristrada che non hanno mai battuto una trazzera di campagna? Abbiamo dimenticato che il dottor Filippo Basile è stato assassinato per ordine di un impiegato dell’assessorato all’Agricoltura perché si rifiutava di favorire illegalmente un concittadino di Salvatore Cuffaro, all’epoca assessore al ramo e – come sempre – più ‘morbido’ nell’accogliere le richieste di favore? Ho in memoria una serie di nomi di funzionari dell’assessorato che – in vari periodi – mi hanno confidato di aver preferito il pensionamento anticipato all’avanzamento di grado perché “le pressioni dei politici e i tentativi di corruzione degli operatori del settore sono davvero insopportabili”. Senza contare quante centinaia di migliaia di euro vengono distribuite ogni mese a uomini e donne che risultano braccianti in quiescenza e che, nella loro vita, non hanno mai toccato una zappa.
Questi flash , del tutto inadeguati, aprono la questione decisiva: dove vuole arrivare la protesta? Si vuole la mera replica capovolta del leghismo settentrionale (quando gli allevatori della Brianza pretendevano che lo Stato pagasse le multe per le loro infrazioni)? Come non credo in nessuna Padania, così non credo in nessuna Trinacria: la Sicilia è una mela spaccata a metà e una delle due parti è marcia. Vogliamo che, sotto l’ennesimo ricatto della piazza, il governo nazionale scucia qualche elemosina o il risanamento – radicale – di un sistema che, sul momento, accontenta clienti e corrotti, ma alla lunga si risolve in un boomerang per tutti, onesti compresi? “Forza d’urto” e “Forconi” (tra i quali militano amici che stimo) lo dicano forte: i primi nemici da abbattere sono gliintermediari parassitari che, con metodi più o meno illegali, riescono a far costare 2 euro al kilo le arance o l’uva che al produttore vengono pagate a metà della metà. Con il risultato, paradossale, che centinaia di migliaia di famiglie siciliane non possono permettersi ogni giorno il lusso di acquistare la frutta, neppure per i bambini. Siamo ai nuovi Vespri siciliani? Neppure per sogno. Da infilzare non ci sono Angioini stranieri, ma cosche mafiose nostrane che fanno regolarmente fuggire dall’isola gli imprenditori che vorrebbero impiantare industrie di trasformazione dei prodotti ittici e agricoli (a partire dalle tonnellate di agrumi che vengono distrutte per tenere artificialmente alti i prezzi) . Più ampiamente, da abbattere è la mentalità in cui la politica viene ridotta a mera negoziazione di interessi individuali o, al massimo, corporativi, preoccupandosi – per restare in tema – del destino della stalla di tutti solo man mano che si esaurisce il foraggio di ognuno.
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
fonte:www.informarexresistere.fr
giovedì 26 gennaio 2012
Cina, suicidi e incidenti mortali nella fabbrica Apple di Shenzhen
Un'inchiesta pubblicata dal New York Times riporta in primo piano le
condizioni dei lavoratori che assemblano gli iPad e gli iPhone per conto
della Apple in Cina, tra turni massacranti e lavoro minorile
“La Apple ha fatto molti progressi per migliorare le fabbriche negli ultimi anni, dotando i fornitori di un codice di condotta che definisce le norme in materia di lavoro, misure di sicurezza e altre regole”: si difende così la società di Cupertino, dopo che 13 dipendenti si sono tolti la vita solo nel 2010 nella fabbrica elettronica Foxconn di Shenzhen (Cina). Orari di lavoro eccessivi, minori tra i lavoratori, nessuna considerazione per le condizioni di salute e per i materiali nocivi utilizzati nella produzione. Sono queste le condizioni dei lavoratori che assemblano gli iPad e gli iPhone in quelle zone, secondo una lunga inchiesta pubblicata dal New York Times.
Le accuse però non sono nuove. L’articolo parte dall’esplosione del maggio scorso in una fabbrica della Foxcom a Chengdu, nel sud della Cina, in cui morirono almeno due persone, e molte altre rimasero ferite. Ma quello non fu l’unico episodio, ricorda il Nyt. Due anni fa, 137 operai in una fabbrica di fornitori della Apple rimasero feriti dopo che gli fu ordinato di usare una sostanza chimica per pulire gli schermi dell’iPhone. Nel maggio 2010, Li Hai, diciannovenne, dopo un mese e mezzo dall’assunzione si è gettato dal tetto di uno dei padiglioni del complesso. Ma i dirigenti hanno sempre minimizzato l’accaduto, parlando di un’epidemia di “delusioni d’amore.
Il quotidiano ha descritto nei dettagli anche la durata dei turni del personale, fino a 24 ore, sei giorni su sette, 12 ore per turno, punizioni per i ritardatari, costretti a scrivere umilianti lettere di scuse, dormitori affollati all’inverosimile. L’azienda fondata da Steve Jobs, ha varato in passato un codice di condotta che vieta di servirsi di aziende che impongono metodi di lavoro disumani. Ma, dai rapporti che la stessa società di Cupertino ha reso pubblici, risulta che dal 2007 oltre la metà dei fornitori ha violato almeno una delle norme previste dal codice.
fonte:ilfattoquotidiano.it
“La Apple ha fatto molti progressi per migliorare le fabbriche negli ultimi anni, dotando i fornitori di un codice di condotta che definisce le norme in materia di lavoro, misure di sicurezza e altre regole”: si difende così la società di Cupertino, dopo che 13 dipendenti si sono tolti la vita solo nel 2010 nella fabbrica elettronica Foxconn di Shenzhen (Cina). Orari di lavoro eccessivi, minori tra i lavoratori, nessuna considerazione per le condizioni di salute e per i materiali nocivi utilizzati nella produzione. Sono queste le condizioni dei lavoratori che assemblano gli iPad e gli iPhone in quelle zone, secondo una lunga inchiesta pubblicata dal New York Times.
Le accuse però non sono nuove. L’articolo parte dall’esplosione del maggio scorso in una fabbrica della Foxcom a Chengdu, nel sud della Cina, in cui morirono almeno due persone, e molte altre rimasero ferite. Ma quello non fu l’unico episodio, ricorda il Nyt. Due anni fa, 137 operai in una fabbrica di fornitori della Apple rimasero feriti dopo che gli fu ordinato di usare una sostanza chimica per pulire gli schermi dell’iPhone. Nel maggio 2010, Li Hai, diciannovenne, dopo un mese e mezzo dall’assunzione si è gettato dal tetto di uno dei padiglioni del complesso. Ma i dirigenti hanno sempre minimizzato l’accaduto, parlando di un’epidemia di “delusioni d’amore.
Il quotidiano ha descritto nei dettagli anche la durata dei turni del personale, fino a 24 ore, sei giorni su sette, 12 ore per turno, punizioni per i ritardatari, costretti a scrivere umilianti lettere di scuse, dormitori affollati all’inverosimile. L’azienda fondata da Steve Jobs, ha varato in passato un codice di condotta che vieta di servirsi di aziende che impongono metodi di lavoro disumani. Ma, dai rapporti che la stessa società di Cupertino ha reso pubblici, risulta che dal 2007 oltre la metà dei fornitori ha violato almeno una delle norme previste dal codice.
fonte:ilfattoquotidiano.it
Democraticamente Pretendiamo
L’EUROPA CHIEDE DI AUMENTARE L’ETÀ DELLE PENSIONI
PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO.
NOI CHIEDIAMO, INVECE, CHE SIA TOLTO IL FINANZIAMENTO
PUBBLICO AI PARTITI COME SANCITO DAL REFERENDUM.
CHE LA CHIESA PAGHI L’ICI .
DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI, DI DIMEZZARE IL
NUMERO DI PARLAMENTARI PERCHE’ IN EUROPA NESSUN PAESE
HA COSI’ TANTI POLITICI !!
DI ELIMINARE TUTTI I POLITICI DELLE PROVINCE,
PERCHE’ CI SONO GIA’ QUELLI DELLE REGIONI – DA 40 ANNI !
DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A
PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO
GUADAGNA COME LORO.
DI POTERESERCITARE IL “MESTIERE” DI POLITICO AL MASSIMO
PER 2 LEGISLATURE COME IN EUROPA TUTTI FANNO !!
DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL’IMPORTO DELLE PENSIONI
EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVE), MAX. 5.000, 00
EURO AL MESE DI CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE’ IN EUROPA
NESSUNO PERCEPISCE 15/20 OPPURE 30.000,00 EURO AL MESE DI
PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA,
DI FAR PAGARE I MEDICINALI VISITE SPECIALISTICHE E CURE
MEDICHE AI FAMILIARI DEI POLITICI POICHE’ IN EUROPA NESSUN
FAMILIARE DEI POLITICI NE USUFRUISCE COME AVVIENE INVECE
IN ITALIA, DOVE CON LA SCUSA DELL ’IMMAGINE VENGONO
ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI
INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, CURE BALNEOTERMALI ED
ELIOTERAPIOCHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !!
Cari MINISTRI, NON CI PARAGONATE ALLA GERMANIA DOVE NON SI
PAGANO LE AUTOSTRADE, I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A
CARICO DELLO STATO SINO AL 18° ANNO D’ETA’, IL 90 % DEGLI GLI
ASILI E NIDO SONO AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO
400/450 EURO COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !!
IN FRANCIA LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE
PART TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN
FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00
EURO AL MESE COME CASALINGHE PIU’ ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI .
IN FRANCIA NON PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI PER LE
CAMPAGNE DI NAPOLEONE, NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA
GUERRA D ’ABISSINIA !!
NOI CHIEDIAMO CHE VOI POLITICI LA SMETTIATE DI OFFENDERE LA
NOSTRA INTELLIGENZA , IL POPOLO ITALIANO CHIUDE 1 OCCHIO,
A VOLTE 2, UN ORECCHIO E PURE L’ALTRO MA LA CORDA CHE
STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO SI STA’ SPEZZANDO.
CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE …..TEMPESTA !!!
PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO.
NOI CHIEDIAMO, INVECE, CHE SIA TOLTO IL FINANZIAMENTO
PUBBLICO AI PARTITI COME SANCITO DAL REFERENDUM.
CHE LA CHIESA PAGHI L’ICI .
DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI, DI DIMEZZARE IL
NUMERO DI PARLAMENTARI PERCHE’ IN EUROPA NESSUN PAESE
HA COSI’ TANTI POLITICI !!
DI ELIMINARE TUTTI I POLITICI DELLE PROVINCE,
PERCHE’ CI SONO GIA’ QUELLI DELLE REGIONI – DA 40 ANNI !
DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A
PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO
GUADAGNA COME LORO.
DI POTERESERCITARE IL “MESTIERE” DI POLITICO AL MASSIMO
PER 2 LEGISLATURE COME IN EUROPA TUTTI FANNO !!
DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL’IMPORTO DELLE PENSIONI
EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVE), MAX. 5.000, 00
EURO AL MESE DI CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE’ IN EUROPA
NESSUNO PERCEPISCE 15/20 OPPURE 30.000,00 EURO AL MESE DI
PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA,
DI FAR PAGARE I MEDICINALI VISITE SPECIALISTICHE E CURE
MEDICHE AI FAMILIARI DEI POLITICI POICHE’ IN EUROPA NESSUN
FAMILIARE DEI POLITICI NE USUFRUISCE COME AVVIENE INVECE
IN ITALIA, DOVE CON LA SCUSA DELL ’IMMAGINE VENGONO
ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI
INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, CURE BALNEOTERMALI ED
ELIOTERAPIOCHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !!
Cari MINISTRI, NON CI PARAGONATE ALLA GERMANIA DOVE NON SI
PAGANO LE AUTOSTRADE, I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A
CARICO DELLO STATO SINO AL 18° ANNO D’ETA’, IL 90 % DEGLI GLI
ASILI E NIDO SONO AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO
400/450 EURO COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !!
IN FRANCIA LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE
PART TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN
FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00
EURO AL MESE COME CASALINGHE PIU’ ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI .
IN FRANCIA NON PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI PER LE
CAMPAGNE DI NAPOLEONE, NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA
GUERRA D ’ABISSINIA !!
NOI CHIEDIAMO CHE VOI POLITICI LA SMETTIATE DI OFFENDERE LA
NOSTRA INTELLIGENZA , IL POPOLO ITALIANO CHIUDE 1 OCCHIO,
A VOLTE 2, UN ORECCHIO E PURE L’ALTRO MA LA CORDA CHE
STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO SI STA’ SPEZZANDO.
CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE …..TEMPESTA !!!
di: PenSierIsParSi
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