giovedì 24 giugno 2010

Una task force contro l’11 Settembre dell’ambiente



di Alessio Pisano

L'Unione Europea è alla ricerca di soluzioni per prevenire disastri ambientali come quello della BP nel Golfo del Messico
E’ possibile che anche in Europa accada un disastro ambientale simile a quanto avvenuto nel Golfo del Messico? Qualcuno teme di si. O per lo meno, secondo le associazioni ambientaliste internazionali, si tratta di una possibilità non così remota.
Mentre gli Stati Uniti cercano di tappare la falla nel pozzo petrolifero scoppiato a 1500 metri di profondità, l’Unione europea sta provando a scongiurare l’eventualità di un “11 settembre dell’ambiente” anche in acque europee.
Occhi puntati soprattutto sul Mare del Nord, dove operano un numero imprecisato di piattaforme petrolifere, alcune funzionanti con tecnologie vecchie più di vent’anni.
Da Londra lancia l’allarme l’associazione internazionale “Platform” che parla di potenziali rischi sia nel Mare del Nord, sia nel Mediterraneo. Secondo gli esperti dell’organizzazione londinese, Bruxelles sta facendo troppo poco per prevenire simili disastri. Dal canto suo, la Commissione europea ha da poco lanciato una concertazione con le maggiori compagnie petrolifere e di estrazione gas comunitarie: British Petrolium (BP), Chevron, Eni, ExxonMobil, Nexen, Repsol, Shell, Statoil, Total, ConocoPhilips e Apache. L’obiettivo è fare il punto sulla situazione dell’industria estrattiva individuandone i potenziali fattori di rischio: alle compagnie sono state fatte domande sulle misure di sicurezza previste, sull’assunzione di responsabilità in caso di incidente e sulla cooperazione con le autorità di controllo europee. Inoltre, dalla Direzione generale Energia della Commissione, fanno sapere...CONTINUA A LEGGERE

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