martedì 27 luglio 2010

Agrobusiness: così la finanza affama il Pianeta

di Matteo Cavallito Scommettendo al rialzo sull’andamento dei prezzi delle materie prime le grandi banche e i principali fondi speculativi (Hedge funds) hanno contribuito in modo determinante ad affamare i Paesi più poveri del mondo sperimentando un sistema che, a qualche anno dal collaudo, continua a generare profitti vergognosamente elevati. E’ la durissima accusa lanciata dal World Development Movement (Wdm), una Ong londinese attiva da anni nelle campagne per la lotta alla povertà, nel suo rapportoThe great hunger lottery: How banking speculation causes food crises” pubblicato in questi giorni.

Nel mirino degli attivisti ci sono sempre loro, grandi banche e fondi speculativi. Tra il 2006 e il 2008 hanno gonfiato il mercato alimentare con una delle peggiori bolle speculative della storia generando un’impennata dei prezzi che ha ridotto alla fame centinaia di milioni di persone. Il trend, a un certo punto sembrava quasi essersi arrestato ma in seguito i colossi finanziari hanno ripreso ad assumere le vecchie abitudini. Secondo la Fao, a giugno del 2009 almeno un miliardo di persone risultava soffrire di denutrizione cronica a seguito tanto della recessione globale quanto di “un’insensata impennata dei prezzi”. Sei mesi più tardi, affermano oggi gli analisti del Wdm, la banca americana Goldman Sachs chiudeva l’anno registrando un miliardo di dollari di extraprofitti derivanti esclusivamente dalla speculazione sulle materie prime (commodities).Continua a leggere

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