venerdì 30 luglio 2010

La prova di Fini di Furio Colombo


È come un circo. Gianfranco Fini è solo. Sul trapezio, nel fascio di luce. Resta immobile, con quel misto di confidenza e di ansia che a volte l’immagine ravvicinata rivela su un viso altrimenti impassibile. Non c’è rete e tutti guardano in alto. E tutti sono (come sempre il pubblico) allo stesso tempo ammirati e increduli. Non può farcela e deve farcela. L’acrobata Fini scruta il momento del salto azzardato che deve portarlo esattamente nel punto e nella posizione in cui sta ora, ma dopo avere spiazzato con precisione, in una sequenza perfetta, l’altro acrobata dalla sua postazione. L’altro acrobata si chiama Berlusconi. Fini vanta i suoi famosi vent’anni di vantaggio sul protagonista del circo. Eppure non è l’eccellente forma fisica a garantire. Strana performance quella di Berlusconi, che pure dura, con qualche cambio di posizione, da quindici anni. Non è salito sul trapezio, l’hanno issato, come un dio di gesso nelle processioni indiane. In quelle processioni, alla fine del rito, le statue si spezzano. Strano atleta, che viene tenuto su da un mare di mani, e l’equilibrio richiede che ci siano tutte. Se ne togli una la tenuta finisce.

Il gioco di Fini è spietato e quasi impossibile. Può riuscire solo se è perfetto. Ma il salto non prevede scambi. Ogni atleta, dopo essersi temerariamente lanciato, deve ricadere a piedi giunti esattamente al suo posto, o finisce nel vuoto. Ecco in che cosa consiste la prova di Fini: cambiare in un punto chiave la storia della Repubblica, che era segnata (così a lungo da sembrare per sempre) dal marchio berlusconiano. E fare tutto ciò restando immobile, stessa carica, stesso partito, stessa destra. “Tutta la città ne parla” (cito il titolo di una fortunata trasmissione su Radio 3 di Giorgio Zanchini) eppure non è la storia di un eroe. È l’episodio in cui qualcuno – nell’era berlusconiana – non si spaventa più della faccia feroce del capo. Fino a poco fa lui – il nostro eroe – come tutti stava al gioco, per quanto assurdo. Ora basta. Perché ora? Cos’è cambiato? Lo sapremo nei prossimi episodi. Intanto c’è astuzia, destrezza, abilità nella prova di Fini. La morale? Lo vedi pronto e in guardia, lo vedi solo nell’occhio di bue del riflettore. La morale coincide col risultato. Tra poco il salto. Previsioni? Favorevoli, nel senso della scommessa. Conseguenze? Tutte da calcolare.
BLOG di Furio Colombo

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