domenica 30 novembre 2008

Addio Novembre 2008

Giovanni Pascoli
NOVEMBRE
Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...
Ma secco è il pruno e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.
Silenzio, intorno; solo, alle ventate
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cadere fragile. E' l'estate,
fredda, dei morti.
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Cavalciotto ore: 15.38

venerdì 28 novembre 2008

NOI


Noi che potevamo, affinchè la nostra città non muoia senza lottare...
di Roberto Magni


Noi che abbiamo respirato l'odore dei cenci per tutta l'infanzia.Noi che abbiamo fatto il Buzzi perchè orgogliosi del suo passato credevamo nel futuro di Prato.Noi che quando Cristoforo Colombo è sbarcato in America ha trovato un pratese che vendeva flanella agli indiani.Noi che gli indiani ora fanno la flanella da sè perchè gli s'è insegnato noi.Noi che abbiamo aperto la città a tutti gli uomini di buona volontà di ogni razza e provenienza.Noi che ci siamo ritrovati anche molti uomini di non troppo buona volontà e non abbiamo detto niente senno' si passa anche da razzisti.Noi invece che razzisti non siamo, ma forse un po' bischeri si.Noi che stiamo alla televisione e si sente parlare dell'Alitalia.Noi che stiamo perdendo più posti di lavoro che all'Alitalia e che non ci considera nessuno.Noi che non avremo 7 anni di ammortizzatori sociali se perderemo il lavoro.Noi che non blocchiamo le autostrade per protesta per rispetto di chi usa quell'autostrada per andare a lavorare.Noi che vediamo la nostra città ridotta male, per non dire peggio.Noi non vogliamo aspettare passivamente, dobbiamo reagire!Prato deve trovare la forza di reagire con tutte le sue forze, politiche, industriali, sindacali e chi più ne ha più ne metta.Signor Sindaco, presidenti dell'Unione Industriale, Camera di commercio, rappresentanti sindacali, è il momento di unirsi per lottare tutti allo stesso tavolo, reagire si può, tardi è meglio che mai!Per non diventare:Noi che si poteva fare e non si è fatto.Noi che si poteva dire però ora è tardi.Noi che s'aveva una bella scuola che faceva anche uno spettacolino bellino.Noi che si dava da lavorare a chiunque ne avesse voglia.Noi che eravamo una cittadina che poteva anche sviluppare il turismo.Noi siamo rimasti fregati e famosi solo per i biscotti e per avere inventato la cambiale che però, adesso, nessuno potrà più pagare».

Il fascino delle stagioni












giovedì 27 novembre 2008

Canocchiale


penso che per uscire da questa crisi globale ,necessita allargare la nostra visione del panorama che ci circonda....altrimenti i soliti cervelloni ci affossano sempre di più con i loro discorsi catastrofistici