giovedì 24 giugno 2010

Una nuova piazza per il confronto senza censura



Cronaca
| di Peter Gomez
Eccoci, siamo qui. Da oggi dovrete fare ogni giorno i conti con noi. Anche sul web. Abbiamo voluto e immaginato un sito dove tutti possano raccontare o sapere quello che gli altri non dicono. Dove la Rete invia notizie, commenti, fotografie e filmati che verranno analizzati ad uno ad uno con cura per poi essere eventualmente riproposti. Un sito senza censure, bavagli o padroni. Senza finanziamenti pubblici, ma aperto a chiunque abbia qualcosa d’interessante da dire. Un sito in cui niente è a “riproduzione riservata”, ma tutto può essere copiato e riutilizzato, a condizione che venga citata la fonte.

Tra qualche settimana, come promesso, apriremo anche la nostra piattaforma blog. Chi lo desidera potrà trovare là un suo spazio. E se saprà ragionare, proporre e denunciare correrà il rischio di vedere i suoi post replicati nelle nostre varie homepage. Fin da ora però intorno a ilfattoquotidiano.it abbiamo radunato, e stiamo radunando, centinaia di amici. Spesso non la pensano come noi, ma sono tutte persone perbene, con le loro passioni, convinzioni e contraddizioni. Sono i nostri blogger.

Noi infatti crediamo che sia venuta l’ora di confrontarci, di discutere, e magari di proporre qualche soluzione ai problemi. Visto che non lo fa il Parlamento dove, a causa di una legge liberticida, i rappresentanti dei cittadini non vengono più eletti dal popolo, ma scelti dal segretario di partito di turno (ovvero dalla stessa Casta al potere più o meno da vent’anni), è arrivato il momento di provarci da soli.

Attenzione: non siamo l’anti-politica. Noi siamo per la politica. Ma siamo prima di tutto cittadini e giornalisti. Pensiamo che alla base di ogni democrazia liberale ci sia un principio enunciato tanti anni fa da Luigi Einaudi: bisogna conoscere per deliberare. Per questo rivendichiamo il diritto-dovere di riportare tutte quelle che noi consideriamo notizie. Per questo crediamo che il voto, più o meno libero, sia solo la condizione necessaria, ma non sufficiente, perché un Paese possa definirsi democratico. Perché la democrazia non ha a che fare solo con il modo con cui si elegge chi sta al Potere, ma anche con con quello con cui si controlla chi è andato al Potere. Perché se il Potere corrompe, come dimostrano in maniera esemplare le recenti indagini sulla cricca, il Potere assoluto corrompe assolutamente.

Bene, adesso ci siamo pure noi. Anche sul web continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto. Riporteremo i fatti e le analisi. Faremo le pulci all’informazione, a partire dalla sedicente informazione televisiva. Senza però la voglia di fare i maestrini o d’insegnare qualcosa a qualcuno. Metteremo semplicemente la realtà a confronto con quello che viene detto in tv o scritto sui quotidiani e sugli altri siti web dei giornali. Poi i giudizio sarà dei lettori e dei navigatori.

Alla Rete chiediamo una cosa sola. Di aver un po’ di pazienza. Di settimana in settimana vi presenteremo le tante nuove iniziative a cui abbiamo pensato (o che abbiamo copiato, non ci vergogniamo a dirlo). Ilfattoquotidiano.it esce in versione Beta. E, proprio per ricevere idee e suggerimenti in vista di quella definitiva, abbiamo aperto la casella email migliorailsito@ilfattoquotidiano.it. Già ora però alla Rete vanno i nostri ringraziamenti. Circa 1500 tra blogger e gestori di spazi web stanno partecipando alla nostra campagna virale di lancio. I gruppi sui social network (a proposito, tra qualche giorno, saremo OpenID) ci stanno sostenendo come mai avremmo sperato. E lo stesso ha fatto la direzione del Fatto Quotidiano, la redazione e il nostro consiglio di amministrazione. Ma da adesso in poi il nostro futuro è solo nelle nostre mani.

Faremo di tutto perché siano quelle giuste.

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