mercoledì 9 giugno 2010

Milano capitale (a parole) della green economy


Si è chiuso ieri il Festival Internazionale dell'Ambiente. Assente il dibattito su inquinamento e cementificazione. Presente la poco verde Nestlé.

di Michele Sasso
Il terzo Festival Internazionale dell'Ambiente è andato in scena a Milano. Ma in programma c’erano anche ospiti e sponsor che forse con l'ambiente non hanno molto a che fare come Nestlé, l'Associazione nazionale dei costruttori edili e l'Associazione italiana direzione personale. Il festival, fortemente voluto dal sindaco Letizia Moratti, è sembrato più che altro una vetrina per i politici locali che si autopromuovono verdi e vincenti: in primis l'onnipresente presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che ieri, nella giornata conclusiva alla presenza di Robert Kennedy III, avvocato e attivista ambientale, ha sparato cifre mirabolanti: “In questi anni abbiamo investito 1,25 miliardi di euro nella tutela ambientale”. Nessuno ha osato però replicare che, nonostante gli sforzi del Pirellone, secondo l'Organizzazione Mondiale per la Sanità si contano quasi 9mila morti all'anno in Italia per inquinamento atmosferico da Pm10 e ozono, e la Lombardia è l'epicentro dell'area più inquinata d'Europa.

Spazio libero a Formigoni anche per l'assenza imbarazzante dell'assessore all'ambiente del Comune di Milano Paolo Massari (succeduto a Edoardo Croci, l'ideatore dell'Ecopass, considerato un utile strumento antismog ma affossato dalla maggioranza Pdl-Lega che governa la città) che, accusato di molestie, ha firmato ieri le sue dimissioni.
Una manifestazione che non salva la Moratti e i politici lombardi dalle accuse di scarsa attenzione ai veri problemi ambientali di Milano e dell'intera regione. La città è il cuore della mobilità insostenibile, della pessima qualità dell'aria e di un modello di sviluppo votato alle autostrade e alle nuove costruzioni che continua a consumare territorio: 275mila ettari di terreno in Lombardia sono stati “sacrificati” negli ultimi anni per costruire edifici, strade e infrastrutture. Problemi sotto gli occhi di tutti, ma il festival ha preferito temi più vicini all'ambientalismo “da salotto”: ecco il convegno promosso da Enel “Il nucleare e l'ambiente per il rilancio dell’utilizzo della tecnologia nucleare a livello mondiale” tanto caro al governo Berlusconi, l'immancabile Expo 2015 che naturalmente diventa verde, e ancora visite guidate al termovalorizzatore Silla 2, alle porte della città.

E poi sponsor che tentano il “greenwashing”, cioè il rilancio della propria immagine verde per distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità ambientali negative. In prima fila Nestlé, che organizza giochi per bambini sul consumo di acqua: la stessa Nestlé che possiede più di 260 marche d’acqua minerale in tutto il mondo (tra cui Perrier, San Pellegrino, Levissima, Panna, San Bernardo e Recoaro) e che, secondo alcune ong, avrebbe spinto per la privatizzazione degli acquedotti italiani con lo scopo di sfruttare a fini di lucro un bene pubblico che fa parte del patrimonio inalienabile delle regioni.
Una spruzzata di verde è garantita dalla presenza di Legambiente, l'associazione ambientalista più grande e influente del Paese, che ha deciso di festeggiare qui i suoi 30 anni di attività. E lo ha fatto sposando l'ambientalismo “del fare” dei vertici romani del Pd, presenti al festival con il presidente onorario di Legambiente e deputato
Ermete Realacci.
Fonte:IL FATTO QUOTIDIANO

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