martedì 1 giugno 2010

Nostra Signora della Paura


Siamo animali (ir)razionali

Gli esseri umani sono animali complessi, combattuti come siamo tra una parte razionale e una parte emotiva. Per non parlare poi del nostro lato irrazionale. E quello che proviamo è sovente determinato dalle nostre prospettive sul futuro, futuro che ci appare più o meno oscuro secondo le possibilità che ci si dispiegano davanti, se la vita che in quel momento conduciamo è allineata con il nostro più profondo (e spesso sconosciuto, anche a noi) sentire, se scorgiamo un senso nel nostro incedere quotidiano.

Le decisioni che ci troviamo a prendere si fondano su ciò che del mondo noi pensiamo. E questo mondo, che vediamo di fronte a noi, si forma quando il nostro sguardo si posa sulle cose che ci circondano e le dipinge con colori, dolori e gioie che di continuo scaturiscono dall'animo.

Noi, creatori di Mondi

Prendete un'immagine, una situazione, un qualunque avvenimento e noi vi proietteremo sopra, senza indugio alcuno, le nostre paure e le nostre angosce. Possiamo dire dunque di essere noi a costruire il mondo-attorno-a-noi: quello che vediamo è una nostra rappresentazione, un film proiettato dalla nostra mente sul telo bianco della realtà. Siamo animali narrativi, abbiamo la necessità fisica di dare un senso alla realtà che ci circonda, agli avvenimenti che ci investono, ai pensieri che si affollano, possibilmente collegandoli tra di loro. L'indeterminatezza ci è strutturalmente impossibile e ci condurrebbe rapidamente alla follia.

Certo ci sono fatti reali, ma la loro interpretazione, la luce che li illumina è merito nostro. Così come in una giornata il nostro umore può cambiare più volte se riceviamo un apprezzamento, un rimprovero, se sopportiamo un'ingiustizia, se ci vendichiamo di un torto, nello stesso modo cambierà la nostra interpretazione del mondo che ci circonda: e quella diventerà la nostra realtà. Ma se tutte le "nostre realtà" non sono altro che "nostre interpretazioni" allora forse non esiste, per noi, una vera realtà, ma soltanto un susseguirsi interminabile di visioni-interpretazioni-stati d'animo. E quindi, tornando alla paura, dobbiamo tener presente che quello che noi vediamo del mondo è una proiezione del nostro stato d'animo in quel momento.

Nostra Signora della Paura

La paura ci spinge a prendere decisioni che servono alla nostra immediata sopravvivenza, a scampare un pericolo qui ed ora, a causa del quale rischieremmo la nostra incolumità. Un sistema che ci è servito, in tempi remoti, per sopravvivere in ambienti ostili, selvaggi, ambienti dove eravamo preda di altri animali più forti e più feroci. Un sistema di difesa che oggi, nelle società moderne, non ha più ragion d'essere e che ci porta ad assumere comportamenti errati. Farsi dettare l'agenda delle nostre azioni dalla paura limita la nostra componente istintiva e la nostra componente razionale, facendo loro credere che siamo in una situazione di estremo pericolo, un'imboscata mortale, una trappola senza possibilità di uscita, e presi dal terrore cerchiamo affannosamente la prima via di fuga. Prendendo spesso decisioni che si rivelano, quando riacquistiamo la calma, prive di senso. Perché la verità è che quasi mai siamo in una simile situazione di pericolo. Perciò le decisioni prese in uno stato di paura, di terrore sono decisioni (forse) giuste, prese però nel momento sbagliato e nel posto sbagliato.

Ma dobbiamo vivere come Uomini

Con questo non sto diminuendo il peso dell'intuizione, la vocina di Magnum P.I., quella sensazione allo stomaco che ci dice "no, così non va bene, devo cambiare", ma è importante che riusciamo ad ascoltare quella voce nel silenzio della nostra mente e non quando la cacofonia della paura allaga lo spazio dei nostri pensieri, tanto che spesso ascoltiamo una voce che ci sembra essere il nostro istinto mentre in realtà è solo lo spirito del bambino terrorizzato che sempre alberga in noi e che in quei momenti si mette ad urlare a squarciagola!

Quando prendiamo decisioni sull'onda della paura, dimentichiamo che quelle decisioni avranno comunque una ricaduta, un peso, conseguenze. Siamo pronti a lasciare a un sentimento cieco e sordo le decisioni più importanti per la nostra esistenza su questa terra?

Io di sicuro no, e voi nemmeno.

Fonte:A Naked View

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