mercoledì 6 maggio 2009

Moda Alternariva con prodotti riciclati



Il rifiuto è meglio "prevenirlo"24/11/2008 - C.B.


Perché si insiste sempre e solo sulla raccolta differenziata e mai sulla ben più ecologica prevenzione del rifiuto? Chi da tempo si pone questa domanda sarà contento della campagna europea "Meno di 100 kg di rifiuti all’anno per abitante", di cui è capofila in Italia Agenda 21.

La media europea di rifiuti solidi urbani si avvicina oggi a 600 kg per abitante all’anno e l’Italia è poco sotto. Il riciclaggio (e dunque una buona raccolta differenziata che sta a monte di un buon riciclaggio) è solo una seconda scelta. Come per il risparmio energetico (l’energia più pulita è quella che non consumiamo), il miglior rifiuto è quello prevenuto, non quello riciclato. Il riciclaggio comporta sempre una perdita di energia e materiali: l’oggetto o imballaggio usa e getta è stato comunque prodotto, imballato, trasportato, venduto. I rifiuti dunque sono un errore di sistema, un errore compiuto dal sistema produttivo e commerciale che non dovrebbero creare né vendere imballaggi od oggetti usa e getta, ma anche dai cittadini, che non dovrebbero comprare né usare imballaggi od oggetti usa e getta. Riportiamo un concentrato di consigli della campagna europea, augurandoci che ciascuno li faccia girare intorno a sé, a casa come sul posto di lavoro come nel rapporto con gli enti pubblici.


COMPORTAMENTI INDIVIDUALI

1. limitare l’acquisto di beni "usa e getta": cialde del caffé, lamette da barba, macchinette fotografiche, piatti di plastica, pile. Meglio il riutilizzabile e ricaricabile
2. selezionare gli acquisti anche in base alla quantità di imballaggio: evitiamo di comprare dei potenziali rifiuti
3. acquistare alla spina (o in ricarica) prodotti quali detersivi, detergenti, latte
4. preferire le confezioni famiglia a quelle monodose
5. acquistare ortofrutta fresca, sfusa, di stagione e locale; dal produttore al consumatore: meno trasporti, meno imballaggi
6. privilegiare gli oggetti prodotti con materiali riciclati: si prolunga il loro ciclo di vita
7. utilizzare borse per la spesa in tessuto o in materiale biodegradabile;

8. praticare il compostaggio domestico: ricaviamo concime dagli scarti della cucina e del giardino;
9. utilizzare i pannolini lavabili e riusabili;
10. regalare o scambiare i giochi dei propri figli o i vestiti usati
11. combattere lo spreco della carta: si può sempre scrivere o stampare su entrambi i lati dei fogli; all’edicola rifiutare insertie gadget che non interessano
12. rifiutare la pubblicità anonima nella buca delle lettere
13. condividere l’utilizzo di prodotti durevoli (ad esempio le auto con il "car sharing")

AL LAVORO, A SCUOLA O NEGLI ALTRI LOCALI PUBBLICI

1. nelle mense richiedere l’utilizzo di cibi sfusi al posto delle porzioni preconfezionate
2. prevedere punti di erogazione di acqua pubblica con bottiglie e/o bicchieri riutilizzabili
3. non stampare i messaggi di posta elettronica se non strettamente necessario
4. programmare i computer e le stampanti in fronte-retro, usare caratteri più piccoli
5. selezionare i fornitori anche in base al criterio della minor produzione di imballaggi a perdere
6. distribuire i prodotti a scadenza o non consumati presso le mense per meno abbienti
7. sostituire nei bar e ristoranti asciugamani, tovaglie e altro materiale a perdere con prodotti in stoffa
8. sostituire negli alberghi e ristoranti i prodotti di cortesia o alimentari monouso con prodotti a ricariche o in grandi confezioni.

SOLLECITARE LE AMMINISTRAZIONI LOCALI A

1. inserire il tema della produzione dei rifiuti nella fiscalità locale (paga meno chi produce meno rifiuti)
2. promuovere i prodotti in cauzione o sfusi
3. promuovere accordi per la riduzione dei rifiuti (stoviglie, tovaglie e tovaglioli riutilizzabili..),in special modo nei luoghi pubblici (es. scuole)
4. regolamentare la distribuzione di materiale a stampa vietando il volantinaggio a perdere
5. promuovere iniziative per lo scambio di prodotti usati e sostenere associazioni di raccolta e recupero
6. incentivare i gruppi di acquisto e/o i produttori locali (spesa a Km 0)
7. condurre campagne di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione dei rifiuti e i benefici ambientali che ne derivano.

Fonte: Promiseland

1 commento:

  1. post educativo, purtroppo anche per riciclare ci vuole tempo...e organizzazione. In ufficio, già da tempo cerco di rispettare le cose che hai postato. Ciao

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