giovedì 26 agosto 2010

Le mani della mafia sull’energia verde


di Tommaso Sodano
Da uno studio dell'Europol si ipotizza uno scenario con la presenza sempre maggiore del crimine organizzato nel settore. Una situazione che in Italia è realtà da decenni

Chi ha compreso bene che le fonti rinnovabili possono essere una opportunità d’oro per realizzare grandi guadagni, magari riciclando il denaro sporco proveniente dai traffici illeciti, sono le mafie. E le organizzazioni criminali italiane sono già attive per accaparrasi fette importanti dei nuovi investimenti nel settore energetico.
Quarant’anni fa le fonti per produrre energia pulita erano una chimera. Oggi sono una realtà importante e in futuro lo saranno sempre di più. Tant’è che nelle economie occidentali le energie verdi hanno assunto un ruolo centrale nelle agende politiche e il Vecchio continente si è candidato a fare la parte del leone in questa partita.

Peccato che, oltre a governi e opinione pubblica, chi si è accorto che le fonti rinnovabili di energia sono il futuro, sono le mafie. Da uno studio che l’Europol ha condotto assieme a un nutrito gruppo di specialisti è emerso uno scenario di sviluppo del settore con la presenza preoccupante del crimine organizzato. Secondo la polizia europea, le cosiddette ecomafie vedono nel campo energetico la possibilità di investimenti sicuri e a lungo termine. “Speculazione e riciclaggio di denaro, infiltrazione nelle società con acquisto di pacchetti azionari, smaltimento dei rifiuti (compresi quelle nucleari) e utilizzo di un possibile conflitto geopolitico come copertura per il traffico”.
Una prospettiva a dir poco inquietante che nel nostro paese abbiamo già avuto modo di conoscere. Prima nel settore dello smaltimento illecito dei rifiuti e, ultimamente, nel settore dell’energia, a partire da alcune grandi speculazioni che sono avvenute nel campo dell’eolico. Lo scandalo in Sardegna, il coinvolgimento della cricca, della P3 e il versamento di tangenti, hanno rappresentato la punta dell’iceberg di un sistema corrotto presente nel Paese.
È il nuovo business delle cosche, in Calabria come in Puglia, in Sicilia e in Campania. Un pericoloso intreccio fra mafie, uomini politici, banche, società e imprese di comodo. Per allungare i tentacoli su un giro milionario contiguo a quello delle grandi multinazionali dell’energia verde. Del resto il sostituto procuratore della Dna Alberto Cisterna già nel 2008, denunciava l’interesse della ‘ndrangheta per le energie rinnovabili. “In Calabria ci sono molte piccole centrali idroelettriche abbandonate dopo la nazionalizzazione o perché ritenute meno convenienti rispetto alle centrali termoelettriche. Ma ora, dopo le leggi che favoriscono e finanziano le energie rinnovabili, sono tornate convenienti e la ‘ndrangheta ci investe”.
Un mafioso in un’intercettazione, spiega: “…siccome è rinnovabile, questa energia che si chiama energia verde viene acquistata dalle grandi… Capito… quelli produttrici tipo l’Enel tipo… tipo che ne so la Edison tipo, insomma queste che producono energia con… bruciando carbone, bruciando metano facendo tante cose, però devono avere una produzione di energia che in pratica, una parte deve essere fatta con queste fonti rinnovabili e se non ce l’hanno la devono comprare, una specie di mercato, una specie di borsa capito?”
Non è nuovo neanche l’interesse delle organizzazioni criminali nell’eolico in Puglia a dimostrazione di come le mafie facciano affari dovunque, soprattutto in quei settori economici più promettenti. In Sicilia solare ed eolico sono l’Eldorado del settore: le stime parlano di finanziamenti, per il solo fotovoltaico, di oltre 7 miliardi. Ma per entrare nel business si devono accumulare ettari su ettari di terreno e questo in alcune aree del Paese avviene sempre con la “copertura” mafiosa.
L’approssimazione e la mancanza delle più elementari regole di pianificazione sta caratterizzando la proliferazione degli impianti di produzione energetica in Italia. Conseguenza di questo atteggiamento è la perdita di una grande patrimonio come quello paesaggistico e la non partecipazione democratica delle comunità locali, che vengono espropriate del bene comune più prezioso, il loro territorio, in nome di grandi interessi economici. Quella che dovrebbe essere una delle più grandi opportunità di sviluppo per il nostro Paese e in particolare per il Sud, rischia di diventare uno dei più grandi business del dopoguerra per le mafie. Con ricadute devastanti per l’ambiente e il territorio. Sarebbe criminale non arginare fin da subito questa pericolosa deriva. E per evitare che anche in questo caso qualcuno possa affermare che in Italia esiste solo il partito del NO, diciamo subito che la strada dello sviluppo delle energie verdi è necessaria e auspicabile ma che deve avvenire in modo pulito e democratico. Con il coinvolgimento dei cittadini e dei comuni interessati dagli interventi. Per raggiungere questo obiettivo l’Italia deve dotarsi di un Piano energetico nazionale che tracci con chiarezza il quadro del fabbisogno energetico del Paese, del mix delle diverse fonti e della sua distribuzione territoriale nel pieno rispetto degli impegni internazionali (a partire dal protocollo di Kioto) per l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica .
Non solo grandi centrali energetiche, bottino facile di multinazionali o ecomafie , ma una rete di piccoli impianti. Dai tetti delle case ai capannoni industriali, dalle stalle alle serre, alle aree agricole marginali. Solo in questo modo si potrà rendere difficile la vita alla criminalità organizzata e impedire che, nel nome dell’ambiente, si possa ancora una volta devastare il territorio.

“Mondadori? No grazie”


Questa è una campagna per denunciare e fare pressione tramite il non-acquisto la Mondadori, , la casa editrice della famiglia Berlusconi per la quale il Parlamento ha emanato una norma che le consente di “evadere” per legge il fisco.
La presidente della Arnoldo Mondadori Editore è Marina Berlusconi, figlia del capo della maggioranza al governo.
Grazie ad un provvedimento parlamentare approvato dalla maggioranza guidata da Silvio Berlusconi, la Mondadori risparmierà quasi 350 milioni di euro non versandoli nelle casse dell’erario. Sono soldi che la casa editrice doveva allo Stato da molti anni e per la quale si aspettava una sentenza della Corte di Cassazione. Grazie al provvedimento, la Mondadori pagherà il 5% della somma dovuta ed estinguerà il contenzioso.

E così ciascun italiano (bambini compresi) si ritrova a pagare una tassa di ben 7 euro per coprire le tasse non versate dalla Arnoldo Mondadori Editore.

L’evasione fiscale danneggia tutti quanti, sono soldi che ci vengono sottratti direttamente. Sono mancati servizi, tagli alla cultura, alla scuola, alla sanità.
Noi cittadini italiani non possiamo tacere, accettando supinamente che il capo del Governo approfitti della sua situazione per approvare provvedimenti “ad-aziendam” che permettono alle sue società di famiglia di non pagare tasse dovute. Tutto questo a scapito dei bilanci dello Stato e quindi di tutti noi.
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mercoledì 25 agosto 2010

Daniela Santanchè-shock su Nilde Iotti: "E se dicessimo che era una escort?" ...

Daniela Santanchè-shock su Nilde Iotti: "E se dicessimo che era una escort?" ...

caccia il cacciatore :19 settembre apertuta della cacccia


I danni e le crudeltà

In Italia vengono uccisi almeno 100 milioni di animali l'anno, per la maggior parte uccelli di varie specie, ma anche lepri, cinghiali, cervi, caprioli, daini. Cento milioni di animali uccisi per divertimento.

Bracconaggio

l bracconaggio in Italia è molto diffuso, vietato ma tollerato in quanto "tradizione popolare". Sono usati "archetti", trappole a cappio, reti verticali in cui gli uccelli rimangono impigliati e muoiono d'inedia dopo giorni di agonia.
Alcuni dati: nel corso del 2000 e 2001 la LAC (Lega Abolizione Caccia) ha raccolto e distrutto complessivamente oltre 30.000 archetti, 450 reti e liberato centinaia di uccelli (pettirossi, passere scopaiole, tordi, merli, cince ecc.).
I principali campi antibracconaggio si svolgono nelle valli bresciane (da settembre a dicembre), dove sono diffusi archetti e trappole a scatto in cui gli uccelli rimangono intrappolati per le zampe, spesso amputandosele e morendo dissanguati; in Sardegna dove i bracconieri utilizzano trappole a cappio, poste sui rami di corbezzolo, in cui gli uccelli rimangono impiccati. Qui nel 2001 la LAC ha portato a termine la triste raccolta record di oltre 13.000 trappole.
Le Isole Pontine e Cipro, dove il fenomeno è molto preoccupante e in espansione soprattutto in primavera e durante le fasi di migrazione, sono altre zone di intervento della LAC. Vedi iniziativa "Ponza senz'Armi".

Gli archetti

Gli archetti sono trappole per la cattura dei piccoli uccelli. Sono molto usati nelle valli bresciane Trompia, Sabbia, Camonica, nel Bergamasco e in alcune zone del Veneto e del Friuli nonostante siano esplicitamente vietati dalla legge ormai da molti anni.
I bracconieri realizzano con rami di nocciolo, curvati a ferro di cavallo, micidiali congegni in grado di scattare allorché un piccolo uccello vi si posi sopra. Bacche di sorbo, che da questa pratica prende il nome di "sorbo degli uccellatori", attirano soprattutto pettirossi, ma anche fringuelli, capinere, verdoni, frosoni, peppole, cince, regoli, luì.
Non è possibile calcolare quanti siano gli archetti che ogni autunno all'arrivo dei piccoli uccelli migratori i bracconieri sistemino nei boschi e nelle radure di vaste zone del Nord Italia: probabilmente milioni. Molte valli alpine ne sono infestate.
Gli uccelli catturati per le zampe rimangono appesi per ore ad agonizzare, con i tarsi spezzati dall'archetto, senza speranza di salvarsi. La "polenta e osei", tradizionale piatto della cucina veneta e non solo, alimenta il mercato clandestino dei piccoli uccelli catturati illegalmente.

L'uccellagione

L'uccellagione è invece una pratica ammessa, purché non si catturino animali appartenenti a specie non cacciabili. Nella sola Lombardia, su 30.000 cacciatori vi sono 10.000 capanni fissi, dove i cacciatori giocano al tiro al bersaglio contro gli uccelli, di ogni specie, usando spesso altri uccelli tenuti prigionieri come richiami vivi.
Questi uccellini vengono catturati e tenuti sempre prigionieri in gabbie piccolissime, vengono spiumati in modo da provocare la muta delle penne fuori stagione: quando le piume ricrescono, l'uccello, tenuto sempre in una cantina buia per tutta l'estate, crede che sia primavera, ed emette richiami verso i suoi compagni. Un fringuello, sul mercato illegale, può costare fino a 100 euro.
Approfondimento: l'orribile sorte degli uccelli-richiamo.

Immissione di animali sul territorio

Quella del "ripopolamento" è una pratica che in più modi avvantaggia i cacciatori.
Da un lato, consente loro di continuare a cacciare anche quando in natura non esiste più nulla da cacciare: vengono allevati uccelli e lepri in allevamenti appositi, animali domestici che vivono in gabbia tutta la loro vita, e che poi vengono lasciati liberi poche settimane prima dell'inizio dello sterminio da parte dei cacciatori. Animali "pronta caccia", come vengono definiti da più parti.
D'altro lato, il ripopolamento di certe zone con cinghiali e caprioli domestici, che sono più prolifici degli animali selvatici, fa sì che aumentino i danni alle colture, e che i cacciatori siano dunque chiamati a farne strage per "ripristinare l'equilibrio". Equilibrio disturbato dai ripopolamenti stessi. Il concetto di "animali in soprannumero" è privo di significato: il numero di animali che nascono e raggiungono l'età adulta è determinato, in natura, dalla "capacità portante", che è influenzata dallo spazio e dal cibo disponibili. Uccidere animali non risolve il "problema", quelli che rimangono diventano più prolifici, o hanno maggior probabilità di raggiungere l'età adulta, cosicché in breve tempo si raggiunge lo stesso numero iniziale.
Per approfondimenti, si veda il dossier: Attività venatoria, danni all'agricoltura e gestione degli ecosistemi.
Versione completa - Versione sintetica

L'imbroglio ai danni degli agricoltori

Caccia e agricoltura sono da sempre due realtà contrapposte. Negli ultimi tempi tuttavia i cacciatori sono riusciti a guadagnarsi le simpatie di una parte del mondo agrario con il pretesto dei danni che gli animali selvatici fanno alle coltivazioni.
In realtà spesso le Associazioni dei cacciatori e degli agricoltori si sono trovate in forte attrito a causa dei cosiddetti "ripopolamenti", ovvero introduzione deliberata di selvaggina sul territorio a scopo venatorio attuata dai cacciatori stessi nel più assoluto disprezzo degli interessi degli agricoltori. Nessuno meno del cacciatore dunque è credibile come alleato dell'agricoltore.

Danni all'ambiente

Nonostante si proclamino "grandi ambientalisti", e dicano di amare la natura, i cacciatori sono dannosi, oltre che per gli animali, anche per l'ambiente. Ogni anno riversano sul territorio diverse tonnellate di velenosissimo piombo. Nelle zone umide, l'accumulo di notevoli quantità di pallini di piombo sul fondo dei laghi, stagni e acquitrini, provoca negli animali il saturnismo, una grave intossicazione, pericolosa per gli animali e per chi se ne ciba.

lunedì 23 agosto 2010

Credi ancora nel sindacato nazionale? – Partecipa al sondaggio


Mentre da parte dei sindacalisti locali abbiamo ricevuto un importante appoggio, il sindacato nazionale, si sà, non ha mai fatto nulla di concreto per la nostra protesta. Qualche promessa qua e la, litigi interni e molte parole in merito. Però se guardiamo ai fatti… niente. Questo ci porta a riflettere sulla sua utilità. È il sindacato nazionale un organizzazione inutile? È difficile rispondere con un “No”, deciso e sicuro. Qualche dubbio sorgerebbe nella mente di qualunque lavoratore italiano.
CGIL, CISL, UIL e company si rassomigliano sempre di più a dei proto-partiti che guardano solo al portafogli e al proprio interesse politico.continua a leggere ...

La risposta della FIAT ai tre operai riammessi


L'Italia è ancora, almeno sulla carta, uno Stato di diritto. Lo svizzero Marchionne e i nipotini degli Agnelli devono rendersene conto. La sentenza di un magistrato non si può ignorare. La risposta della FIAT ai tre operai riammessi dal giudice: "non venite in fabbrica", perché "non intende avvalersi delle loro prestazioni", è indecente. Gli operai Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli devono essere reintegrati se necessario con l'intervento dei Carabinieri. La FIAT esiste grazie alla cassa integrazione e agli aiuti di Stato protratti per decenni, prima di delocalizzare deve restituirli agli italiani. In altri tempi sarebbe stato Marchionne a non potersi presentare ai cancelli, mentre oggi un'azienda può irridere lo Stato.
fonte:beppegrillo.it

venerdì 20 agosto 2010

Fini e il Ritorno al Futuro



Quando un padrone sta per cadere sono i servi i a colpirlo per primi.
"Abbiamo difeso per anni Berlusconi, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista... Berlusconi non era il caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da "editti bulgari"; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con un sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici... il pensiero corre agli eventi passati, all'editto contro Enzo Biagi, contro Daniele Luttazzi, contro Michele Santoro. Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perché non ci avete pensato prima? non c'è una risposta che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore." Da Farefuturo dei finiani, oggi anti berlusconiani, per quindici anni reggicoda entusiasti di Berlusconi.

"Hasta la victoria presidente"


di Fabio Granata
Presidente recuperi anche me!!”
Caro Presidente Berlusconi,

ho letto della sua volontà di recupero, sotto la sua ala magnanima e protettrice, dei ‘finiani moderati’…  a parte che lei (ed è la sua parte, mi creda, che maggiormente apprezzo) non è mai stato moderato in niente e riconoscendo in questo qualcosa che ci accomuna profondamente, so per certo che i moderati non le stanno simpatici neanche un po’.

E allora, mi ascolti, recuperi i falchi. Mi recuperi!!!

In fondo basta poco: inizi convincendosi che Dell’Utri (con annessi eroi) Cosentino e famiglia, Verdini e commensali non le sono esattamente di grande utilità lungo il difficile percorso di costruzione di una grande forza europea e modernizzatrice.

Mi ascolti. Li faccia dimettere e li reimpieghi in altre delle sue molteplici attività: hanno capacità e relazioni, seppur pericolosissime, utili a quasivoglia impresa, tranne alla più nobile: quella politica.

Poi ci proponga una riforma della giustizia che velocizzi i processi, senza farli andare in prescrizione, dando giustizia sia alle vittime che agli innocenti e dia risorse ingenti e nuove professionalità e strumenti alle Procure e alle forze dell’ordine, magari smettendo di insultare le prime e trovando i soldi per gli straordinari alle seconde.

Metta definitivamente da parte scudi, lodi e leggi ad personam: vada, invece, alla fine del suo mandato, a difendere davanti ai giudici il suo onore e la sua sacrosanta volontà di rivendicazione della sua trasparenza.

Il 19 luglio, poi, lasci stare il Premio Aznavour e venga con noi in Via D’Amelio a ribadire all’Italia chi sono gli eroi, senza se e senza ma!

Inoltre applichi alla politica del suo Governo il suo indiscutibile amore per la bellezza italiana, espellendo senza bisogno di probiviri, chiunque proponga condoni e sanatorie, avviando la più grande azione di ripristino della bellezza e del paesaggio di tutti i tempi, bloccando cemento, pale eoliche e speculazioni edilizie, con buona pace di cricche e mafie.

Non le chiedo, pur non essendo moderato, di sostituire i triumviri con Bocchino, Briguglio e Granata poiché con questa operazione perderebbe molte colombe finiane e non sarebbe un buon consiglio, ma almeno sostituisca gli attuali attraverso un sorteggio tra tutti i parlamentari del Pdl: se esclude gli ex An (che, oggettivamente, potrebbero aggravare la situazione) non potrà che rilanciare il partito, chiunque venga sorteggiato.

Oppure, con decisionismo schimttiano nomini Fabrizio Cicchitto: è leale senza essere servile, è uno dei pochi ad aver letto qualche migliaio di libri, è ironico e, mi perdoni Presidente, è anche romanista come me (quindi abituato anche alle sconfitte)!

Sostituisca poi, la prego, Capezzone… lo mandi al Grande Fratello e metta al suo posto Mara Carfagna: bella, onesta, di buona famiglia, intelligente.

Due ultime richieste: richiami Kakà e Sheva e ridia il Milan a Leonardo, riconquistando così, oltre il falco padre, la falchetta Andrea, milanista che non gliele ha mai perdonate.

Infine, vada a trovare Gianfranco Fini (dopo aver spostato Feltri a dirigere Chi, dove farà cose egregie) e gli chieda scusa per tutto, iniziando a pensare che in politica la discussione, il confronto, la trasparenza, la legalità non sono il demonio ma l’unico metodo per far diventare un grosso partito, un grande partito per “far bene cose di interesse comune”.

Presidente, in attesa della sua risposta, ho il dovere però di sottolinearle l’unico rischio della mia piattaforma: ‘ritrovarci’ con un Pdl fatto da 34 deputati e 10 senatori. Sono i rischi dell’audacia!

Contro tutti i moderati e i moderatismi, hasta la Victoria Presidente.

Fabio Granata (falco)
http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fgranata/

lunedì 16 agosto 2010

Liberiamoci dei liberisti


by Baku
La distribuzione della ricchezza, sempre più nelle mani di pochi, porta con sé il problema di chi ha beneficiato della globalizzazione e cosa abbiamo guadagnato nell'avere beni di consumo a prezzi inferiori se questo ha coinciso con la perdita di diritti sul lavoro, con la precarietà, con la perdita del potere di acquisto e con stipendi più bassi. È un chiaro segnale che qualcuno ha di sicuro guadagnato dallo spingere il mondo in questa direzione. E qualcun altro no...continua a leggere
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Il mito dell'informazione


Cinque omicidi mostrati dalla televisione, non sono più cinque omicidi singoli che influenzano la cerchia di persone toccate dalle singole tragedie, ma diventano cinque omicidi per ciascuna persona di fronte al video per ogni servizio visto per ogni televisione che l'ha trasmesso, per ogni radio che l'ha raccontato, per ogni giornale che l'ha descritto. All'improvviso questi cinque omicidi inondano l'intera nazione e non sono più confinati nei luoghi dove sono accaduti. Le reazioni di insicurezza, paura e odio che si scatenano a partire da un simile evento...continua a leggere
fonte: A Naked View

La pistola c’è, il fumo no

di Peter Gomez 
 Alla fine ha cominciato a preoccuparsi persino il direttore di Libero Maurizio Belpietro. “Non vorrei”, ha scritto domenica, mettendo le mani avanti, “che i professionisti della polpetta avvelenata stessero provando a rifilare bidoni ai giornali impegnati in un’operazione trasparenza”.

Un chiaro segnale di come, anche tra i fedelissimi del Cavaliere, serpeggi sempre più forte l’impressione che puntare tutto sulla storia dell’appartamento di Montecarlo per far fuori (politicamente) Gianfranco Fini, sia stato un errore.

“Ecco i documenti che smentiscono Fini” aveva titolato sabato a tutta pagina Il Giornale riproducendo la ricevuta dell’acquisto di una cucina Scavolini da parte di Elisabetta Tulliani. Peccato però che il documento non dimostri niente.

La fotocopia racconta solo che la compagna del presidente della Camera ha acquistato dei mobili nel centro Castellucci, alla periferia di Roma. Non che quei mobili siano poi stati inviati nel principato di Monaco. E nemmeno le parole di Davide Russo – un “impiegato” del negozio che sostiene di essersi dimesso proprio per poter rispondere alle domande del quotidiano di via Negri senza mettere in imbarazzo i suoi datori di lavoro – riescono a chiarire il mistero.

Quando gli chiedono se davvero la cucina fosse diretta a Montecarlo lui risponde: “La certezza non posso averla”.

Insomma la pistola fumante, che già venerdì aveva spinto Vittorio Feltri a scrivere, “Fini mente: ecco la prova”, non c’è. E adesso l’ennesimo attacco a colpi di dossier e rivelazioni del direttore de Il Giornale al capo dei ribelli del centrodestra, minaccia di risolversi in favore di quest’ultimo.

Che cosa accadrà se nelle prossime ore, come giurano più o meno tutti i finiani, il presidente della Camera convocherà i giornalisti per mostrare l’ormai celebre cucina installata in un italianissimo appartamento?

Certo, la vicenda resta tutt’altro che chiara. La casa di Montecarlo è stata venduta sotto-costo. Il fatto che la occupi il troppo silenzioso fratello di Elisabetta Tulliani lascia aperta la porta ai sospetti. Ma l’affaire monegasco rispetto agli scandali e le inchieste, condite di circostanziate prove, in cui è rimasto invischiato il Cavaliere, è davvero poca cosa. E ora cominciano a pensarlo pure gli elettori del Pdl.

Certe campagne stampa per avere successo si devono risolvere nello spazio di un mattino. Il Caimano deve adocchiare la preda e sbranarla nel giro di un secondo. Perché una seconda possibilità non ce l’ha. Nemmeno se si chiama Berlusconi.

Non per niente anche i nuovi testimoni (l’ultimo un certo Luciano Care) sfoderati per dimostrare come Fini e compagna si siano fatti vedere assieme nel Principato, cominciano per molti ad avere il sapore di patacca. E il rischio sempre più concreto (per il premier) è che l’intera storia faccia la fine dell’assalto a Antonio Di Pietro del 1994-1996.

Allora Silvio Berlusconi, suo fratello Paolo e l’avvocato Cesare Previti si erano mossi personalmente per convincere una serie di sedicenti testimoni a presentarsi in procura a Brescia per incastrare l’ex pm di Mani Pulite.

Poi grazie alle intercettazioni e alle contro-indagini di Di Pietro saltò fuori che tutti loro, o quasi, avevano ricevuto in cambio qualche promessa dal Cavaliere. L’imprenditore Antonio D’Adamo fu addirittura ascoltato mentre si accordava per telefono con il leader di Forza Italia per ottenere molti miliardi di lire di affidamento da una serie di banche e degli appalti in Libia dal colonnello Gheddafi.

“Papà, ma tu sei riuscito a fare qualcosa per lui?”, chiedeva la figlia di D’Adamo al padre il 7 settembre del ’95. E l’imprenditore, prima di diventare il grande accusatore dell’ex Pm, rispondeva: “Certo Patrizia, c’è tutta una contropartita”. Più chiaro di così.

Anche per questo oggi è ovvio domandarsi quale sia (se esiste) la contropartita dei testimoni anti-Fini. E se emergeranno (cosa tutt’altro che improbabile) pagamenti o la garanzia di contratti o di posti di lavoro, il pasticcio in salsa previtiana, sarà completo.

Risultato: la campagna di agosto del Cavaliere che mirava a spingere almeno una decina di parlamentari finiani a tornare all’ovile fallirà. E Berlusconi si troverà a fare i conti con il problema Bossi.

Il senatur, è vero, continua a giurare di essergli fedele. Ma la macchina del fango e dei ricatti messa in moto dal premier, se non porterà alla scoperta di elementi che inchiodano davvero Fini, finirà per spaventare ancor di più gli elettori.

Già ora i sondaggi dicono che nel nord a fare il pieno di voti sarà la Lega. Questo, vuol dire che il Pdl in caso di elezioni anticipate, avrà trenta parlamentari in meno. E allora perché i deputati e senatori di Berlusconi dovrebbero accettare di andare alle urne solo per perdere le loro comode poltrone?

Agosto è ancora lungo, è vero. Ma i continui colpi di cannone che partono dalle corazzate mediatiche del premier e finiscono fuori bersaglio, sembrano avvicinare il Paese a un fatidico nuovo 8 settembre.

Quel giorno per la democrazia sarà un armistizio. Per il Cavaliere una sconfitta.

lunedì 9 agosto 2010

Forza ragazzi! Oggi tutti a lezione da Libero.



Sù, muoversi, tutti sul Pullmann, che oggi vi porto in gita domenicale nella redazione di Libero, in viale Majno a Milano, che magari s'impara pure qualcosa ... certo, sempre che i militari a guardia di Maurizio Belpietro ci lascino entrare ...

Ah, perfetto, è andata bene, siamo dentro, ma solo perché stiamo simpatici a Filippo Facci. Comunque. Cominciamo con il dare un'occhiata alla prima pagina di oggi: l'occhio cade immediatamente su quel "Napolitano seccato con l'ex leader di An" [leggi l'articolo]. Alla faccia!, partenza roboante, questa sì che è una bomba, questo sì che è uno scoop! Napolitano in questi giorni è in vacanza a Stromboli, e tutti noi ce lo immaginavamo immerso nel relax di questa magnifica isola siciliana. Macché, ma quale relax, in realtà ce l'ha con Fini, probabilmente non pensa ad altro: un colpo davvero duro per il Presidente della Camera, di questi tempi poi! Non ci resta che gustarci il retroscena, che prosegue a pagina 2 ...

Ehm, fermi tutti: cosa significa "Il Quirinale resta in silenzio"? Ma non era seccato? L'avrà detta qualcosina no? E quel "forse" comparso improvvisamente? Vabbè dai, se un quotidiano come Libero spara in prima pagina la "seccatura" del Presidente della Repubblica, qualche elemento concreto ci dev'essere per forza. Vediamo.


Eh? Cosaa? Fatemi lo spelling, che non mi sembra vero: "Napolitano è a Stromboli, a godersi le vacanze. Dunque è impensabile attribuirgli pensieri o dichiarazioni, anche indirette" ... "per il resto, silenzio" ... Non ci siamo, qui c'è qualcosa che non va. Io mi sa che non vi ci porto più in gita domenicale a Libero. Cucchiamoci comunque ancora una riga, si sa mai che emerga qualcosa, in fondo a Belpietro glielo dobbiamo, per l'ospitalità, poi via veloci che il bus ci sta già aspettando ...


Sì, ciao.
fonte:nonleggerlo

65 anni fa Nagasaki: il sindaco della città ha criticato il governo giapponese



Nagasaki, 09-08-2010

Si è commemorato stamani a Nagasaki, nel sud del Giappone, il sessantacinquesimo anniversario del lancio della bomba atomica che polverizzò la citta' il 9 agosto 1945. Nel corso della cerimonia, riferisce l'agenzia Kyodo, il sindaco della città ha criticato il governo giapponese per la sua "ambiguita'" sul fronte nucleare.

La commemorazione è iniziata alle 11.02 locali (le 4 del mattino in Italia), alla presenza dei rappresentanti di 32 Paesi, tra cui per la prima volta Francia e Gran Bretagna: i sopravvissuti all'esplosione, furono circa 74.000 i morti, hanno ricordato le vittime pregando in silenzio.

Nel corso del suo intervento, il sindaco della città Tomihisa Taue ha fatto proprio l'appello rilanciato a Hiroshima tre giorni fa dal segretario dell'Onu Ban Ki-moon per un mondo senza armi nucleari e ha criticato il governo di Tokyo per l'intesa sulla cooperazione in ambito civile con l'India, che non ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), e per le rivelazioni su un patto segreto con gli Usa che di fatto consentira' l'ingresso nel Paese di armi atomiche.

"Ciòsignifica che la nazione che ha patito i bombardamenti atomici indebolisce il Tnp, cosa intollerabile", ha detto il sindaco sottolineando che l'intesa con gli Usa crea "profonda sfiducia" nel governo che trasforma i principi anti-nucleari del Paese in una "mera formalita'".

Lo scorso giugno, Tokyo ha avviato contatti con l'India allo scopo di trasferire tecnologia nucleare a New Delhi, mentre a marzo, il ministero degli Esteri giapponese ha concluso un patto segreto con Washington che consente alle navi Usa dotate di atomiche di accedere ai porti del Paese.

Il 9 agosto 1945, un equipaggio Usa sgancio' sulla città alle 11.02 la bomba "Fat man" (uomo grasso), che sviluppò una potenza pari a 25 kilotoni, molto maggiore di quella che aveva investito Hiroshima tre giorni prima. Circa 40.000 persone morirono all'istante

venerdì 6 agosto 2010

Porno politica


Le elezioni anticipate sono un investimento per i partiti. Per ogni legislatura i partiti incassano il finanziamento pubblico, definito "rimborso elettorale" (bocciato da un referendum). In caso di interruzione la quota residua viene comunque mantenuta e va in cumulo alla legislatura successiva. Una catena di Sant'Antonio. I partiti dispongono già ora di una quota pari alla metà legislatura del governo Prodi, che cadde nel gennaio 2008, sommata a quella attuale. Quindi una legislatura e mezza per circa un miliardo di euro. Se si andrà al voto anticipato in autunno bisognerà sommare al prossimo "rimborso" un'altra metà legislatura. La crisi per i partiti è una benedizione. Più il Paese va a fondo, più incassano. Se i finanziamenti elettorali (da abolire) sono una porcata, il cumulo è pura porno politica.
fonte:beppegillo.it

6 Agosto 1945 Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki

Il mattino del 6 agosto 1945 alle 8.16, l'Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica "Little Boy" sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell'ordigno "Fat Man" su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000[1], quasi esclusivamente civili. Per la gravità dei danni diretti ed indiretti causati dagli ordigni, e per il fatto che si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi, i due attacchi atomici vengono considerati fra gli episodi bellici più significativi dell'intera storia dell'umanità.
Il ruolo dei bombardamenti nella resa dell'Impero giapponese, così come gli effetti e le giustificazioni, sono stati oggetto di innumerevoli dibattiti. Negli Stati Uniti prevale la convinzione che i bombardamenti atomici siano serviti ad accorciare la Seconda guerra mondiale di parecchi mesi, risparmiando le vite di milioni di soldati (sia alleati sia giapponesi) e di civili, destinati a perire nelle operazioni di terra e d'aria nella prevista invasione del Giappone. In Giappone, l'opinione pubblica, invece, tende a sostenere come i bombardamenti siano crimini di guerra perpetrati per accelerare il processo di resa del governo militare giapponese. Universalmente condivisa è comunque la presa di coscienza della gravità dell'evento, che non è più stato replicato.
Oltre 55.000 persone si sono raccolte nella città della bomba presso il Parco della Pace, osservando un minuto di silenzio alle 08:15 (l'1.15 in Italia), l'ora in cui, da un'altitudine di circa 600 metri, l'ordigno 'Little Boy' esplose nel cielo di Hiroshima scatenando quello che i sopravvissuti hanno definito "l'inferno sulla terra", uccidendo sul colpo almeno 70.000 persone e altrettante nei mesi immediatamente successivi.
All'evento commemorativo hanno partecipato, tra le numerose personalità, l'ambasciatore Usa in Sol Levante, John Roos, in rappresentanza degli Stati Uniti, il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, e il premier nipponico, Naoto Kan. La cerimonia quest'anno ha visto la partecipazione record di 74 Paesi, il numero più alto finora registrato, tra cui anche la prima presenza in assoluto da parte di rappresentanti delle potenze atomiche Francia e Gran Bretagna.
"Siamo tutti insieme in un viaggio da Ground Zero a Global Zero, ovvero un mondo libero dalle armi di distruzione di massa - ha dichiarato Ban nel suo intervento alla cerimonia -. E' l'unica via percorribile verso un mondo più sicuro. Finchè esisteranno gli armamenti atomici saremo costretti a vivere sotto un'ombra nucleare".

giovedì 5 agosto 2010

Macrhò:borse in pvc-borse in materiale riciclato

Le Eco borse  proposte da Macrhò sono oggetti colorati e giovanili, prodotti con materiali riciclati , che vengono rielaborati creativamente e trasformati in oggetti unici come delle piccole opere d'arte. le borse e le cinture sono in vendita direttamente online sul sito di Macrhò, nelle collezioni Urban Fashion, Trendy, Pretty, Funny, Luxury e Denim. nel sito è inoltre presente un Green Outlet, e una parte del ricavato delle vendite viene destinato all'associazione "Regalami un sorriso ONLUS", una organizzazione di volontariato che organizza manifestazioni culturali, sportive ed artistiche per persone svantaggiate.

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mercoledì 4 agosto 2010

Bomba biologica a Milano. Grossi scappa e ci lascia una multa da 440 milioni


Pioltello. Ex area Sisas. Tradotto: una bomba biologica a cielo aperto. Lascito del polo chimico fallito nel 2001. In sintesi: 290mila tonnellate di rifiuti industriali, 50mila di nerofumo, idrocarburi contaminati con mercurio. Il tutto precariamente mantenuto in superficie da un complicato sistema di pompe, che, per ora, non fanno scivolare le sostanze in falda. Un’eventualità non remota e che avvelenerebbe mezza Lombardia. C’è, dunque, da bonificare. È stato fatto in parte. Ma Giuseppe Grossi, il plurindagato ras delle bonifiche che ha vinto l’appalto per due delle tre discariche, ha deciso di lasciare. E ora la Regione Lombardia corre inesorabile verso la multa prevista dalla Unione europea. Una bazzecola da 440 milioni di euro. A pagare, come al solito, i cittadini. In questo caso i lombardi. Ultimo giorno utile fissato dai commissari di Bruxelles, il 31 dicembre prossimo. Praticamente dopodomani. Colpa di Grossi, naturalmente. Ma anche del governatore Roberto Formigoni che ne ha incensato le qualità, ostinandosi a tacere, per esempio, sugli ultimi guai giudiziari dell’amico imprenditore.
Da qualche giorno in quest’area, incastrata tra i comuni milanesi di Pioltello e Rodano, c’è uno strano via vai. Camion che più che entrare nel cantiere escono carichi di macchinari. Insomma, qui all’ex Sisas si smantella. E a farlo è la T.R Estate srl, la società di Giuseppe Grossi, imprenditore spericolato con amicizie potenti, dal deputato azzurro Giancarlo Abelli ai fratelli Paolo e Silvio Berlusconi. Lo stesso Grossi che è coinvolto nel pasticcio tossico del terreno di Montecity-Santa Giulia. Accusato di riciclaggio, recentemente il gip di Milano, oltre a mettere sotto sequestro l’area, lo ha indagato per traffico di rifiuti tossici e discarica abusiva.
Capitolo chiuso? No. Perché quella responsabilità ricade e apre il caso Pioltello. Lui, Grossi, visti gli impicci giudiziari di quella bonifica non ne vuole più sapere. E lo ha comunicato ufficialmente a Regione Lombardia con una lettera del 26 luglio dove si legge che “in data odierna il Cda della società ha deciso di sospendere i lavori relativi all rimozione delle discariche A e B a partire dal 28 luglio”. Detto fatto. I camion qui escono e non tornano. In più Grossi chiede alla Regione di saldare 25 milioni di euro, anche se non ha mai versato la fideiussione di 60 milioni. Sì perché in questo strano intreccio, nell’accordo per la bonifica Grossi ha ottenuto anche la possibilità di costruire sull’area un centro commerciale.
A questo punto, però, Regione Lombardia, dopo averlo favorito in tutto, resta con il cerino in mano e l’incubo di una multa impressionante. Per questo ha invitato Grossi a proseguire i lavori di bonifica, fissando il paletto del prossimo bando di gara a settembre. “Una situazione surreale”, commentano i consiglieri regionali del Pd Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, “se si pensa che Formigoni per evitare la multa ha dato carta bianca a uno come Grossi”. Il cortocircuito ha, per i due consiglieri, una conclusione certa: “La multa la paghi Formigoni e non i cittadini”.
fonte:ilfattoquotidiano.it

Una lunga estate calda


Cosa hanno in comune l'alluvione peggiore degli ultimi 80 anni in Pakistan con 1.400 morti e 27.000 persone isolate o disperse e mezzo milione senza casa e la Russia che va a fuoco durante la peggiore siccità di sempre con centomila ettari bruciati, decine di morti e interi villaggi evacuati? La risposta è nel documento: "State of the climate in 2009" pubblicato nei giorni scorsi dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Il documento, che va vietato ai deboli di cuore, descrive lo stato del clima e i suoi effetti sul pianeta Terra. Gli autori dello studio di 218 pagine di dati, grafici e statistiche (meglio dell'ultimo libro di Stephen King da portare in vacanza) sono 300 specialisti di 160 gruppi di ogni continente. Non voglio svelarvi (anche perché lo sapete già) il finale del tomo che ho sulla scrivania, ma solo qualche dato per aiutarvi a rabbrividire gratis durante il caldo torrido. Il 2009 è stato più caldo del 2008 di 0,1°C e il decennio 2000/2009 il decennio più caldo mai registrato. Il CO2 è aumentato di 1,5 ppm (parti per milione) rispetto al 2008 con una media atmosferica di 386,29 ppm, dal 1750 circa 335 miliardi di tonnellate di CO2 sono state scaricate nell'atmosfera, la metà dagli anni '70 con un incremento continuo anno dopo anno. Il 2009 è stato il 19simo anno consecutivo in cui si è registrato il ritiro dei ghiacciai, molti dei quali sono scomparsi. L'India ha avuto l'anno più caldo della sua storia, l'Australia il secondo anno più caldo, la Nuova Zelanda l'estate più torrida da 155 anni. La Cina ha sofferto la peggiore siccità degli ultimi 50 anni. La temperatura degli oceani continua a salire trasformandoli nel brodo primordiale dal quale siamo venuti.
Il clima ha un effetto immediato sui prodotti agricoli, poche settimane di caldo fino a 40° ha distrutto gran parte delle coltivazioni di grano russo e il prezzo del grano è aumentato del 50% sui mercati mondiali. Ai russi rimane solo la danza della pioggia. Il Patriarca ortodosso Kiril ha pregato perché piova: "Lancio un appello a unirvi in preghiera affinchè la pioggia scenda sulla nostra terra".
Mentre leggevo il rapporto mi è caduto l'occhio sulla notizia del crollo delle immatricolazioni dell'auto in luglio in Italia: 152.752 auto, meno 25,97 % rispetto allo scorso anno e del grande allarme conseguente per l'occupazione. L'Italia ha già il record di 59 macchine ogni 100 abitanti. Forse è il caso di riconvertire la produzione di auto piuttosto che arrivare a una macchina per abitante. Verso la catastrofe con ottimismo
fonte:beppegrillo.it

Incredibili immagini di scimmie che nuotano e fanno pesca subacquea

Incredibili immagini di scimmie che nuotano e fanno pesca subacquea

martedì 3 agosto 2010

Tutta questione di POTERE:le chiavi di ricerca che ogni partito inserisce nelle proprie sigle



PDL,PD,IDV,Sinistra Ecologia e libertà,Futuro e Libertà,UDC,Lega Nord(per l'indipendenza del popolo Padano,API...


 LIBERTA',DEMOCRAZIA,ECOLOGIA,UNIONE,INDIPENDENZA,VALORI.
Queste sono le chiavi di ricerca che ogni  partito inserisce nella proprie sigle.
(con il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione a pagamento, diffusa su iniziativa di operatori economici attraverso mezzi come la televisione, la radio, i giornali, le affissioni, la posta, Internet, che tende in modo intenzionale e sistematico a influenzare gli atteggiamenti e le scelte degli individui in relazione al consumo di beni e all’utilizzo di servizi). Questo è il motivo del perchè ogni giorno veniamo bombardati dal sistema  politico"ITALIANO", e spinti verso  l'identificazione "l'acquisto" di parole magiche che sicuramente fanno bene alla nostra mente.La conseguenza è che ci sentiamo:LIBERI,DEMOCRATICI,ECOLOGICI,UNITI,INDIPENDENTI,VALORIZZATI!(PURA ILLUSIONE!). La realtà è un'altra ,siamo usati per soddisfare le esigenze egoiche dei Pubblicitari del POTERE che niente fanno per il bene comune. Staccare la spina da questi "Signori" è quello che dobbiamo fare non dandogli "energia" e pretendere da noi stessi che L'UNICA RIVOLUZIONE POSSIBILE E' QUELLA INTERIORE per fare ciò che loro non sono capaci di fare.Finchè l'uomo  non ha un proprio sentire resta vuoto,e quel vuoto spesso è la porta aperta dove i Pubblicitari del Potere abusano di noi.

lunedì 2 agosto 2010

Il ritorno annunciato delle farine animali



Vietate dal 1990 per fermare l'epidemia della mucca pazza, le farine animali potrebbero venire nuovamente autorizzate. La Commissione Europea ci sta pensando. Il dibattito é appena cominciato.


Farine animali... Due parole che riassumono il trauma provocato negli anni '90 dalla malattia della mucca pazza. Mentre l'encefalopatia spongiforme  bovina (BSE) decima l'agricoltura inglese, gli scienziati identificano queste « farine » -polvere di resti bovini- come il vettore probabile della malattia.
Si é dato da mangiare a delle mucche... delle mucche, rendendo questi erbivori carnivori di essi stessi!
Il seguito lo conosciamo: 185000 mucche colpite in dieci anni, migliaia di mandrie sacrificate, più di 200 esseri umani vittime della malattia di de Creutzfeldt-Jakob e dieci anni di divieto totale alle farine animali. Risultato di questa applicazione esemplare del principio di precauzione: L'Europa ha praticamente debellato l'epidemia animale. E pertanto, la Commissione Europea prevede di autorizzare nuovamente certe farine per l'alimentazione dei maiali, del pollame e dei pesci. Cosa che fa ruminare gli ecologisti…
Anche se, in Europa, tutti i Paesi sono unanimi: é fuori questione di tornare a dare proteine animali a dei ruminanti, o di nutrire un porco o del pollame con farine ricavate dalla stessa specie animale. In Francia il Ministero dell'Agricoltura ha deciso di interpellare l'Agenzia Nazionale di Sicurezza Sanitaria dell'Alimentazione  (Anses) per valutare i rischi eventuali legati a un ritorno delle farine.
« Se ci sono dei dubbi non si prenderà alcun rischio », assicura il Ministero. « Non é stata riscontrata la BSE tra i maiali e il pollame, non c'é dunque motivo di stigmatizzare queste farine, stima il direttore dell'Anses, Marc Mortureux.
A condizione che ci siano dei piani di controllo, una buona tracciabilità ed una impermeabilità delle filiere. Ed é ben questo il problema. Per prevenire la contaminazione da prione le farine (di porco, di pollame) non devono essere mischiate. E invece possono esserlo accidentalmente durante il processo di fabbricazione.
Da cinque anni gli allevatori militano per il ritorno delle «farine di carne e ossa». « Imaiali e il pollame hanno bisogno di proteine animali » ritiene Eric Chapelle, vice direttore della Federazione Nazionale Bovini. « In ogni modo tutti i gamberetti importati dall'Asia o dal Cile venduti sui mercati parigini sono già nutriti con farine animali », aggiunge Nicolas Douzain, direttore della Federazione Nazionale delle Industrie e del Commercio all'ingrosso di carne.
Direttore di ricerca al CEA (Commissariat à l’énergie atomique, Commissariato all'energia atomica) specialista in prioni, il dottor Jean-Philippe Deslys non é contrario a togliere parzialmente l'interdizione alle farine: « Ma non si deve assolutamente abbassare il controllo perché, altrimenti, la malattia della mucca pazza potrebbe ripartire ». Secondo lui l'annuncio, mercoledì scorso, di un nuovo caso di de Creutzfeldt-Jakob in Italia in una giovane donna di 42 anni, in coma, « suona come un avvertimento ».
Segnalato e tradotto da Barbara Primo, per Promiseland.it
Testo originale:
http://www.leparisien.fr/societe/le-retour-annonce-des-farines

Il MoVimento 5 Stelle si presenterà alle elezioni politiche


La telenovela estiva del governo e dell'opposizione occupa tutta l'informazione. Nomi su nomi, raggruppamenti nuovi e vecchi. Interviste a degli ectoplasmi e a cadaveri estratti dai sarcofaghi come Rutelli. La miccia dell'economia è accesa, ma nessuno se ne cura. Le aziende fuggono all'estero dopo i cervelli. La disoccupazione aspetta il botto della fine della cassa integrazione dei prossimi mesi. Le solite cose già dette... prima del salto nel buio. Già, ma quanto è profondo il salto? E' fuor di dubbio che si stia andando a rotta di collo verso il precipizio, ci rimane da sapere quante ossa ci spaccheremo quando arriveremo al suolo.
Andare ora alle elezioni è pura follia, chi le vuole non ha chiaro tre cose: la prima è che il Paese è in pre default e non può permettersi un periodo di stallo elettorale di sei mesi senza saltare per aria, la seconda è che l'attuale legge elettorale è una presa per il culo del cittadino (su cui tutti i partiti si guardano bene di intervenire): non consente il voto diretto al candidato e i parlamentari sarebbero eletti ancora una volta dai capi partito a loro totale discrezione, la terza è che Berlusconi vincerebbe di nuovo grazie al controllo totale delle televisioni e all'evanescenza dell'opposizione del Pdmenoelle.
Le elezioni anticipate sono un cupio dissolvi che porterebbe fieno a qualche partito minore e precipiterebbe l'Italia nel caos. Una soluzione per guadare la melma in cui siamo immersi è un governo tecnico di durata sufficiente per mettere (per quanto si può) sotto controllo il debito pubblico che sta esplodendo nel silenzio generale, per ridare la scelta del candidato agli elettori, per eliminare i rimborsi elettorali ai partiti (nel rispetto del referendum) e per fare una legge sul conflitto di interessi che elimini alla radice il problema Berlusconi. E' possibile? Sembra semplice a dirlo e lo sarebbe anche a farlo se non avessimo un Parlamento di irresponsabili, di leccapiedi e di arrivisti. L'economia in autunno darà la scossa al Sistema, non certo il sodale Fini che ha sostenuto per quindici anni lo psiconano e ora si atteggia a extravergine.
Comunque finisca, questi partiti, queste facce, appartengono all'album dei ricordi, gli unici a non saperlo sono loro e i giornalisti. Il MoVimento 5 Stelle non compare in quella che questi sorci dell'informazione chiamano "agenda politica". Vorrei ricordare che il MoVimento 5 Stelle esiste, ha raccolto mezzo milione di voti in 5 Regioni autofinanziandosi: 0,8 centesimi a voto il costo delle regionali. Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato 1.700.000 euro di finanziamento ai partiti (gabellati per rimborsi elettorali) mentre i partiti incassano UN MILIARDO DI EURO. Il MoVimento 5 Stelle si presenterà alle elezioni politiche, che siano ora o nel 2013, e alle elezioni comunali del 2011 che riguardano molti capoluoghi di provincia come Milano, Torino, Bologna e Genova. La scelta dei candidati sarà fatta on line attraverso il portale (*) dagli iscritti.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

blog:beppegrillo.it

La strage di Bologna senza ministri


Ogni anno le cosiddette istituzioni si recano a Bologna per partecipare al ricordo della strage della stazione del 2 agosto del 1980. Dopo trent'anni nessun ministro sarà presente per evitare i soliti fischi. La Russa, ministro della Guerra ha detto a muso duro ai familiari delle vittime: "Cos'è successo gli altri anni? I ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta". Bersani che di fischi se ne intende ha ferocemente belato: "Un governo però non può esistere solo per gli applausi." I bolognesi sanno bene che il presidente del Consiglio di questo governo è un ex piduista, tessera 1816, e anche che il capo della P2 Licio Gelli è stato condannato a 10 anni per calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna. Quest'anno a Bologna l'aria sarà più pulita.
Beppegrillo.it

Greenpeace:le prove di un secondo campo di mais OGM in Friuli.

 
Roma, Italia — Abbiamo le prove di un secondo campo di mais OGM in Friuli. All'alba i nostri attivisti sono entrati nel campo - a Vivaro in provincia di Pordenone - e hanno tagliato, isolato e messo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais transgenico che producono il polline, responsabile della contaminazione. Stiamo facendo quello che le autorità hanno rimandato per settimane.
Siamo di fronte a un atto assolutamente irresponsabile: anche in questo campo il mais è fiorito e sta già disseminando il proprio polline sulle coltivazioni circostanti. Il tipo di mais OGM è precisamnete il MON810 brevettato dalla statunitense Monsanto.
Questo è il secondo campo di mais transgenico che abbiamo identificato in pochi giorni. A questo punto non possiamo escludere che, oltre al campo di mais di Fanna identificato ieri, esistano anche altre coltivazioni di mais OGM in Friuli. È quanto mai necessario che la pubblica autorità provveda oggi stesso a isolare e distruggere entrambi i campi OGM di Fanna e Vivaro, e che inizi immediatamente una scrupolosa campagna di campionamenti e analisi a più ampio raggio.
La Procura di Pordenone non deve più perdere tempo e incriminare i responsabili e tutti i suoi possibili complici. Il rischio di una contaminazione di tutto il mais del Friuli deve essere scongiurato.
Alla luce di questi avvenimenti, ci appelliamo al Governo italiano affinché respinga la recente proposta della Commissione europea: semaforo verde agli OGM in cambio della possibilità di un divieto nazionale basato su promesse legislative indifendibili in tribunale quando le aziende biotech ricorreranno contro tali decisioni.
La Commissione, infatti, chiede di velocizzare le autorizzazioni degli OGM, diminuendo i margini di sicurezza ambientale dei medesimi, ma non intende concedere agli Stati membri la possibilità di vietare OGM per motivi legati alla salvaguardia della salute pubblica e dell'ambiente.
La stessa valutazione della Commissione ha concluso poi che la proposta causerebbe un "impatto negativo per gli agricoltori NON-Ogm" poiché non si potrebbe far fronte ai problemi di contaminazione che scaturirebbero negli Stati membri che decidessero di avviare coltivazioni transgeniche.
Fonte:Greenpeace

Onorevole Stracquadanio, ora Tu Ti Dimetti.


Niente fronzoli, niente preamboli, niente "Onorevole", niente "All'Attenzione". Ora Tu, Giorgio Clelio Stracquadanio, prendi le tue cose e ti dimetti. Ora Tu, Giorgio Clelio Stracquadanio, lasci immediatamente la Camera dei Deputati. Il Parlamento della Repubblica Italiana non è cosa per te, non lo è mai stata.

Perché l'hai fatto sul serio. Per Gianfranco Fini, ora acerrimo nemico del tuo Padrone, hai ipotizzato il "Trattamento Boffo", ed io mi sono stropicciato gli occhi leggendo quella frase, che non poteva essere vera, non poteva, parole incompatibili con il ruolo da te ricoperto, seppur cooptato e non eletto, di massimo rappresentante del popolo italiano. Perché il Trattamento Boffo sigifica una cosa sola: delegittimazione brutale e sistematica dell'avversario mediante l'utilizzo di menzogne, o peggio, di documenti falsi, meglio se attinenti la sfera sessuale dell'individuo. Istigazione a delinquere, non ne siamo poi così lontani. Vittorio Feltri è stato sospeso dall'Ordine dei Giornalisti per quelle infamie, punizione avvenuta però mesi e mesi dopo la resa di Boffo, che preferì farsi da parte, pur di mettere fine a tutta quella violenza. La sua intollerabile colpa fu quella di aprire il quotidiano da lui diretto - lo stesso Avvenire che oggi prende le sue difese - ad alcune voci critiche nei confronti del Premier. Era il periodo di Puttane e Papponi, in quel di Villa Certosa, e non tutta la Chiesa, non tutti i Credenti, non tutti i Media Vaticani potevano ignorarlo.

Ora: l'articolo 54 della Costituzione pende sulla tua carica, in attesa di mozzarla, per te, che lo stipendio da Parlamentare non ti basta mica, per te, che l'Aquila era già bella che morta prima del terremoto, per te, che sei disposto all'utilizzo di qualsiasi arma, lecita o illecita, pur di sbarazzarti del nemico. Ora Tu te ne vai, caro Giorgio.