lunedì 18 ottobre 2010

C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio!


« C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale!

SUL GIORNALISMO :)

 
I giornali, grazie alla loro superficiale parvenza di diffusori di cultura e notizie, non fanno altro che divulgare le peggiori qualità dell'ignoranza umana.
Carl William Brown

Per un giornalista un essere umano è un oggetto avvolto nella pelle.
Fred Allen

Il giornalismo può essere descritto come la possibilità di trasformare il proprio nemico in guadagno.
Craig Brown

Finalmente sono un giornalista anch'io: ora i fatti non mi interessano più.
Pat Buchanan

 
La lettura del quotidiano e’ la preghiera del mattino dell’uomo moderno.
Hegel

Tutto e’ differente quando e’ stampato. altrimenti a che servirebbero i giornali?.
Henry James


La prima Legge del Giornalismo: confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli.
Alexander Cockburn

 
La qualità dell’informazione sulla società moderna è un indice della sua organizzazione sociale. Quanto migliori sono le istituzioni tanto più facilmente tutti gli interessi relativi sono formalmente rappresentati […] nella sua espressione migliore la stampa è serva e custode delle istituzioni, nella sua espressione peggiore è un mezzo mediante il quale alcuni sfruttano la disorganizzazione sociale ai propri fini particolari.
Lipman

 
La TV ha cambiato il modo di fare politica premiando il protagonismo.
Jean Baudrillard.

Tutto è pubblicità. Anche la cultura in TV si trasforma in spot.
Jean Baudrillard.

La letteratura consiste nell'arte di scrivere qualcosa che sarà letto due volte, il giornalismo in quella di scrivere ciò che deve essere compreso immediatamente.
Cyril Vernon Connolly

Il pettegolezzo diverte solo noi giornalisti: ce la cantiamo e ce la suoniamo.
Maurizio Costanzo

I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori.
Georges Elgozy

(Quando un giornalista gli chiese cosa pensava della civilizzazione dell'occidente): penso sia una buona idea.
Mahatma Gandhi

Non è assolutamente vero che il mestiere dello scrittore sia un lavoro nobile, basta guardare certi giornalisti.
Carl William Brown

Poiché in genere i giornalisti sono piuttosto imbecilli e guadagnano anche molto, spero che un giorno, quando grazie al loro impegno, sarò rimbecillito anch'io, vorranno avere un occhio di riguardo e mi aiuteranno a guadagnare qualcosa.
Carl William Brown

 
Sento un profondo disgusto per i giornali, ossia per l'effimero, per il transitorio, per quanto oggi è importante ma domani non lo sarà più.
G. Flaubert

Il giornalismo esiste solo nella misura in cui significa "antipotere".
H. Beuve-Méry

Nessun pesce che abbia un minimo di rispetto per se stesso vorrebbe, da morto, essere avvolto in un giornale di sua proprietà.
M. Royko

Per essere un buon giornalista basta saper dire di no al direttore e al redattore capo.
M. Pannunzio

Il quotidiano italiano. Circolare privata di gruppi di potere, strumento di occultazione delle informazioni troppo scomode, date ma date in modo che nessuno possa realizzarne il potenziale politico tranne i casi in cui servono al discorso a puntate. Macchine per una selezione classista del proprio pubblico.
U. Eco

I giornali. Cimiteri delle idee.
P.J. Proudhon

L'umanità, una volta appresa l'arte del giornalismo non sopporta più che le si infliggano libri.
G.B. Shaw

Una volta c'era il signore, gli apostoli ed i vari predicatori; oggigiorno c'è il grande fratello, una schiera di fedeli giornalisti e vari predicatori. Praticamente è tutto come prima, compreso i miracoli.
Carl William Brown

Il giornalismo è il luogo ove uno passa la vita a parlare di cose che ignora e a tacere le cose che sa.
K. Kraus

Non avere un pensiero e saperlo esprimere : è questo che fa di qualcuno un giornalista.
K. Kraus

La sola differenza che corre tra la letteratura e il giornalismo è questa : che il giornalismo è illeggibile e la letteratura non è letta.
O. Wilde. Intenzioni

Chi è così stolto da comperare la stupidità di alcuni giornalisti di sicuro non opera per il bene dei cittadini.
Carl William Brown

Gli intellettuali, i politici o i giornalisti che dicono di lavorare per il bene comune, dovrebbero darne una prova concreta e suicidarsi.
Carl William Brown

I mass media con i loro giornalisti non sono altro che i megafoni della stupidità, il verbo per eccellenza.
Carl William Brown

Credi a tutto ciò che è scritto sul giornali? lo sì. Oggi non accade che l'illeggibile.
Oscar Wilde

Sembra che certi giornalisti vedano il loro compito come il tentativo di spiegare ad altri quello che loro stessi non capiscono.
Markus M. Ronner

I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori.
Georges Elgozy

I giornalisti asseriscono cose che sanno che non sono vere, nella speranza che se le ripetono a lungo diventino vere.
Enoch Arnold Bennett

Come è governato il mondo e come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti e poi credono a ciò che leggono.
Karl Kraus

I giornalisti scrivono perché non hanno niente da dire, e hanno qualcosa da dire perché scrivono.
Karl Kraus

I giornalisti ti battono continuamente la mano sulla spalla: sempre alla ricerca del punto dove conficcare il pugnale più facilmente.
Robert Lembke

 
I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico.
Oscar Wilde

I giornalisti non vivono di parole, sebbene talvolta siano costretti a rimangiarsele.
Adlai Ewing Stevenson


Per quel che riguarda il giornalismo moderno, non è affare mio difenderlo. Giustifica la sua esistenza attraverso il principio darwiniano della sopravvivenza del più volgare. Io ho soltanto a che fare con la letteratura.
Oscar Wilde

«Qual è la differenza tra la letteratura e il giornalismo?» «Oh! Il giornalismo è illeggibile e la letteratura non viene letta».
Oscar Wilde

Sembra che certi giornalisti vedano il loro compito come il tentativo di spiegare ad altri quello che loro stessi non capiscono.
Markus M. Ronner

I giornalisti ti battono continuamente la mano sulla spalla: sempre alla ricerca del punto dove conficcare il pugnale più facilmente.
Robert Lembke


I giornalisti non vivono di parole, sebbene talvolta siano costretti a rimangiarsele.
Adlai Ewing Stevenson

La sicurezza del potere si fonda sulla insicurezza dei cittadini.
L. sciascia

sabato 16 ottobre 2010

Sorridi Mondo !


Che fisico....fai bidi bolding?
Posso affliggere questi manifesti?
Riposiamoci e diamoci una rifucilata.
Tomba ha vinto lo slavo gigante.
Al Tg parlavano degli ambientalisti islamici.
Il patè d'animo.
Di fronte a ‘ste cose rimango putrefatto.
Siamo agli antilopi.
Quando muoio mi faccio cromare.
Ho un dolore in mezzo allo sterco.
Purtroppo è nel mio carattere: sodomizzo tutto.
I raggi ultaviolenti.
Anche l'ottico vuole la sua parte.
Anche l'occhio va dalla sua parte.
Spezziamo un'arancia in favore.
Spezziamo un braccio in favore della pace.
Non piangere sul latte macchiato.
Uniamo l'utero al dilettevole.
Arrivano certe zampate di caldo.
Mi son dato la zuppa sul piede.
C'è peluria di operai.
Ha studiato da solo: è un'auto di latta.
Da vicino vedo bene, da lontano sono lesbica.
Sono animali che vivono solo allo stato ebraico

venerdì 15 ottobre 2010

IL SAPERE


Nessuno capisce che il grado del sapere d'un uomo è una funzione del grado del suo essere. Quando il sapere surclassa eccessivamente l'essere, diviene teorico, astratto ... può diventare addirittura nocivo, perché, invece di servire la vita e di aiutare la gente nella lotta contro le difficoltà, un sapere di questo tipo comincia a spiegare tutto: perciò può arrecare soltanto difficoltà nuove, nuovi guai e calamità d'ogni genere che prima non esistevano
G. I. Gurdjieff

giovedì 14 ottobre 2010

Tutto sta nel capire i limiti


«Prenderete un tè con me, vero, questo pomeriggio?»
Certe cose, Bartleboom, le aveva viste solo a teatro.
E a teatro rispondevano sempre: «Sarà un piacere.»
«Un’enciclopedia dei limiti?»
«Sì…il titolo per esteso sarebbe Enciclopedia dei limiti riscontrabili in natura con un supplemento dedicato ai limiti delle umane difficoltà.»
«E voi la state scrivendo…»
«Sì.»
«Da solo.»
«Sì.»
«Latte?»
Lo prendeva sempre col limone, Bartleboom, il tè.
«Sì grazie…latte.»
Una nuvola.
Zucchero.
Cucchiaino.
Cucchiaino che gira nella tazza.
Cucchiaino che si ferma.
Cucchiaino nel piattino.
«La natura ha una sua perfezione sorprendente e questo è il risultato di una somma di limiti. La natura è perfetta perchè non è infinita. Se uno capisce i limiti, capisce come funziona il meccanismo. Tutto sta nel capire i limiti.
Per esempio, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E’ un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.»
«Ancora un po’ di tè?»
tratto da Oceanomare, Alessandro Baricco

mercoledì 13 ottobre 2010

Non lasciate spazio al pensiero


*Saper ascoltare*

Vi siete mai seduti in silenzio senza fermare l'attenzione su una cosa qualsiasi, senza fare il minimo sforzo per concentrarvi, con
una mente davvero calma? Se lo fate, potete ascoltare i rumori lontani e quelli vicinissimi a voi: siete in contatto coi suoni.
Allora state veramente ascoltando. La vostra mente non si limita a funzionare attraverso un solo insufficiente canale. Quando
ascoltate in questo modo, con grande tranquillità, senza sforzo, scoprite che dentro di voi avviene un cambiamento straordinario,
un cambiamento che non dipende dalla vostra volontà e che si produce senza che voi lo chiediate; è un cambiamento che porta
con sé l'immensa bellezza di una percezione profonda.

*Ascoltare senza schermi*

Come ascoltate? Ascoltate attraverso le vostre proiezioni, le vostre ambizioni, i desideri, le paure, le angosce? Ascoltate
solo quello che volete sentire, solo quello che vi soddisfa o che vi lusinga? Ascoltate solo quello che vi conforta e che attenua
momentaneamente la vostra sofferenza? Se ascoltate attraverso lo schermo dei vostri desideri è ovvio che state ascoltando solo la
vostra voce: state ascoltando solo i vostri desideri. Ma esiste un altro modo di ascoltare? Non è forse importante scoprire come
si possa ascoltare, non solo quello che dicono gli altri, ma qualunque cosa: il rumore della strada, il cinguettio degli
uccelli, lo sferragliare del tram, il fragore delle onde, la voce di vostro marito o di vostra moglie o quella dei vostri amici, il
pianto di un bambino? Ascoltare diventa importante quando smettiamo di proiettare i nostri desideri. Possiamo mettere da parte tutti gli schermi che ci impediscono di ascoltare veramente?

*Il rumore delle parole*

Ascoltare è un'arte che non è facile acquisire, ma che porta con sé bellezza e comprensione profonda. Ascoltiamo dalle profondità
del nostro essere, ma il nostro ascolto è sempre alterato da preconcetti o dai nostri particolari punti di vista. Non siamo
capaci di ascoltare direttamente, con semplicità; in noi l'ascolto avviene sempre attraverso lo schermo dei nostri
pensieri, delle nostre impressioni, dei nostri pregiudizi... Per poter ascoltare ci deve essere calma dentro di noi, un'attenzione
distesa, e non deve esserci il minimo sforzo tendente ad acquisire qualcosa. Questo stato vigile e tuttavia passivo è in grado di ascoltare quello che è al di là dei significati delle parole. Le parole portano confusione; sono solo un mezzo di comunicazione esteriore, ma per trovarsi al di là del rumore
delle parole è necessario ascoltare in uno stato di vigile passività. Coloro che amano sono capaci di ascoltare, ma è estremamente raro trovare chi sia capace di farlo. La maggior parte di noi è troppo occupata a raggiungere degli obiettivi, a ottenere dei risultati; stiamo sempre cercando di andare oltre,
di conquistare qualcosa, così non siamo in grado di ascoltare. Solo chi ascolta veramente può cogliere la melodia delle parole.


*Non lasciate spazio al pensiero*

Avete mai ascoltato il canto di un uccello? Per poter ascoltare, la mente deve essere calma, una calma che non c'entra nulla col
misticismo. Io vi parlo e voi, se volete ascoltarmi, dovete stare in silenzio; non potete farvi ronzare nella testa le idee più
diverse. Quando guardate un fiore, guardatelo senza dargli un nome, senza classificarlo, senza stabilire a quale specie
appartenga; solo così potete guardarlo veramente. Ma farlo è una delle cose più difficili, proprio come è estremamente difficile
saper ascoltare: ascoltare un comunista, un socialista, un politico, un capitalista; oppure vostra moglie, i vostri figli, il vostro vicino, A conducente dell'autobus, il canto di un uccello. Potete ascoltare con estrema semplicità solo quando non date spazio a un'idea o a un pensiero: allora può esserci contatto diretto; e quando siete in contatto, capite se quello che vi dicono è vero o falso. Non avete bisogno di discutere.


*Il vero ascolto porta con sé la libertà*

State davvero ascoltando quando vi sforzate di farlo? E vostro sforzo non è forse una distrazione che impedisce l'ascolto? Dovete forse sforzarvi per ascoltare qualcosa che vi rallegra? Finché la vostra mente sarà impegnata a fare sforzi, a confrontare, a giustificare, a condannare, non potrete rendervi
conto della verità, non potrete vedere il falso per quello che è...
L'atto di ascoltare è completo in se stesso; il semplice atto di ascoltare porta con sé la libertà. Ma a voi interessa veramente ascoltare? Oppure quello che vi importa è intervenire per tentare di modificare la confusione che vi portate dentro? Se ascoltaste... cioè se vi rendeste conto delle vostre
contraddizioni, dei vostri conflitti, senza preoccuparvi di costringerli a entrare in un particolare schema di pensiero, forse questi finirebbero.
Vedete, noi stiamo sempre cercando di essere qualcosa, di raggiungere uno stato particolare; vorremmo fare determinate esperienze ed evitarne accuratamente altre. Ma in questo modo la nostra mente rimane sempre occupata, non è mai tranquilla, non è mai in grado di ascoltare il rumore delle sue lotte e delle sue pene. Siate semplici... non cercate di diventare qualcosa o di aggrapparvi a qualche esperienza.
 

*Guarda intensamente*

Ho l'impressione che tanto l'atto di imparare, quanto l'atto di ascoltare ci risultino straordinariamente difficili. Noi non ascoltiamo mai veramente, perché la nostra mente non è libera; le nostre orecchie sono imbottite di tutta la conoscenza che portiamo sempre con noi, così ascoltare diventa
straordinariamente difficile. Penso - anzi, è un fatto - che se potessimo ascoltare con tutto il nostro essere, con una vigorosa vitalità, allora l'atto di ascoltare diverrebbe un fattore di liberazione. Ma sfortunatamente voi non ascoltate, perché non avete mai imparato a farlo. In fondo, potete imparare qualcosa
solo quando vi impegnate con tutto il vostro essere. Imparate la matematica solo quando vi ci dedicate totalmente; ma se vivete in uno stato di contraddizione, cioè se venite forzati ad imparare mentre non avete alcuna intenzione di farlo, allora l'imparare si riduce ad un vuoto processo di accumulazione.
Quando leggete un romanzo nel quale si muovono innumerevoli personaggi, se volete seguirne le vicende, dovete impegnare tutta la vostra attenzione; non potete pensare ad altre cose. E' di un'attenzione simile che avete bisogno per imparare. Se volete sapere come è fatta una foglia, una foglia di primavera o una foglia d'estate, dovete guardarla per vederne la simmetria, l'intessersi delle fibre, per sentirne la qualità. Una foglia è
viva. In ogni foglia c'è bellezza, vigore, vitalità. Se volete imparare qualcosa che riguardi una foglia, un fiore, una nuvola, un tramonto o un essere umano, dovete guardarli con tutta l'intensità del vostro cuore.

Ascoltare (Jiddu Krishnamurti)

martedì 12 ottobre 2010

"La verità è una terra senza sentieri"



"La verità è una terra senza sentieri". L'uomo non può raggiungerla attraverso nessuna organizzazione, credo, dogma, clero, o rituali, né attraverso lo studio filosofico, o le tecniche psicologiche. Deve trovarla attraverso lo specchio dei rapporti, attraverso il riconoscimento dei contenuti della propria mente e l'osservazione, e non mediante l'analisi intellettuale o la dissezione introspettiva.
Gli uomini hanno costruito in se stessi le immagini della propria sicurezza, religiose, politiche e personali, che si esprimono come simboli idee e credenze. Il loro peso domina il pensiero, i rapporti, la vita quotidiana dell'uomo. Sono la causa dei nostri problemi, perché in qualunque rapporto dividono le persone. La nostra percezione è modellata dai concetti già formati nella mente. Il contenuto della nostra coscienza è la coscienza stessa, ed è comune a tutta l'umanità. La personalità consiste soltanto nel nome, nella forma e nella cultura ricavata dall'ambiente.
La specificità dell'individuo non sta nei fattori superficiali, ma nella totale libertà dal contenuto della coscienza. La libertà non è una reazione, la libertà non è una scelta. E' una pretesa umana pensare che la possibilità di scelta sia libertà. La libertà è pura osservazione senza movente; la libertà non si situa alla fine dell'evoluzione umana, ma nel primo momento della sua esistenza. L'osservazione porta a scoprire la mancanza di libertà. La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta della vita quotidiana. Il pensiero è tempo. Il pensiero nasce dalle esperienze e dalle conoscenze, che sono inseparabili dal tempo. Il tempo è il nemico psicologico dell'uomo. Il nostro agire si basa sul conosciuto e quindi sul tempo, e così l'uomo è continuamente schiavo del passato. Diventando consapevoli del movimento della coscienza, possiamo osservare la divisione tra il pensatore e il pensiero, tra osservatore e osservato, tra il soggetto dell'esperienza e l'esperienza. Scopriremo che questa divisione è illusoria. Allora rimane la pura osservazione, che è intuizione senza residuo del passato. L'intuizione priva di tempo induce un profondo e radicale cambiamento nella mente. La negazione totale è l'essenza della positività. Dove c'è negazione di tutto ciò che non è amore (cioè desiderio e piacere), allora c'è amore, con la sua compassione e intelligenza.
KRISHNAMURTI Jiddu (1985-1986) affermazione fatta nel 1929
Macrho.it

lunedì 11 ottobre 2010

Avviso ai negozianti:con Macrhò Eco borse non compri a scatola chiusa!

Avviso ai negozianti:con Macrhò Eco borse non compri a scatola chiusa!
Naviga fra Le categorie : Urban Fashion,Trendy,Elegance Life,Pretty,Funny,Denim,Luxury, scegli il modello e la variante-colore ,riceverai esattamente ciò che hai ordinato!. Le borse saranno nel tuo negozio in 24 ore dal ricevimento dell'ordine!
(Calabria Sicilia Sardegna 3 giorni lavortivi)

venerdì 8 ottobre 2010

Marcegaglia-il Giornale, l’audio delle intercettazioni

Il 16 settembre Rinaldo Arpisella, portavoce di Emma Marcegaglia (presidente di Confindustria), dopo la pubblicazione di un editoriale del direttore del Giornale Alessandro Sallusti dal titolo “Gli italiani vogliono la verità su Fini. Con buona pace della Marcegaglia…”, chiama il vicedirettore del Giornale Nicola Porro che poco prima aveva inviato allo stesso Arpisella il seguente sms: “Domani super pezzo giudiziario sugli affaire della family Marcegaglia”.


Dopo aver parlato con Nicola Porro, vicedirettore del Giornale, Rinaldo Arpisella, portavoce del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e appreso che il quotidiano milanese si occuperà per diversi giorni degli affari del gruppo Marcegaglia, Arpisella contatta Mauro Crippa, responsabile delle relazioni esterne di Mediaset.



Dopo l’intervento di Confalonieri su Il Giornale per bloccare eventuali dossier sulla Marcegaglia, Rinaldo Arpisella richiama Nicola Porro, vice-direttore del quotidiano milanese, che risponde così ad Arpisella: “La signora se vuole gestire i rapporti con noi deve saper gestire eh…”. Il giornalista critica il comportamento di Arpisella e, soprattutto, l’aver fatto chiamare Feltri da Confalonieri.


Fonte:Il fattoquotidiano

L'Italia e lo zio di Sarah


Disoccupata, precaria, troia, vergine stuprata, ministro promosso per l'aspetto, per il culo, ma anche la bocca aiuta, costretta ad accettare avances sul lavoro, preda delle voglie di parenti e delinquenti, uccisa da zii, mariti, amanti, ex compagni, buttata sulla strada da magnaccia, introdotta nei letti dei potenti come una regalia per acquisirne la condiscendenza. Extracomunitaria e minorenne, a migliaia, quasi bambine, carne fresca sui viali di tutte le città, facile conquista di padri di merda e di famiglia nell'indifferenza totale. Miss Italia che mostrano la loro mercanzia in prima serata, ragazze di cui non si ricorderà il sorriso, lo sguardo, ma soltanto il seno, i lombi, l'incavo delle cosce, vallette con i fili interdentali nelle chiappe in tutti i programmi televisivi, seminude anche nella notte di Natale, merce gratta e fotti, a disposizione degli italiani, inconsapevoli aspiranti puttane del piccolo schermo. Sottopagata, quota rosa, residuale, marginale, esclusa dalle scelte, dalla politica, senza diritti civili se non benedetta dalla sacralità del matrimonio, senza una pensione anche se moglie di fatto per una vita, senza asili, senza spazi verdi per i suoi figli, perché i figli sono delle donne, quasi sempre. Corpo e non persona, buco e non spirito. Oggetto di modernariato con labbra a canotto e zigomi da lupa, in vecchiaia simile a una maitresse di antichi bordelli. Plasmata dalle necessità e dal trionfo del membro maschile, signore e padrone della sua vita. Non più persona, ma oggetto, che si può usare, prestare, strangolare, possedere. Un transfert di massa l'ha trasformata da essere vivente a cosa di comune disponibilità, accessibile, che non può negarsi, non ne ha più il diritto. Proprietà privata, ma anche pubblica, da strangolare in caso di rifiuto, nella scala sociale appena al di sopra una bambola gonfiabile, da possedere anche dopo la morte, perché una cosa non è viva e non è morta. E' solo una cosa, una donna, nient'altro che una donna.
Fonte: beppegrillo.it

giovedì 7 ottobre 2010

"Attentato" a Maurizio Belpietro: ecco a voi tutte le stranezze del caso.

"Attentato" a Maurizio Belpietro: ecco a voi tutte le stranezze del caso.

Wi-Fi Free, Internet WIreless Gratuito per tutti!


Wi-Fi Free, Internet WIreless Gratuito per tutti!
Grazie a GWiFi puoi connetterti gratuitamente ad internet 1 ora al giorno con un qualsiasi dispositivo munito di scheda Wireless. Grazie ai nostri Hot Spot Wi-Fi ed ad un telefono cellulare con sim italiana potrai navigare Gratis dovunque, guarda la mappa degli Hot Spot e trova quello più vicino a te!Continua a leggere

“Dossier contro Marcegaglia”, perquisizioni a il Giornale



Alessandro Salluti e Nicola Porro sono indagati dalla procura di Napoli per “concorso in violenza privata” nei confronti del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. L’indagine ruota attorno la presunta creazione di dossier contro di lei. La procura ha per questo disposto perquisizioni nella redazione milanese de il Giornale e nelle abitazioni del direttore de il Giornale e del suo vice.

I decreti di perquisizione eseguiti dai carabinieri sono stati emessi dai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock e vistati dal procuratore Giovandomenico Lepore. Le perquisizioni sono eseguite dal Noe, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, per sequestrare documenti utili alle indagini. Insieme a loro c’è un perito nominato dall’autorità giudiziaria. Stando a quanto riportano le agenzie di stampa, secondo gli inquirenti, i giornalisti avrebbero messo in moto un’attività di dossieraggio, una “fabbrica del fango” simile alla campagna di stampa condotta nell’estate 2009 contro il direttore di Avvenire, Dino Boffo.

L’ipotesi di reato formulata dai magistrati è di concorso in violenza privata. L’indagine sarebbe scaturita da alcune intercettazioni disposte nell’ambito di una diversa inchiesta condotta dai magistrati partenopei. Dalle conversazioni e da un sms sarebbe emersa la presunta intenzione di una campagna di stampa nei confronti della Marcegaglia, che nelle scorse settimane l’imprenditrice aveva criticato l’azione del governo. Proprio lunedì Alessandro Sallusti, che ha assunto la direzione del quotidiano di via Negri dopo l’abbandono di Vittorio Feltri, scriveva: “Abbiamo la certezza che almeno due procure della Re­pubblica, una al Nord e una al Sud, tengono sotto controllo i telefoni e i telefonini di direttori e vicedirettori de Il Giornale. Cioè i nostri. Al momento nessuno di noi è coinvolto in procedimenti giudiziari, nessuno ha ricevuto avvisi di garanzia né è mai stato convocato da alcuna autorità anche solo come testi­mone a conoscenza dei fat­ti”.

Le reazioni – Per Franco Siddi, segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa, l’episodio “suscita grave inquietudine quanto sta accadendo in queste ore al Giornale di Milano”: “Non vorremmo che gli interventi in atto assumessero i caratteri del controllo preventivo sulla stampa”.

“La Procura di Napoli sta dando il suo contributo alla libertà di stampa perquisendo il Giornale ed alcuni giornalisti”, ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “Siamo molto curiosi di vedere le reazioni di coloro che sono mobilitati per il disegno di legge sulle intercettazioni. Siamo ancor più curiosi di capire le ragioni e le conseguenze di una iniziativa che ha aspetti devastanti”.
fonte:ilfattoquotidiano.it

il decreto ammazza Wi-fi va abolito

di Federico Mello
 Il Partito Democratico, l'Italia dei Valori, Futuro e Libertà, l'Udc, l'Api di Rutelli. Anche Pdl e Lega Nord dicono: “il decreto ammazza Wi-fi va abolito”. Di tutt’altro parere, invece, i gestori telefonici che vedrebbero ridimensionati i loro introiti per connessioni mobili

Sono d’accordo tutti: il Partito Democratico, l’Italia dei Valori, Futuro e Libertà, l’Udc, l’Api di Rutelli. Al Fatto Quotidiano anche Pdl e Lega Nord dicono: “il decreto ammazza Wi-fi va abolito”. E’ uno schieramento totalmente bi-partisan quello che oggi si dice favorevole all’abrogazione di una norma del decreto Pisanu.
Andiamo con ordine. Oggi durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati è stata presentata una proposta di legge: “L’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, ecc., ecc.; è abrogato”. Tradotto dal burocratese: il Parlamento si muove per abolire l’articolo 7 del decreto Pisanu risalente al 2005. L’estate di cinque anni fa, subito dopo gli attentati alla metropolitana di Londra, l’allora ministro dell’Interno si fece promotore di un decreto legge contro il terrorismo. Il decreto, poi convertito dal Parlamento e tuttora in vigore, contiene anche un articolo relativo ad Internet, il sette: prevede che chiunque si colleghi ad Internet da una connessione pubblica, debba essere identificato. Chi offre una rete aperta (dalle grandi stazioni agli Internet point), invece, deve chiedere un’autorizzazione alla questura, dotarsi di un software costoso che conservi i dati delle connessioni e, infine, chiedere a chiunque si connette un documento d’identità. Risultato: burocrazia soffocante e costi insostenibili. Perciò in Italia è impossibile trovare connessioni libere, a differenza di quanto succede in tutti i paesi sviluppati del mondo.
Ieri, per chiedere l’abolizione di questa norma, hanno convocato una conferenza stampa Paolo Gentiloni del Pd; Luca Barbareschi di Futuro e libertà; Linda Lanzillotta dell’Api di Rutelli. La proposta di abrogazione porta le loro firme. A seguire si è detto favorevole anche Roberto Raho dell’Udc (con dei distinguo ma sostanzialmente favorevole). Non solo: già l’Italia dei Valori in tempi non sospetti si era mossa per l’abrogazione dell’articolo della Pisanu. A sorpresa, anche Mario Valducci, deputato del Popolo della libertà, dice: “Questa proposta di abrogazione può contribuire a migliorare l’accesso alla Rete. Il Pdl – aggiunge – è a favore”. E non è da meno la Lega Nord: “Internet deve essere accessibile – dice Jonny Crosio deputato leghista e membro della commissione Trasporti – siamo favorevoli all’abrogazione dell’art. 7 della Pisanu”.
Alla Camera, quindi, tutti d’accordo. Di tutt’altro parere, invece, i gestori telefonici che vedrebbero ridimensionati i loro introiti per connessioni mobili: “Non credo che quella legge vada abolita”, ha detto nei giorni scorsi l’amministratore di Telecom Italia Franco Bernabè.
Ora la palla passe alle Commissioni. Bisogna capire se della proposta Barbareschi-Lanzillotta-Gentiloni se ne occuperà la commissione Trasporti presieduta proprio da Valducci (è la stessa da cui era passato Pisanu ai tempi della sua approvazione) o la prima commissione Affari Costituzionali, a cui sono delegati i temi di “ordine pubblico”. La decisione spetta alla Presidenza della Camera in base al regolamento di Montecitorio. Una volta in commissione, con questa maggioranza, basterebbe pochissimo per sbloccare le connessioni in Italia: “due mesi al massimo” ha dichiarato Linda Lanzillotta in conferenza stampa.
Inaspettatamente, potremmo avere un bel regalo già prima di Natale. Un regalo che spetta a tutti gli italiani e che permetterebbe all’Italia di fare un piccolo ma significativo passo verso l’innovazione. Per evitare che tutto si blocchi e che la norma rimanga a marcire negli archivi della Camera, qua al Fatto terremo gli occhi aperti e, come sempre, vi terremo informati.

sabato 2 ottobre 2010

Macrhò per una moda alternativa ecologica e solidale


Macrhò-Ruw sono aziende specializzate nella realizzazione e commercializzazione di borse in materiale riciclato(www.macrho.it). Queste borse  hanno una filosofia e una storia tutta particolare: sono inizialmente legate al recupero dei banner pubblicitari, gli “striscioni” che si vedono appesi tra due palazzi, tra i pali della luce o nelle gare sportive, e che vengono utilizzati per pubblicizzare un avvenimento, una fiera, una mostra d’arte. Noi recuperiamo i più belli e caratteristici tra questi striscioni, li ritagliamo e li cuciamo facendone delle borse .
Oltre a costruire borse con striscioni pubblicitari dismessi e inutilizzati creiamo anche  borse in tessuto,ecopelle,denim,tutti  materiali sono sempre scarti di lavorazione e quindi destinati al non recupero. Creiamo quindi borse  uniche e irripetibili.
Acquistare una borsa in mareriale riciclato significa entrare in possesso di un pezzo unico, irripetibile e prezioso come una opera d'arte realizzata appositamente per voi.
Parte del ricavato delle vendite viene destinato all'associazione Regalami un sorriso Onlus; per una moda alternativa ecologica e solidale