lunedì 2 agosto 2010

Il ritorno annunciato delle farine animali



Vietate dal 1990 per fermare l'epidemia della mucca pazza, le farine animali potrebbero venire nuovamente autorizzate. La Commissione Europea ci sta pensando. Il dibattito é appena cominciato.


Farine animali... Due parole che riassumono il trauma provocato negli anni '90 dalla malattia della mucca pazza. Mentre l'encefalopatia spongiforme  bovina (BSE) decima l'agricoltura inglese, gli scienziati identificano queste « farine » -polvere di resti bovini- come il vettore probabile della malattia.
Si é dato da mangiare a delle mucche... delle mucche, rendendo questi erbivori carnivori di essi stessi!
Il seguito lo conosciamo: 185000 mucche colpite in dieci anni, migliaia di mandrie sacrificate, più di 200 esseri umani vittime della malattia di de Creutzfeldt-Jakob e dieci anni di divieto totale alle farine animali. Risultato di questa applicazione esemplare del principio di precauzione: L'Europa ha praticamente debellato l'epidemia animale. E pertanto, la Commissione Europea prevede di autorizzare nuovamente certe farine per l'alimentazione dei maiali, del pollame e dei pesci. Cosa che fa ruminare gli ecologisti…
Anche se, in Europa, tutti i Paesi sono unanimi: é fuori questione di tornare a dare proteine animali a dei ruminanti, o di nutrire un porco o del pollame con farine ricavate dalla stessa specie animale. In Francia il Ministero dell'Agricoltura ha deciso di interpellare l'Agenzia Nazionale di Sicurezza Sanitaria dell'Alimentazione  (Anses) per valutare i rischi eventuali legati a un ritorno delle farine.
« Se ci sono dei dubbi non si prenderà alcun rischio », assicura il Ministero. « Non é stata riscontrata la BSE tra i maiali e il pollame, non c'é dunque motivo di stigmatizzare queste farine, stima il direttore dell'Anses, Marc Mortureux.
A condizione che ci siano dei piani di controllo, una buona tracciabilità ed una impermeabilità delle filiere. Ed é ben questo il problema. Per prevenire la contaminazione da prione le farine (di porco, di pollame) non devono essere mischiate. E invece possono esserlo accidentalmente durante il processo di fabbricazione.
Da cinque anni gli allevatori militano per il ritorno delle «farine di carne e ossa». « Imaiali e il pollame hanno bisogno di proteine animali » ritiene Eric Chapelle, vice direttore della Federazione Nazionale Bovini. « In ogni modo tutti i gamberetti importati dall'Asia o dal Cile venduti sui mercati parigini sono già nutriti con farine animali », aggiunge Nicolas Douzain, direttore della Federazione Nazionale delle Industrie e del Commercio all'ingrosso di carne.
Direttore di ricerca al CEA (Commissariat à l’énergie atomique, Commissariato all'energia atomica) specialista in prioni, il dottor Jean-Philippe Deslys non é contrario a togliere parzialmente l'interdizione alle farine: « Ma non si deve assolutamente abbassare il controllo perché, altrimenti, la malattia della mucca pazza potrebbe ripartire ». Secondo lui l'annuncio, mercoledì scorso, di un nuovo caso di de Creutzfeldt-Jakob in Italia in una giovane donna di 42 anni, in coma, « suona come un avvertimento ».
Segnalato e tradotto da Barbara Primo, per Promiseland.it
Testo originale:
http://www.leparisien.fr/societe/le-retour-annonce-des-farines

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