martedì 8 giugno 2010

il bello ci salverà

Nel borgo medievale di Solomeo, dove la serenità della campagna umbra e il vento ancora ci parlano della spiritualità dell’ora et labora di Benedetto da Norcia e del misticismo di San Francesco, Brunello Cucinelli dal 1985 ha dato vita ad una nuova dimensione imprenditoriale.

“Rendere il lavoro più umano, mettere l’uomo al suo centro” è il sogno dell’imprenditore umbro ormai famoso nel mondo per le collezioni in cashmere a colori. Studiosi e giornalisti hanno intuito la profonda affinità che lega Brunello ad antichi maestri dell’Anima come Socrate, Seneca, Francesco d’Assisi: e per questo si riferiscono alla filosofia aziendale di Cucinelli come ad un “Capitalismo etico”, ad una “Impresa umanistica”.

“Ho sempre coltivato un sogno, quello di un lavoro utile per un obiettivo importante. Sentivo che il profitto da solo non bastava e che doveva essere ricercato un fine più alto, collettivo. Ho capito che a fianco del bene economico si pone il bene dell’uomo, e che il primo è nullo se privo del secondo”.
Una teoria coraggiosa, che in pratica si concretizza in quello che Brunello Cucinelli definisce “bene supremo”, che ha come fulcro l’Uomo: “dare all’impresa un senso che vada oltre il profitto, e reinvestire per migliorare la vita di chi lavora, per valorizzare e recuperare le bellezze del modo”.

Brunello Cucinelli


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