giovedì 29 dicembre 2011

Macrhò Eco borse:passione, idee, creatività



Macrhò non è un qualunque sito e-commerce, bensì un “luogo” unico, dove incontrare e condividere passioni, idee, creatività, pensato per offrire a PRIVATI e NEGOZIANTI una gamma di prodotti presenti nel nostro Shop Online.

martedì 27 dicembre 2011

Le cipolle amare del Governo Monti

Il Governo Monti è come una cipolla. Lo strato esterno, quello più visibile, è la BCE. Governo della UE quindi. Ricordate? Soltanto un mese fa l’Italia rischiava di far implodere l’Europa, gli Stati Uniti, la Cina, il mondo intero, se lo spread avesse superato i 500 punti con il bund e gli interessi sui titoli di Stato il 7%. Cose che sono puntualmente successe anche con Monti, il bocconiano, l’uomo del Colle, ma senza conseguenze a parte le tasse. Governo dei bocconiani quindi. Il terzo strato sono le banche, italiane e straniere, che rischiavano di veder diventare carta straccia le decine di miliardi di euro di titoli italiani acquistati. Governo delle banche allora, in particolare quelle francesi, dopate di Btp. Il quarto strato della cipolla è Banca Intesa, la più grande del Paese. Governo di Banca Intesa infine, con due esponenti di primissimo piano come Passera e la Fornero. Entrambi con un curriculum di tutto rispetto a favore dei lavoratori. Si è passati dal governo delle televisioni private di Mediaset a quello di Banca Intesa. Nulla è cambiato, tranne i beneficiari diretti. Beppe Scienza ci spiega nel suo Passaparola chi sono Passera e la Fornero (detta Frignero). Intervento di Beppe Scienza, matematico ed economista, Corrado Passera, l'uomo delle banche (espandi | comprimi) Sono Beppe Scienza, insegno al dipartimento di matematica dell’Università di Torino e da un po’ di anni, anzi un po’ di decenni mi occupo di risparmio e di previdenza integrativa. Questo governo, presentato un po’ come il governo dei bocconiani sui quali ce ne sarebbe da dire parecchie perché in realtà proprio sul tema del risparmio e della previdenza integrativa La Fornero vuol dire fiducia nei fondi pensione (espandi | comprimi) Il punto è che quando io pago in contanti in un negozio, in questo pagamento la banca non ci guadagna nulla, prendo le banconote, le do al commerciante, ritiro la merce. La banca vuole guadagnarci anche su questo! Ora prendiamo un altro soggetto di questo governo, Elsa Fornero, la quale adesso a quanto pare oltre che ministra, vuole anche dedicarsi a altre attività, fare l’attrice, specializzata in scene di pianto recitate anche un po’ male!
beppegrillo.it

venerdì 23 dicembre 2011

Lotta contro la vivisezione, prima condanna in Italia per un laboratorio fuorilegge

Quattro mesi di carcere per un imprenditore che in pochi anni ha compiuto oltre 1300 esperimenti illegali sugli animali. "Questa condanna è particolarmente importante perché è emessa per un caso di sperimentazione illegale – spiega la Lav - e perché conferma che tutti gli animali sono oggi oggetto della normativa penale sul maltrattamento (legge 189 del 2004), senza distinzione alcuna, anche se oggetto di attività speciale, come in questo caso la sperimentazione animale''
Prima storica condanna in Italia a un laboratorio illegale di vivisezione. Il procedimento penale che ha fruttato una condanna a 4 mesi di carcere per un imprenditore di Mirandola (Modena) è scaturito a seguito dell’intervento delle Guardie zoofile della Lav, coadiuvate dalla Guardia di Finanza, nel gennaio 2011 a cui era anche seguito il sequestro dei più di duecento animali presenti, detenuti miseramente in scaffali di stabulazione, poi salvati dalla associazione animalista.

Nei locali posti sotto sequestro quasi un anno fa erano stati compiuti più di 1300 esperimenti fuorilegge di biocompatibilità e sperimentati oltre 500 sostanze medicinali torturando fino alla morte cavie conigli e criceti.

E come se non bastasse, le operazioni dell’imprenditore modenese sono state affiancate, come scrive la Lav in un comunicato, dall’Università di Modena che ha di fatto prestato il suo nome a un privato che compiva esperimenti abusivi al fine di mettere a punto materiali e dispositivi medici all’interno di una vera e propria cascina, un casolare di campagna in condizione igienico-sanitarie assolutamente precarie.

”Un reato gravissimo, sia per le sofferenze inflitte agli animali sia per l’assenza di garanzie che un laboratorio clandestino può offrire alla collettività, e per il quale dunque avremmo voluto una pena ben più severa – afferma la Lega AntiVivisezione Emilia Romagna – Questa condanna è particolarmente importante perché è la prima emessa in Italia per un caso di sperimentazione illegale e, inoltre, perché conferma che tutti gli animali sono oggi oggetto della normativa penale sul maltrattamento (legge 189 del 2004), senza distinzione alcuna, anche se oggetto di attività speciale, come in questo caso la sperimentazione animale”.

L’episodio si aggiunge ad una lunga e significativa serie di battaglie animaliste contro la vivisezione non più solo ideali ma reali che sta portando i primi importanti risultati. Come ad esempio  l’allevamento lager di cani e roditori destinati al laboratori di vivisezione Stefano Morini di San Polo d’ Enza (RE), chiuso nel 2010, in piedi fin dal 1953 dopo la formazione di uno speciale coordinamento animalista dal nome programmatico “Chiudere Morini” attivo dal 2002.

Altro obiettivo recente delle associazioni, già riportato sul fattoquotidiano.it, è stata la richiesta di chiusura per la Green Hill in provincia di Brescia, altro allevamento lager candidato ad essere uno dei più grossi d’Europa e acquistato da pochi anni dall’azienda americana Marshall Farm Inc., la più grande “fabbrica di cani” da laboratorio al mondo.

Da Montichiari, piccolo e anonimo comune bresciano partono così le cavie vive, in grossa parte inermi cani beagle, destinate ai laboratori di tutto il mondo, dall’America alla Cina, anche se la parte più cospicua di quegli animali resta in Europa.

Carismatiche e bipartisan le figure impegnate in questa lotta: l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, che si era già impegnata per finanziare i metodi alternativi alla vivisezione, e l’eurodeputato Idv Andrea Zanoni, che ha depositato un’interrogazione alla Commissione europea per fare luce sulle inadempienze e sui maltrattamenti di Green Hill denunciati dagli animalisti: “Se il canile lager non rispetta le regole allora deve chiudere per sempre”.

Battaglia delle associazioni animaliste, quanto azione del corpo forestale dello stato, è anche la lotta in Emilia Romagna contro il commercio clandestino di cuccioli provenienti dall’est europeo, in massima parte da Ungheria, Repubblica Slovacca, Romania. Un mercato illegale da 300 milioni di euro,  giocato sulla pelle di poveri cani ammassati nei lunghissimi trasporti sottoposti a vaccinazioni ripetute o non vaccinati del tutto, contando su un’organizzazione capillare dei trafficanti che coinvolge allevatori, trasportatori, veterinari e negozianti apparentemente regolari.

Parecchie le azioni del corpo forestale andate a buon fine, anche di recente: il sequestro di cani a Reggio Emilia provenienti dall’Ungheria, o quella condotta dal nucleo della polizia zoofila di Formigine (Mo) contro una sedicente fattoria didattica che ammassava 356 cani di tutte le razze costretti in anguste gabbiate da conigli, provenienti dagli stessi traffici illeciti.

La nota lieta arriva infine dalla battaglia compiuta contro Green Hill: la nuova mascotte del movimento animalista è Tobia, giovane cucciolo di Beagle recentemente salvato dal tavolo operatorio bresciano della multinazionale americana.
fonte:ilfattoquotidiano.it

mercoledì 21 dicembre 2011

Divide et impera

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Ci guardiamo con sospetto l'un l'altro. Quell'extracomunitario che si fa pagare in nero e toglie il lavoro a un italiano. Il droghiere che ruba sul prezzo (ma quanto costa il prosciutto?) e, di certo, non paga le tasse. Il barista che non ti dato il resto. Gli zingari che portano le malattie. I vecchi che non vogliono morire e creano le code alla Posta, in banca, dal medico. Questi anziani sono ovunque e prendono pure la pensione. Sono loro che hanno creato il debito pubblico. E gli statali che non servono a nulla e passano il tempo al bar e su Facebook? Una piaga, un esercito di 4 milioni di sfaccendati! E gli evasori? Li riconosci dall'abito firmato e dal Suv. Bastardi! Se pagassero tutte le tasse girerebbero in panda e con la giacchetta rivoltata come un qualunque cassintegrato. E i corruttori? Una tangente non si nega a nessuno anche perché te la chiedono tutti. Il criminale organizzato è diventato endemico, lo trovi a ogni angolo di strada pronto per la rapina. Il borghese ovviamente fa schifo. Lo diceva anche Gaber "I borghesi son tutti dei porci...". Ha sempre e solo pensato ai cazzi suoi. Deve diventare un miserabile, la classe media deve scomparire. Il piccolo imprenditore è una merda, se si suicida avrà avuto i suoi buoni motivi. Il disoccupato non ha voglia di lavorare altrimenti avrebbe solo l'imbarazzo della scelta. Le ragazze che girano sole dopo le nove di sera e sono stuprate se la sono cercata. I medici non ci sono mai quando servono ed è colpa loro se il nostro cugino è morto in ospedale. Il vicino di casa è la controfigura dei pazzi di "Criminal Minds", quando lo senti salire le scale chiudi la porta a doppia mandata. I condomini, sporcano le scale con le cicche di sigarette e le cacche del cane e non fanno la differenziata. I più bastardi non pagano neppure le spese condominiali. Gli elettricisti, i dentisti, gli idraulici, i falegnami e tutti i lavoratori autonomi evadono, evadono sempre e tu paghi. Paghi. Le lobby impongono la loro volontà. I tassisti sono più potenti della BCE e dell'FMI, il tassametro impedisce il pareggio di bilancio. L'odio sociale è lo strumento preferito dei politici. Più ci odiamo, più si sentono al sicuro. E' la vecchia tecnica del "divide et impera". I politici che hanno portato il Paese alla catastrofe economica si stanno defilando e per nascondersi meglio creano ogni giorno nuovi bersagli sociali. GLI EVASORI, LE LOBBY, I CORRUTTORI, I LAVORATORI AUTONOMI, I DIPENDENTI PUBBLICI, GLI EXTRACOMUNITARI. I partiti hanno mangiato e bevuto fino ad ora, e continuano a farlo con i finanziamenti pubblici e i vitalizi, ma il conto lo vogliono lasciare agli altri. Non si fa così. Prima si spiega alla Nazione dove sono finiti i 1900 miliardi di euro di debito contratti a nome nostro, quali benefici ne abbiamo avuto noi e quali loro. E' necessaria una Norimberga pubblica della classe politica con un calcio in culo al posto delle forche. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
fonte:beppegrillo.it

martedì 20 dicembre 2011

Gino Strada denuncia: “Questa Italia è la nuova terra straniera”

Il fondatore dell'Ong lancia SOS Emergency: "Ci vuole più impegno sul fronte interno. Negli ambulatori di Palermo e Marghera la presenza di connazionali è in aumento. E sono sempre più poveri"
Gino Strada, la campagna “S. O. S. Emergency” per la raccolta fondi si concentra molto sull’Italia. Il nostro paese è una delle nuove frontiere del disagio dove sempre più persone hanno bisogno di aiuto?
A me sembra che l’Italia sia sempre più terra straniera, un luogo in qualche modo alieno, non solo per le necessità degli stranieri, ma anche di molti cittadini italiani. Da anni mi sono reso conto che i bisogni non sono solo oltre frontiera, in altri paesi, dove noi siamo presenti da tempo, ma sempre più qui, in patria. Per questo abbiamo aperto il poliambulatorio a Palermo per i migranti, dove curiamo, in modo del tutto gratuito, persone che vengono da oltre 70 paesi. E poi a Marghera, nato con lo stesso obiettivo e dove, con il passare del tempo, ci siamo accorti che che la presenza degli italiani è salita oltre il 20 % del totale: nuovi poveri, scesi sotto la soglia della miseria. E poi gli ambulatori mobili, che seguono i braccianti nei loro massacranti lavori stagionali.

La sanità italiana è sempre più malata, e questo si riflette sulla vita di tutti. La via della guarigione passa sempre più attraverso soluzioni economiche. C’è un’altra via?
Non mi pare che ci sia bisogno di gran consulto di economisti, bastano quattro amici al bar per dare formule economiche. Ma bisognerebbe ribaltare la questione: non è quanti risparmi si possono fare sulla sanità, ma quante e quali sono le necessità e recuperare i fondi altrove. Perché non tagliare i soldi per la guerra? Nessuno lo ha mai veramente fatto, nemmeno questo governo mi pare, almeno per ora. Perché noi i costi delle guerre in questa situazione proprio non ce le possiamo permettere, ed è un esercizio che pare si faccia solo per susseguio alla potenza a stelle e strisce. E l’altro problema è smetterla con la bestemmia che bisogna trasformare gli ospedali in aziende. Faccio un esempio: scommetto che se il ministero della Sanità o chi per lui potesse darci in gestione San Raffaele decidendo quale è il budget adeguato, saremmo in grado di curare tutti gratuitamente, senza far pagare alcun ticket, tenendo i conti a posto. E questo perché la differenza la fa il profitto del privato, mentalità e sistema che si è infiltrata nelle strutture pubbliche. Facciamo il caso dell’intervento di sostituzione mitralica che è sovvenzionato dal servizio pubblico con 25 mila euro ma il cui costo di base è di 2. 000. O le pulizie, appaltate all’esterno, mentre l’igiene di un ospedale non può essere considerato una possibilità di lucro. Negli ultimi decenni l’idea di servizio pubblico si è sgretolata a tappe successive, anche per via della casta medica: l’arrivo della libera professione all’interno degli ospedali, l’aziendalizzazione, l’esternalizzazione dei servizi; la quantità al posto della qualità. Pubblico e privato devono poter rimanere separati, e le case di cura camminare con le proprie gambe. È un discorso che vale anche per un altro pilastro della nostra repubblica: l’istruzione.

Per questo chiederete ai vostri sostenitori uno sforzo per impegnarsi anche in Italia. Ma i fondi mancano perché si riduce il numero dei donatori o la quantità di denaro che arriva?
Il numero di donatori di Emergency è per fortuna in costante aumento, ma essendo in gran parte normali cittadini, hanno meno soldi, e il flusso generale si è ridotto. Chiediamo 5 milioni di euro, per continuare i nostri 47 progetti con i quali siamo presenti in 7 paesi, e per aprire 5 nuovi ambulatori in Italia, nelle città dove il bisogno è maggiore: penso a Bari, Napoli, Roma… Con questo impegno all’estero abbiamo guadagnato il rispetto delle popolazioni che abbiamo assistito; in Italia un buon servizio pubblico, il rispetto del bene comune, ridà fiducia nei confronti dello Stato. Per noi è un’avventura di civiltà che deve continuare, nonostante le difficoltà, anche burocratiche come, per esempio, i due anni di tempo che lo macchina statale ci mette a stabilire ed erogare il 5 x 1000. In fin dei conti alle difficoltà siamo abituati: penso ad Azzarà e alla sua vicenda in Sudan, che si è conclusa bene; ma penso anche ai successi dei nostri centri in Afghanistan dove abbiamo già raggiunto e superato di molte volte gli obiettivi del millennio sulla mortalità materna che l’Onu si è prefissato per il 2015. E mi ricordo anche che storicamente, è nei momenti di crisi che i cittadini si sentono più solidali.

Quale è la cosa che le farebbe più piacere poter fare, l’impegno che sente più urgente e personale.
Sono un chirurgo, vorrei poter tornare a operare; vorrei poter dedicare più tempo alla sala operatoria, a curare i miei malati.

da Il Fatto Quotidiano

venerdì 16 dicembre 2011

Sono uno schiavo moderno





La comunità senegalese piange la morte di Samb Modou e Diop Mor, uccisi a colpi di pistola a Firenze senza ragione apparente. "Noi non siamo qui per vendere droga, veniamo qui per fare lavori che nessuno di voi vuole fare. E' facile sparare a qualcuno solo perché è nero. Se questa cosa la faceva un senegalese cosa sarebbe successo?". "E' da tre secoli e mezzo che lavoriamo come schiavi. Da quando sono nato non mi sono mai sentito libero, né in Africa né in Italia. Sono uno schiavo moderno".

martedì 13 dicembre 2011

NON PAGHI IMU (ex ICI) SE SEI COMPASSIONEVOLE COL PROPRIO SIMILE

SE FAI CIO' CHE OGNI ESSERE UMANO DOVREBBE FARE, CIOE' ESSERE COMPASSIONEVOLE COL PROPRIO SIMILE, NON PAGHI IMU (ex ICI)

 

orbene. se qualcuno mi vuole smentire, mi smetisca pure, è quello che attendo. purtroppo proprio ieri sera ho ascoltato una risposta alla domanda "perchè non fare pagare Imu alla Chiesa": in sintesi la risposta è stata " perche aiutano gli indigenti".
 Mi sta bene.
Ma quanti di noi hanno un'adozione a distanza, hanno e stanno aiutando amici o vicini che non ce la fanno,; chi di noi non ha offerto un pasto o una parola di conforto a chi ne aveva bisogno; quanti di noi hanno donato e continua a donare i famosi 2 € ai numeri in sovraimpressione coinvolti nel "fare del bene", quanti di noi hanno ospitato persone che non avevano tetto o spazio; quanti di noi donano qualche centesimo e oltre a chi chiede l'elemosina - e chissà dove quasti soldi vanno!-, chi di noi non ha donato qualche abito dismesso ancora in buon uso; chi di noi non consegna ( anche solo di tanto intanto) una carezza o un sorriso??????????????
Bene.
Ma Non è nulla di così speciale se ci si considera esseri umani. anzi in certe circostanze gli animali fanno meglio.
Se la possibilità di non pagare Imu- pur facendo ciò che un essere umano cosciente di essere umano in una Umanità più complessa-  fa parte del disegno di assoldare qualche recluta nelle file del clero, va bene.
Ma se ribaltassimo il problema vorrebbe dire che  se facciamo qualcosa di utile al nostro vicino, amico, sconosciuto in bisogno o che cerca aiuto allora non paghiamo l'IMU!!!! chissà mai che qualcosa non cambi vermente!
beh! amici cosa aspettate ad essere  "PIU' BUONI"!!???!! ;-)))))))))))))----
pubblicata da Paola Cantù il giorno mercoledì 7 dicembre 2011 alle ore 21.13

 

venerdì 2 dicembre 2011

Passaparola - l'alba dei movimenti - don Andrea Gallo







Passaparola - l'alba dei movimenti - don Andrea Gallo Don Gallo di Genova, del porto, un vecchio di 83 anni e mezzo, saluta proprio con amore gli amici del blog e l'amico Beppe Grillo e Passaparola. Finalmente il Cavaliere è caduto da cavallo, lui dice che voleva scendere, a ogni modo è a terra e allora ci si chiede come siamo potuti scendere in una crisi. La crisi è di sistema ormai, di anni, lo sbandamento generale, un governo che non ha saputo affrontare la crisi internazionale.

sabato 26 novembre 2011

Previsioni in campo economico





Gli economisti sono dei chirurghi che posseggono un ottimo scalpello e un bisturi sbrecciato: lavorano a meraviglia sul morto e martirizzano il vivo. 

Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795 (postumo)


In economia politica come in morale, la parte riservata all'investigazione scientifica è quanto mai ristretta; preponderante, invece, quella dell'arte.
Émile Durkheim

La sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere persino l'astrologia un po' più rispettabile. 
John Kenneth Galbraith  

venerdì 25 novembre 2011

Etici o Morali



Vi sono certi fenomeni ai quali nelle nostre società si dà il nome di "etici" o "morali", che tutti credono conoscere perfettamente, e che nessuno ha mai saputo rigorosamente definire. Non sono mai stati studiati da un punto di vista interamente oggettivo. Chi se ne occupa ha una qualche norma che vorrebbe imporre altrui, e da lui stimata superiore ad ogni altra.
Vilfredo Pareto, Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale, 1906

L'avventura della moneta unica è giunta alla fine?


"Non si può andare avanti così a lungo. Senza drastici cambiamenti, da parte della BCE e dei leader europei, la moneta unica potrebbe distruggersi nel giro di poche settimane. L’evento scatenante può essere il fallimento di una grande banca, la caduta di un governo, un altro flop in un’asta di titoli."
L'immagine di copertina del nuovo numero del settimanale inglese non lascia spazio a dubbi sulla sua posizione rispetto alla situazione economica. Secondo l'Economist la moneta unica sarebbe a un passo dal baratro, perché i provvedimenti finora presi dai membri dell'Europa sono risultati solo dei palliativi troppo poco coraggiosi e incisivi: servirebbe una generale cessione di sovranità che i Paesi fanno fatica ad accettare, mentre la BCE dovrebbe tagliare i tassi di interesse a breve termine e andare avanti con l’acquisto di titoli di Stato. Un occhio particolare va all'Italia:
"L’ultima settimana di gennaio l’Italia dovrà rifinanziarsi piazzando titoli per 30 miliardi di euro. Se i mercati non risponderanno bene, e la BCE nemmeno, l’Italia si ritroverebbe a un passo dal default."
L'ultimo appello va ad Angela Merkel: la Germania non può continuare a minacciare le economie deboli con l'uscita dall'euro e al contempo rassicurare i mercati sulla sopravvivenza della moneta unica.



mercoledì 23 novembre 2011

Genova G8: assolti De Gennaro e Mortola.Il fatto non sussiste


Il fatto non sussiste. La Cassazione salva l'ex capo della polizia, il potente Gianni De Gennaro e l'ex capo della Digos genovese Spartaco Mortola, che nel frattempo ha fatto carriera e ora è a Torino come capo della polizia ferroviaria. I due erano accusati, ed erano stati condannati, per aver indotto un loro collega a dire il falso davanti ai giudici.
Qui trovate tutta la vicenda in un articolo di PeaceReporter.
La Cassazione giudica di diritto e non nel fatto, quindi bisognerà attendere le motivazioni della sentenza annunciata. Ma. Ma ci sono intercettazioni. Ci sono fatti. "In primo e secondo grado - ha affermato l'avvocato Laura Tartarini - i giudici hanno stabilito la rilevanza della falsa testimonianza di De Gennaro. Oggi, invece, la Cassazione ribalta la sentenza di condanna. Per noi è incomprensibile".
Com'è possibile che si arrivi a un ribaltamento così evidente di sentenze precedenti che si poggiano su elementi forti, robusti. A tal punto da far pronunciare sentenze di condanna su un uomo così potente, come Gianni De Gennaro (oggi 'capo' dei servizi segreti) ? Sospendiamo la lettura più naturale di un fatto del genere e diamo spazio a un'altra domanda. Ma com'è possibile che in dieci anni la politica non sia stata capace di affrontare il tema dei fatti di Genova, soprattutto nel centrosinistra e anche nella sinistra oggi extraparlamentare?
La commissione di inchiesta parlamentare è stata per anni merce di scambio, o strumento tattico. Inserita nel grande tomo del programma del governo Prodi non fu mai attuata, tradendo la promessa elettorale (se non fosse bastata la giusta ansia di verità). Degli anni della destra c'è poco da dire fra un Fini al forte di San Giuliano, gli Scajola smemorati che appaiono, scompaiono e riappaiono come ago della bilancia, vergognosamente, gli Ascierto e quanti si sono rallegrati delle violenze di quei giorni, violenze in divisa.
Gli ultimi fatti di Piazza San Giovanni a Roma. Viene da pensare a quelle ore con alcune dichiarazioni nei blog dei poliziotti, nei forum: il nostro comportamento ha contribuito a chiudere la ferita di Genova, alcuni scrivevano.
Dubitando di una lettura così debole, e insipida, la sentenza di Cassazione è nuovo sale gettato sulle ferite di quanti credono ancora che la legge debba essere uguale per tutti.
Abbiamo, con tutta evidenza, un grande problema politico. Un problema di gestione dell'ordine pubblico. Un problema di responsabilità precise che vengono cancellate, un problema di memoria. Un problema nel legiferare, perché ancora non abbiamo - passati dieci anni - leggi che permettano il riconoscimento dei singoli agenti di polizia impegnati su piazza, o qualche decente norma che vieti l'uso di gas lacrimogeni vietati da convenzioni di guerra.
Dieci anni. Eppure "Il fatto non sussiste".
Fonte:it.peacereporter.net/

martedì 22 novembre 2011

Facebook registra tutte le nostre mosse


Usa Today ha parlato con alcuni tecnici di alto livello del social network e ha ricostruito come FB ha articolato la sua strategia di tracciamento dei comportamenti degli internauti – La società nega di aver intenzione di sfruttare questi materiali a scopi commerciali, ma ha già registrato un brevetto di una tecnologia che mette in relazione gli annunci pubblicitari con i dati raccolti
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UsaToday è riuscito a capire e a descrivere come concretamente Facebook traccia i dati delle centinaia di milioni di persone che frequentano la piattaforma.
Come spiega la ricostruzione del quotidiano americano, tradotta e sintetizzata da Tagliaerbe, questi i meccanismi salienti:
• Facebook non traccia tutti allo stesso modo. Utilizza metodi diversi per gli utenti che si sono iscritti e utilizzano i loro account, per gli utenti che non solo loggati e per coloro che non si sono ancora iscritti al servizio.
La prima volta che arrivi su una qualsiasi delle pagine di Facebook, viene inserito un cookie nel tuo browser. Se ti iscrivi al social network i cookie che ricevi sono due, mentre se non ti iscrivi soltanto uno.
• Questi cookie tracciano tutte le visite sui siti web che utilizzano il bottone Like o altri plugin di Facebook – che inviano informazioni al cookie circa ora, data e sito visitato. Vengono inoltre registrate alcune caratteristiche uniche che identificato il tuo computer.
• Facebook tiene i log degli ultimi tuoi 90 giorni di attività (e cancella quelli più vecchi).
• Se sei loggato in un account di Facebook, il tuo nome, indirizzo email, amici e tutti gli altri dati presenti nel tuo profilo vengono registrati.
Facebook – osserva Tagliaerbe – ha riferito a USA Today che i dati raccolti vengono utilizzati per aiutare a migliorare i suoi plugin, e che non ha intenzione di usare questi dati in altro modo. Eppure il social ha registrato un brevetto di una tecnologia che mette in relazione gli annunci pubblicitari con i dati raccolti.
“Brevettiamo un sacco di cose, ma ciò non implica che possano interferire con prodotti futuri”, ha detto Barry Schnitt, portavoce di Facebook a USA Today.
Indipendentemente da come Facebook gestisce i dati raccolti attraverso i cookie, attorno al tema si agita l’ annoso dibattito sul fatto che i consumatori dovrebbero essere in grado di fare l’opt out da questi metodi di tracciamento; ricordiamo che in tale direzione c’è pure in ballo una proposta di legge introdotta dal Congresso USA a inizio anno.
Se da un lato un recente sondaggio ha rilevato che il 70% degli utenti di Facebook e il 52% di quelli di Google sono “da un po’ a molto preoccupati” su come viene gestita la loro privacy, dall’altro – conclude Tagliaerbe – c’è chi sostiene che l’online commerce non potrebbe esistere senza questo genere di cookie e di tracciamenti.
Quale schieramento vincerà la battaglia?
Fonte:lsdi.it

Vivisezione, tanto sangue per niente

Mai una manifestazione tanto grande, tanto sentita. Green Hill (un’azienda che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione a Montichiari, Brescia) è certamente un ostacolo da abbattere nel cammino verso la civiltà, ma il mostro contro cui si sono trovate a lottare oltre quattromila persone in un piccolo paese del bresciano avvolto nella nebbia si chiama vivisezione. Perché lottare contro la vivisezione? Lasciando da parte per un momento i sentimenti e l'etica, la risposta arriva dalla scienza e fa male. La biologa e responsabile nazionale del reparto Vivisezione della Lav Michela Kuan spiega ad Affaritaliani.it: "Testare farmaci e cosmetici su animali vivi non ha alcun senso, i risultati non possono essere scientificamente rilevanti". E allora perché si pratica? "Perché le leggi sono arretrate e supportano un giro d'affari mondiale difficile da spezzare che alimenta interessi e poteri". Quello che molti non sanno è che uno dei più grandi passi avanti sull'argomento è stata la legge n. 413 del 12 ottobre 1993 approvata dalla Camera dei deputati e dal Senato che cita 'Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale' e tutela tutti coloro che sono contrari alla sperimentazione animale. Medici, ricercatori, studenti, personale sanitario possono scegliere, grazie a questa legge, di non svolgere attività che implichino la sperimentazione animale. Si tratta di una sorta di "prova" dell'inutilità della vivisezione. Ma quante altre cose non si sanno. Come per esempio che in Europa non c'è nessun tipo di restrizione: qualsiasi sperimentazione può essere effettuata su qualsiasi tipo di animale. Che l'anestesia non è mai prevista. Che il dolore causato è insopportabile. E che il giro di denaro per molti è sufficiente per ampliare lo scempio nel mondo.
di Virginia Perini

CHE COSA E' GREEN HILL - E' un’azienda che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione a Montichiari (Brescia). Da questo allevamento, spiegano gli animalisti sul stio www.fermaregreenhill.it, più di 250 cani ogni mese finiscono negli stabulari, tra le mani dei vivisettori e sui tavoli operatori. Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. Un lager per animali fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale. File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori. Tra i clienti di Green Hill ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche rinomate e centri di sperimentazione come il famigerato Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio di tortura animale in Europa.

Bisogna ricominciare il viaggio. sempre


Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche
loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando
il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "non
c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che
non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si
è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con
il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto
maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare
sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi
cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. sempre. Il viaggiatore ritorna subito.
(Josè Saramago)

lunedì 21 novembre 2011

Finché non avrai trovato l'umiltà...




Finché non avrai trovato l'umiltà, sarai provato più che da ogni altra cosa dall'accidia e l'accidia genererà in te continui pensieri e vedrai la moltitudine degli uomini mancare verso di te e, per quanto miri bene e secondo il dovuto alla meta, sarai quel che non è bene essere.
Isacco di Ninive, Discorsi spirituali, VII sec.
 

venerdì 18 novembre 2011

Raccontare l’economia per difendere i cittadini


Nel libro "Siamo in guerra"Grillo e Casaleggio spiegano le notizie su intrecci tra banche, affari e politica. Notizia che molto spesso restano blindate. Ma per fortuna c'è la Rete
L’8 luglio 2008 a Roma, in piazza Navona, si tenne il “No Cav Day”, una manifestazione di protesta contro il governo Berlusconi che vide la partecipazione di numerose personalità della cultura e della politica. [...] Beppe era presente in videoconferenza: dopo aver denunciato per primo, nel 2002, lo scandalo Parmalat, in questa occasione avvertì che entro pochi mesi le forze dell’ordine di guardia alle discariche campane avrebbero potuto trasferirsi di fronte alle banche, prima fra tutte l’Unicredit. In autunno fallì la Lehman Brothers, rischiando di trascinare con sé il sistema bancario mondiale. Per qualche giorno si temette una catastrofe peggiore di quella del 1929 e il titolo dell’Unicredit crollò. [...] La sera, per par condicio, Beppe fu attaccato dai giornalisti del centrodestra. Beppe mise in guardia anche sul default che attendeva l’Italia a causa del suo enorme debito pubblico, senza che nessuno riprendesse quell’allarme fino a tre anni dopo, nel luglio del 2011, quando in tre giorni fu approvata una manovra, comunque largamente insufficiente, per salvare la collocazione dei Btp e la tenuta economica del paese, definita “un miracolo” da Napolitano per il tempismo. In agosto seguì un’altra manovra che però non fece nessun miracolo, esattamente come la prima, e a ottobre il debito sovrano dell’Italia, l’affidabilità dei nostri titoli pubblici, è stato declassato dall’agenzia di rating Moody’s dal livello AA2 ad A2. L’Italia è considerata inferiore a paesi come la Slovacchia e l’Estonia in termini di affidabilità verso i creditori. Alla fine del 2008, con il mondo finanziario in preda a un’isteria collettiva, i governi per salvare le banche si indebitarono ulteriormente rimanendo con il cerino in mano. E uno dopo l’altro stanno prendendo fuoco. La Grecia è sull’orlo del default nonostante il prestito accordato dalla Ue nel luglio del 2011 a seguito della manovra di tagli e privatizzazioni fatta approvare dal primo ministro George Papandreou.

La Grecia è in numerosa compagnia. Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia, i cosiddetti Piigs, sono in lista d’attesa. Gli stessi Stati Uniti, che hanno uno dei debiti pubblici più imponenti del mondo, sono stati a rischio default per aver superato il massimo indebitamento previsto per legge e declassati dalla tripla A dopo settant’anni. L’Islanda è l’unica nazione che si è rifiutata di salvare le banche. In un primo momento, nel 2008, il suo governo nazionalizzò le banche fallite. Il debito creato da istituti privati sarebbe quindi finito sulle spalle dei cittadini, che si opposero. Venne allora indetto un referendum che bloccò la nazionalizzazione, riproposta però alcuni mesi più tardi dal ministro dell’Economia Steingrimur Sigfusson. Gli islandesi non salvarono le banche, pur sapendo di dover affrontare pesanti ritorsioni da parte dei paesi Ue che avrebbero perso i loro depositi, ma evitarono di svendere il loro paese e di metterlo sotto tutela del Fmi. [...] In Italia il debito pubblico fila come un treno ad alta velocità francese. Viaggiamo al ritmo di 100 miliardi di nuovo buco all’anno, con punte da 22 miliardi nel mese di aprile del 2011. Siamo vicini ai 2000 miliardi, che raggiungeremo nel 2012. [...] Un cittadino milanese per conoscere a quanto ammonta il debito personale pubblico deve sommare la sua quota di debito pubblico, pari a 31mila euro, a quelle pro quota della Lombardia, della Provincia di Milano e del Comune di Milano. Dopo tale somma si sentirebbe un miserabile. I governatori si sono trasformati in investitori dilettanti, croupier che giocano alla roulette con le casse pubbliche. Formigoni è riuscito nel-l’impresa, veramente fuori dall’ordinario, di acquistare 115 milioni di euro di titoli di stato greci , i peggiori titoli pubblici dell’intero Occidente. [...] Il buco nero c’è sempre, ma lo scopre solo il sindaco o il governatore successivo (ma solo se di un’altra coalizione); il responsabile del buco non sospetta mai nulla, come è avvenuto a Milano, dove il neosindaco Giuliano Pisapia si è ritrovato dopo le elezioni 2011 con un disavanzo di 186 milioni nei conti del Comune lasciati da Moratti.

Il cittadino non sa chi lo indebita, di quanto e perché ma, cosa strana, non si preoccupa. Pensa che il problema riguardi qualcun altro. Trova normale l’imposizione continua di nuove tasse e i tagli alla spesa sociale per pagare gli 80 miliardi di interessi annui sui titoli di stato per un debito fatto a sua insaputa. [...] D’altra parte, i giornalisti economici indipendenti in Italia sono più rari dell’ailuropoda melanoleuca, il panda gigante a rischio estinzione simbolo del Wwf. Se un giornale ha tra i suoi azionisti, solo per citare alcune società, Telecom Italia, la Cir di Carlo De Benedetti o l’Eni di Paolo Scaroni, il giornalista di economia deve barcamenarsi come un equilibrista su un trapezio in un esercizio quotidiano di prudenza per non far trapelare nomi, cognomi e analisi di bilanci. Il lettore, come è naturale, non riesce a capire quindi, in banca e compra fiducioso obbligazioni Cirio e Parmalat e Tango bond, come fu consigliato a suo tempo. Il padrone non si critica ma si loda, se non si vuole perdere il posto. [...] La Rete permette all’ignaro investitore di comprendere i misteri della Borsa e i suoi oscuri collegamenti attraverso la teoria di “piccolo mondo” e i sei gradi di separazione su cui sono basati tutti i più popolari social network, da LinkedIn a Facebook. «Piccolo mondo» si riferisce al fatto che le distanze tra le persone sono in realtà minime grazie alle relazioni che intercorrono tra di loro. Attraverso sei passaggi tra persone che si conoscono si può, in teoria, comunicare con ogni abitante del pianeta.

di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio

da Il Fatto Quotidiano del 18 novembre 2011

Tibet, un Bastone e una Carota



Il governo cinese ha intenzione di dare supporto economico ai monaci tibetani. Si parla di pensioni, di assicurazioni sanitarie e di aiuti in denaro. Sembra essere questa la risposta delle autorità cinesi alla recente ondata di proteste estreme, arrivate al punto di autoimmolazione. Dal marzo scorso sono almeno undici i religiosi che si sono dati fuoco per manifestare la loro opposizione all'occupazione cinese del loro paese.
"Il governo si preoccuperà di assicurare servizi pubblici come l'elettricità, l'acqua corrente, le telecomunicazioni, la radio e la tv ai monasteri locali" ha dichiarato il nuovo capo del partito comunista in Tibet. E poi ci saranno gli aiuti finanziari, una novità per i monaci e le loro millenarie strutture. Il motivo di tutto ciò è "la stabilità", che vedrà quindi più programmi televisivi, libri e comunicazioni in lingua tibetana, un investimento di 60 milioni di dollari per migliorare il sistema di distribuzione dell'acqua nelle campagne, perfino un sistema di compensazione per i pastori che subiscono perdite di bestiame a causa dei lupi.
Ma tutto questo sembra essere frutto di una duplice politica nei confronti del Tibet: da una parte aiuti e miglioramenti del tenore di vita della popolazione, dall'altro il pugno di ferro che continua contro chi protesta.
Fonte: Redazione Spiritual

Immagina tutta le gente condividere il mondo intero...


Immagina non ci sia il paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il cielo
Immagina che la gente
viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere o morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...
Imagine
Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
living for today…

Imagine there’s no countries
It isnt hard to do
Nothing to kill or die for
No religion too
Imagine all the people
living life in peace…

You may say I’m a dreamer
but I’m not the only one
I hope some day you’ll join us
And the world will live as one…

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…

You may say I’m a dreamer,
but I’m not the only one,
I hope some day you’ll join us,
And the world will live as one… 
Imagine, 1971
John Lennon 

mercoledì 16 novembre 2011

Hai malattie genetiche? Niente fecondazione assistita


 Hai malattie genetiche? Niente fecondazione assistita concessa invece a chi ha l'Aids o l'epatite. Secondo il governo queste tecniche per avere un figlio sono vietate a chi ha la fibrosi cistica, malattie cromosomiche, talassemia. A quelle centinaia di coppie, cioè, che negli anni hanno presentato e vinto ricorsi nei tribunali o si sono sottoposte a cure ed esami per non trasmettere la loro malattia e dare la speranza di un futuro migliore al figlio. Le loro patologie, nonostante le sentenze di Firenze, Roma, Salerno, Bologna, non sono infatti elencate nelle nuove linee guida del Ministero della Salute sulla legge 40, arrivate sul tavolo del Consiglio Superiore di Sanità che deve a giorni esprimere il parere. Linee guida che contengono ancora il divieto alla diagnosi pre-impianto, (praticata in tutt'Italia dopo il sì dei tribunali), e prevedono che gli embrioni prodotti in sovrannumero dovranno essere tenuti nelle regioni e non inviati al centro nazionale creato dall'allora ministro Sirchia, costato 700 mila euro e mai utilizzato.

Ed è polemica. Si parla di un "colpo di coda del governo" sulla legge 40.  E nel mirino finisce il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella che nei giorni scorsi aveva ribadito il suo no alla diagnosi pre-impianto: "La legge prevede che si tuteli salute e sviluppo di ogni embrione cosa che l'esame non garantirebbe". Dura la reazione della società italiana studi di medicina della riproduzione che accusa il ministero della Salute "di arroccarsi su posizione ideologiche
prive di fondamento scientifico invece che prodigarsi per garantire ai cittadini più deboli la miglior assistenza". "Cancellando le decisioni dei tribunali si finisce per ledere i diritti delle coppie e sprecare denaro pubblico", aggiunge Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni mentre Mina Welby invita alla protesta di piazza.

Ancor più duro il ginecologo Severino Antinori: "È una decisione oscurantista, liberticida e discriminatoria nei confronti di pazienti con patologie genetiche che avevano una speranza grazie alla diagnosi pre-impianto, riammessa in seguito al mio ricorso alla Corta Costituzionale".
Flavia Perina, deputato di Futuro e Libertà non usa mezze misure: "Per impedire che le coppie ricorrano alla diagnosi preimpianto, si favorisce di fatto il ricorso all'aborto. Una politica che dice alle donne: se volete, potete abortire dopo l'amniocentesi, ma non potete in alcun caso prevenire il rischio di trasmissione di malattie genetiche con un esame. Non è solo una scelta stupida, ma innanzitutto crudele".

Alle accuse Eugenia Roccella risponde serafica: "Nessun golpe, le linee guida non possono stravolgere la legge 40 che in origine vieta la diagnosi pre-impianto ed è dedicata a chi non è fertile e non a chi è malato. Servono a renderla attuabile. E comunque nessuna sentenza di tribunale può cambiare la legge, può farlo il Parlamento, un referendum. Oppure la corte costituzionale, e infatti in base alla sua sentenza è saltato l'obbligo di impianto di tre embrioni contemporaneamente e abbiamo recepito indicazioni per la tutela della salute della donna".
Come dire: chi ha malattie genetiche è considerato fertile e quindi non può accedere alla legge sull'infertilità. Ma così si costringono le coppie ad emigrare, ad avere figli malati o non averli? Il sottosegretario insiste senza cedimenti: "Non c'è solo il diritto delle coppie e penso che ognuno debba far i conti e accettare la propria realtà e condizione. Non si può rispondere ad un ingiustizia naturale con un ingiustizia legale. Se si dice che chi ha patologie ha indebolito il diritto a nascere, non sono d'accordo, non può esserci disuguaglianza tra abili e disabili".

Benetton campagna 2011:quel bacio "scandaloso" tra Benedetto XVI e l'Imam


Negli anni '80 e '90 imperversavano le fotografie shock di Oliviero Toscani: il prete che bacia la suora, il bambino appena nato ancora attaccato al cordone ombelicale, l'agonia di un malato di Aids, l'assassinio mafioso, il femore umano imbracciato da un soldato e la nave assaltata dagli emigranti.
Dopo un periodo di sperimentazioni nell'ambito della comunicazione di prodotto e sociale, in collaborazione con importanti testate giornalistiche internazionali, da oggi si torna (o quasi) a quell'allora scandalosissimo bacio tra il prete e la suora. Con la differenza che i protagonisti dell'immagine, questa volta, sono Benedetto XVI e l'Iman de Il Cairo.
La fotografia, srotolata oggi sotto gli occhi dei turisti curiosi presso Ponte Sant'Angelo a Roma, fa parte della campagna "Unhate" che prevede un altro ritratto "scomodo", quello che ritrae un bacio fra Barack Obama e il presidente cinese Hu Jintao.
Qui di seguito una gallery delle più famose campagne pubblicitarie Benetton:
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stanno arrivando i barbari




Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna. (Alessandro Baricco)

Se potessi vivere nuovamente la mia vita



Se potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere tanto perfetto,
mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto lo sono stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.

Correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.

Andrei in più posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e proficuamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia.

Ma se potessi tornare indietro cercherei
di avere soltanto buoni momenti.
Che se non lo sapete, di quello è fatta la vita,
solo di momenti; non ti perdere l'oggi.

Io ero uno di quelli che non
andava mai da nessuna parte senza un termometro,
una borsa d'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.

Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.

Farei più giri in calesse,
contemplerei più albe
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.

Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo

Jorge Luis Borges, Nadin Stairs, Don Herold (?)

Smania di comandare.




Se le navi vanno generalmente meglio degli Stati, ciò accade per la sola ragione che in esse ognuno accetta la parte che gli compete, mentre negli Stati meno se ne sa, generalmente, più s'ha la smania di comandare.

Massimo d'Azeglio, I miei ricordi, 1867 (postumo)

martedì 15 novembre 2011

Il colpo di spread


Lo spread ha sostituito il corpo elettorale. Il colpo di spread al posto del vecchio colpo di Stato. Nessuno spargimento di sangue, nessuna manifestazione di piazza o autunno caldo. Lo spread al posto dello spritz. Un centinaio di punti in più tra il titolo italiano e il bund tedesco e il gioco è fatto. Nessuno rimpiange Berlusconi, ma tutti dovremmo rimpiangere la democrazia. Se il Parlamento è composto da nominati da pochi segretari di partito, il professor Monti è stato eletto dallo spread. Se i mercati dovessero ricredersi sul suo conto, se si dimostrasse troppo tenero con i contribuenti, sarebbe sufficiente un nuovo colpo di spread per scatenare il terrore negli italiani. Et voilà, un altro tecnico che più tecnico non si può giurerebbe da Napolitano. Un Amato, per dire. Il commissario liquidatore nominato dai mercati è presidente del Consiglio, a questo è arrivata questa sciagurata nazione. Bisognava impedire contraccolpi alle banche francesi che detengono un quarto del nostro debito pubblico e la tenuta dell'euro, e quindi alle esportazioni tedesche.
Noi abbiamo fatto la nostra parte per mettere la testa sul ceppo della finanza internazionale. Dei 1.900 miliardi di debito circa metà li abbiamo piazzati all'estero, dalla Gran Bretagna alla Cina. Ed è sufficiente che le prossime vendite di 200 miliardi di titoli vadano deserte per fare fallire il Paese. Non possiamo svalutare la lira. Non possiamo a livello europeo, stampare nuova moneta, come gli Stati Uniti, strafalliti ad agosto che hanno innalzato di 2.400 miliardi di dollari il tetto del loro debito pubblico. Cosa ci rimane? Vendere l'argenteria per onorare i debiti. Al banco dei pegni porteremo gli immobili del demanio, le quote delle poche grandi aziende che ci rimangono, come l'Eni, parte del nostro patrimonio personale, la diminuzione di servizi sociali. E' vero, abbiamo peccato, ma la punizione dovrebbe servire a qualcosa. Invece è quasi certo che non solo usciremo dall'euro, ma che lo stesso euro non reggerà nei prossimi anni. Lo scrivono ormai le migliori firme internazionali dell'economia. E allora? In questi giorni il mantra più usato è "Monti è l'unica alternativa" accompagnato da "Non possiamo uscire dall'euro". C'è sempre un'alternativa, un piano B. Dobbiamo considerare l'uscita dall'euro come possibile. Rimanere in mutande dopo una politica di lacrime e sangue con una lira deprezzata non mi sembra un grande obiettivo.
fonte:beppegrillo.it

Fecondazione assistita, ‘colpo di mano’ della Roccella negli ultimi giorni di Berluscon

In piena crisi di governo, il sottosegretario alla Salute ha revisionato le linee guida sulla pma, confermando alcuni divieti cancellati dai tribunali. La denuncia dell'associazione Luca Coscioni e la risposta della politica: "Polemica strumentale"
Le ultime risalivano all’aprile 2008, quando ancora era ministro della Salute, Livia Turco. Dopo di che, nonostante diverse sentenze, tra cui quella della Corte Costituzionale che aveva fatto saltare vari divieti imposti dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita (pma) e un generico annuncio di revisione previsto per questo autunno, non si era più parlato delle linee guida sulla fecondazione assistita. Fino a un paio di giorni fa, quando si è scoperto che il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, le ha revisionate confermando alcuni divieti, come quello sulla diagnosi genetica preimpianto sugli embrioni, che erano stati cancellati dai tribunali. Un atto che arriva in sordina proprio negli ultimi giorni del governo Berlusconi, giudicato da medici e associazioni “un colpo di mano”.

A denunciare il tutto è stata Filomena Gallo, avvocato e segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni, ma il sottosegretario Roccella si difende definendo la polemica “strumentale, poichè la legge 40 già vieta la diagnosi preimpianto”. Da quando la normativa è stata approvata nel 2004, si è sempre detto che la diagnosi preimpianto (che identifica la presenza di malattie genetiche o alterazioni cromosomiche in embrioni generati in provetta da coppie a rischio prima dell’impianto in utero), fatta fino a quel momento in Italia, era vietata. Ma in questi anni tribunali e Corte Costituzionale hanno scalfito, sentenza dopo sentenza, alcuni dei divieti più contestati, come quello di crioconservare gli embrioni, di produrne al massimo tre, di impiantarli contemporaneamete, e quello della diagnosi appunto.

Il primo a farlo è stato il tribunale di Cagliari nel 2007, ordinando all’istituto ospedaliero interessato di eseguirla, mentre l’ultimo è stato nel 2010 il tribunale di Salerno, autorizzando per la prima volta la diagnosi preimpianto ad una coppia fertile portatrice di Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1, in deroga alla legge 40 che consente le pratiche di pma solo nei casi di infertilità. Inoltre per ovviare a questo divieto vari ricercatori italiani in questi anni hanno sviluppato la diagnosi pre-concepimento, fatta cioè sull’ovocita (e non sull’embrione) per evitare problemi etici, anche se la fanno solo i centri privati.

Di fatto in questi anni le strutture di procreazione assistita si sono regolate ognuna a modo loro. “Nei centri privati e attrezzati – denuncia Gallo – la diagnosi preimpianto viene effettuata correntemente, mentre quelli pubblici non la fanno adducendo la mancanza di attrezzature adeguate”. Secondo l’avvocato le nuove linee guida che Roccella invierà questi giorni al Consiglio Superiore di Sanità (Css) “sono illegittime sia scientificamente che giuridicamente, poichè vieterebbero le indagini cliniche sull’embrione restringendo l’applicazione di tecniche ormai consolidate”. Critici anche i medici: “Nella legge 40 non c’è un impedimento netto alla possibilità di effettuare la diagnosi pre-impianto sugli embrioni”, rileva il ginecologo dell’Università di Palermo e membro del Css, Ettore Cittadini: “nel mio centro effettuiamo la diagnosi preimpianto – afferma – per le coppie con talassemia”. Dello stesso avviso Carlo Flamigni, pioniere della fecondazione assistita, secondo cui la legge ”non pone un divieto esplicito a tale diagnosi”.

In realtà come precisa Filomena Gallo, ”la diagnosi preimpianto è consentita dagli articoli 13 comma 2 e 14 comma 5 della legge 40, che prevedono che la coppia possa chiedere di conoscere lo stato di salute dell’embrione e che il medico, se richiesto dalla stessa, deve effettuare indagini cliniche diagnostiche sull’embrione stesso. Roccella insiste nel ribadire un divieto che non esiste nella legge. Inoltre ci sono oltre 10 sentenze di diversi tribunali che confermano questa interpretazione”. Ma su questo punto il sottosegretario dissente e ribatte: ”Non c’è stato alcun colpo di mano. La diagnosi preimpianto sugli embrioni è già vietata dalla legge e le linee guida non possono scavalcare la legge stessa”. Adesso la palla spetta al Consiglio superiore di sanità, organo consultivo del ministero della Salute, che dovrà esprimere il proprio parere, e alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo chiamata a decidere sul ricorso di varie associazioni a sostegno di una coppia italiana portatrice di fibrosi cistica, cui è precluso l’accesso alla fecondazione assistita, richiesta per effettuare diagnosi clinica sull’embrione.
fonte:ilfattoquotidiano.it

sabato 12 novembre 2011

Consigli utili per le azioni di tutti i giorni nel rispetto della natura


Consigli utili per le azioni di tutti i giorni nel rispetto della natura
Ogni giorno, da quando ci svegliamo a quando torniamo a dormire, compiamo centinaia di azioni. Ed ognuna di queste, direttamente o indirettamente, hanno un impatto sull’ambiente. Puoi concretamente contribuire a rispettare la natura, ridurre i rifiuti e preservare le risorse naturali con semplici gesti.
Quando ci svegliamo: driiinnn! giù dal letto e via! Doccia, barba, trucco, colazione…. pronti!
E’ bello essere in ordine e a proprio agio quando si affronta una nuova giornata, ma spesso ci dimentichiamo che l’utilizzo di risorse preziose come l’acqua e l’energia hanno un impatto molto grande sull’ambiente. Scopri come risparmiare acqua con semplici azioni oppure quanto costa un impianto ad energia solare: risparmio energetico e sostenibilità ambientale funzionano.
Quando andiamo a scuola o al lavoro: molti di noi hanno la scuola o l’ufficio vicino a casa, o al massimo in un quartiere vicino della città.
Eppure, ogni mattina migliaia di macchine vuote si incolonnano per percorrere in 40 minuti un tratto di strada percorribile in bicicletta in 10 minuti. Scopri alternative più economiche (come car pooling e car sharing), o adotta scelte rispettose dell’ambiente come la bici elettrica o la moto elettrica.
Quando mangiamo: l’intero ciclo di produzione di una bistecca inquina come un’automobile che percorre 80 km. E una bottiglia di acqua minerale prodotta in Umbria e venduta in Veneto non è da meno. Scegliere prodotti locali e biologici è un gesto concreto a sostegno dell’ambiente. Approfondisci quanto incidono le nostre scelte alimentari e la nostra spesa sull’ambiente, e cosa puoi fare tu di concreto.
Quando comperiamo: ognuno di noi acquista cibo, medicinali, vestiti, mezzi di spostamento, la propria casa. Ed ogni prodotto acquistato, spesso non ci pensiamo, diventerà un rifiuto o produrrà inquinamento. Molti prodotti sono un rifiuto già sullo scaffale del supermercato, come per esempio gli imballaggi. Ma noi possiamo incidere molto su questo aspetto.

Macrhò…

per chi è attento all’ambiente ma lo fa con stile!

giovedì 10 novembre 2011

Venerdì 11 novembre 2011, alle 11, 11 minuti e 11 secondi


Venerdì 11 novembre 2011, alle 11, 11 minuti e 11 secondi. Ecco una data e un orario palindromo di 12 cifre. Un evento che capita in genere una volta ogni cento anni ma che dal 2001 si è presentato ben dieci volte. Dall’1 e 1 minuto e 1 secondo del primo gennaio 2001 in poi fino alle 10, 10 minuti e 10 secondi dell’ottobre dello scorso anno. Tuttavia si tratta dell’unica volta in questo secolo in cui ci sarà un tale allineamento di cifre.
In India numerose coppie hanno deciso di sposarsi in quella data, con il fatidico si che cadrà in prossimità delle 11:11:11. Il regista Darren Lynn Bousman ha scritto un film horror ispirato all’11 novembre 2011. Una storia in cui la terra verrà a contatto con un mostro che arriverà alle 11:11:11 passando dall’undicesima porta del paradiso.
In Inghilterra le 11:11:11 cadranno esattamente 11 secondi dopo il minuto di silenzio previsto per l’armistizio. E con umorismo tipico british il Guardian si chiede: “Per quest’anno potremmo allungare il silenzio di 11 secondi? Non per onorare di più i nostri caduti, ma per celebrare questa stranezza del calendario Gregoriano?” Del resto, non vivremmo abbastanza per godere di un altro momento simile.

Fissiamo il dito e non vediamo la luna. Monti è il dito, la luna è la Terza Repubblica



Fissiamo il dito e non vediamo la luna. Monti è il dito, la luna è la Terza Repubblica. Il mondo che verrà non appartiene a Napolitano, a Letta o a Monti per ragioni di età e di pensiero. Le nuove generazioni ricostruiranno il Paese o lo distruggeranno in modo definitivo. L'attuale classe politica è un puro effetto ottico, come quando nella pupilla permane a lungo la luce di una lampada. Dobbiamo toglierci gli occhiali e guardare la realtà con nuovi occhi. Un'Italia senza più i vecchi punti di riferimento porterà incertezze, spaesamenti, paure, ma anche grandi opportunità di cambiamento. In questi anni abbiamo vissuto, come popolo, non al di sopra delle nostre possibilità, come si dice comunemente, ma al di sotto delle nostre possibilità. Siamo così abituati al degrado che lo diamo per scontato, ineluttabile. Se non crediamo in noi stessi perché dovrebbero crederci gli altri? Uno dei danni più gravi del ventennio breve berlusconiano è stata l'espulsione dei capaci e degli onesti dalle Istituzioni, dalle grandi imprese, dall'informazione, dalle banche, da qualunque settore che potesse disturbare i manovratori. E' necessaria una disinfestazione a ogni livello dei collusi, degli incapaci, della mano morta dei partiti. Dalle municipalizzate al Parlamento. E' l'ora del repulisti. C'è un sentimento cupo da "Si salvi chi può" con la corsa alla mattonella in cui nascondere i propri risparmi e l'incertezza sul futuro. Invece dovremmo benedire questa crisi. Senza non sarebbe cambiato nulla, invece ora può cambiare tutto. Dalle collanine e brillantini falsi che ci hanno accompagnato in questi anni non poteva nascere nulla, dal default può nascere un fiore.
Il fallimento dell'euro è una benedizione, distruggerà la partitocrazia. I leader sono una montagna di merda, i partiti sono morti. Gli italiani per capirlo hanno bisogno di uno shock che sta per arrivare. Stiamo entrando in un nuovo mondo che, se vogliamo, possiamo ricostruire dalle fondamenta, come altre volte è successo nella Storia. Siamo abituati. "Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte" (*) e la notte sta finendo. Come sarà il nuovo giorno dipende solo da noi. Nessuno può chiamarsi fuori o dire "Tanto non cambia nulla in questo Paese". Questa è la mentalità dei servi. Comincia tu! Ognuno vale uno, ma chi non partecipa vale zero. Il Programma del M5S è figlio del futuro. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

(*) Kahlil Gibran
fonte:beppegrillo.it

Benigni al Parlamento Europeo e la caduta di Berlusconi

Show di Roberto Benigni a Bruxelles, che prima di recitare la Divina Commedia di Dante, commenta la caduta del governo Berlusconi. "Porto il gesso, perché un signore ha fatto un passo indietro e mi è venuto addosso"

Bruxelles, 9 nov. (TMNews) - "Purtroppo, mi è venuta addosso in Italia una persona che ha deciso di fare un passo indietro; mi avevano detto: 'non ti preoccupare non si muove', e invece, proprio quando c'ero dietro...". Così Roberto Benigni, con gesso alla caviglia e stampelle a seguito di un incidente, ha esordito, questa sera a Bruxelles, il suo intervento alle celebrazioni per il 150.mo anniversario dell'Unità d'Italia al Parlamento europeo, culminato con la lettura del XXVI Canto dell'Inferno di Dante. Continuando a scherzare sul proprio incidente Benigni ha continuato: "E' un periodo di cadute, in Italia cadono molte persone".Poi, dopo aver fatto riferimento alle presenze di sottosegretari, ministri, europarlamentari ed accademici nell'Emiciclo del Parlamento europeo dove si svolgeva la manifestazione, l'artista ha aggiunto: "Non vedo il presidente del Consiglio: l'ultima cosa che ho sentito dire prima di venire qui è che la maggioranza è solida, non è che è successo qualcosa?". Quindi, con un riferimento alla situazione politica belga, ha aggiunto: "Siamo senza governo, è il modello belga: 15 mesi senza governo, e tutto è andato su, ma guarda, hanno tutte le fortune". Benigni ha fatto anche altri due riferimenti al Belgio: la prima al piatto nazionale, cozze e patatine fritte, la seconda al piccolo monumento del bambino che fa pipì, il Manneken-Pis. Ho mangiato cozze e patatine fritte, meno male, da un po' di tempo mangiavo solo scatolette di tonno: nei ristoranti in Italia non si può entrare, sono pienissimi". Quindi, guardandosi in giro, Benigni ha chiesto: "C'è la maggioranza? Non è che ci sono traditori fra di voi, qualcuno che è andato in bagno, un Manneken-Pis?". Infine, poco prima di attaccare con la 'lectura Dantis', l'attore si è lanciato in un vertiginoso excursus storico delle glorie della cultura e della storia italiana, dopo aver affermato, con riferimento all'attuale gravissima crisi economica: "E' un momento straordinario per l'Italia, ma non di speranza, è un paese che non ha neanche bisogno di speranza perché è un paese straordinariamente sano, il paese del miracolo permanente, da secoli". Fra le altre cose, Benigni ha ricordato che è l'Italia ad aver "inventato le banche", che sono ora al centro della crisi finanziaria, "ma chi va a chiedere ora i soldi (prestati dalle banche italiane, ndr) a Edoardo I d'Inghilterra, che non ce li ha mai ridati?".

mercoledì 9 novembre 2011

SILVIO MI FA TENEREZZA-di Dario Vergassola



Gli piace la gnocca, racconta barzellette, suona sulle navi. Senza di lui come facciamo? Alfano? Prova ad imitarlo con quel riportino. Bersani? E' perfetto per peggiorare la situazione attuale. La Carlucci? Quando la nave affonda, anche le "tope" scappano

Noi conosciamo Berlusconi, sembra di capire che la bugiardaggine, dire delle cose che poi alla fine non sono vere sembra che sia uno dei suoi cavalli di battaglia. Quindi da una parte è un bene che se ne vada, io sto aspettando le sue dimissioni da anni, e il fatto che succeda mi lascia quasi perplesso. Stava sempre a dire "me ne vado, me ne vado", aspetti sempre un cambiamento nella vita poi una volta che succede mi dico "poi come sarà? con chi me la prenderò? come faremo a fare le battute? cioè, il mio lavoro ne risentirà?" E' questa un po' l'idea...
Anche Bossi lo ha mollato, in generale non si capisce mai quello che dice Bossi e a volte è meglio. Il problema, però, è che eravamo talmente abituati a questa banda di macchiette che ci faceva quasi piacere. Poi, se Berlusconi fondamentalmente mi riesce bene è perché è un po' uno di noi, racconta le barzellette, suona a bordo delle navi, è piccolino, pelatino, gli piace la gnocca...Io mi ritrovo molto in Berlusconi, se non fosse che è il Presidente del Consiglio sarei dalla sua parte.
Quindi certo, se al suo posto dovesse andare Alfano, la satira ci perderebbe, anche se Alfano un tentativo di copiare Berlusconi, di farsi ricrescere i capelli lo sta già facendo col riporto. Ma non sarà mai come il Padre Padrone, sarà sempre un piccolo tentativo di imitazione.
Schifani, dal canto suo, è un modo lombrosiano di dare i coglioni, come me d'altronde, perché "Vergassòla" è un cognome e un destino.
Questo giorno che ci aspettavamo da anni ci ha lasciato tutti un po' così, io pensavo che avrei stappato bottiglie, invece dico la verità, mi sono sentito come uno che aspetta la prima volta da tanto tempo e poi alla fine rimane un po' deluso.
In effetti, c'era tanta aspettativa da questo supereroe.
Poi però bisogna vedere quello che succede, la sinistra dal canto suo è riuscita già a fare tante cazzate. Bersani è perfetto per riuscire a prendere in mano la situazione e rovinare tutto anche lui in questo momento.
Ora seriamente, io farei fare queste manovre lacrime e sangue a una specie di moltitudine politica, così poi nessuno si prende la briga di essere colpevole, e poi sarei per cambiare la legge elettorale, così si andrebbe a votare con una nuova legge elettorale. Perché se dobbiamo andare a votare con quella attuale è meraviglioso, già non si capisce più nulla, magari vince anche il centrosinistra, però ognuno abuserebbe di questa legge mettendo a lavorare chi gli pare, una sorta di caporalato. A parte Berlusconi, mi sembra che sia un problema totalmente di gnocca, che le amazzoni di Gheddafi gli fanno una pippa, però insomma secondo me ameno la legge elettorale va cambiata.
Poi mi sembra che Berlusconi porti un po' sfiga, vorrei ricordare a tutti i problemi meteorologici che ha l'Italia in questi giorni, e Berlusconi appena una settimana fa ha detto "Dopo di me il diluvio".... e quindi secondo me quando parla bisogna starlo a sentire.
E'anche vero che un segno preciso del decadimento di Berlusconi sta nel fatto che, dopo l'uscita della Carlucci dal Pdl, possiamo dire che quando Berlusconi affonda, anche le tope abbandonano la nave.
cadoinpiedi.it

Berlusconi, le dimissioni e l’ultimo morso del Cobra


Approvato il Rendiconto, Silvio Berlusconi sale al Colle e annuncia al Capo dello Stato l’intenzione di dimettersi subito dopo l’approvazione della legge di Stabilità contenente l’emendamento che recepisce le misure per rispondere agli impegni fissati dall’Europa.
Con 308 voti a favore la maggioranza si sgretola e Berlusconi decide di mollare. L’Italia, però, è un paese originale, a tratti eccentrico. Da noi la moda delle dimissioni, già passata da un pezzo, rifiorisce con una nuova foggia: la dimissione posticipata. Una sorte di morte  annunciata, particolare per il lasso di tempo che intercorre tra la notizia e il decesso effettivo.
Uno strano limbo da cui il premier, preso atto di una maggioranza che non c’è, si prepara a rendere difficile l’avanzata dell’opposizione, liberandosi le mani e togliendo all’avversario il bersaglio grosso contro cui sparare per nascondere tutti i punti interrogativi che circolano nelle possibili forze alternative. Da dimissionario, ma ancora in carica, Berlusconi sarà lì ad osservare chi ha il coraggio di votare contro gli impegni necessari per risollevare il Paese.
Nelle intenzioni del premier c’è quella di lasciare Palazzo Chigi con un segno positivo, come il presidente del Consiglio che per primo ha risposto a quanto chiedeva la Ue, cercando di salvare il Paese e aprendo la strada con provvedimenti necessari.
Indossati i panni del responsabile che lascia perché tradito dalla maggioranza, ma non senza fare il possibile in nome dell’interesse superiore della nazione, il premier chiede di sottoscrivere, con implicito assenso, il programma necessario a  porre un argine alla crisi economico finanziaria.
A questo punto già si intuisce il gioco di rimessa attuato in futuro dal non ancora ex premier. Silvio Berlusconi è un cobra dormiente, che si muove sinuoso, seguendo il suono e i movimenti del flauto, per colpire di scatto con il suo morso letale. 
Non tutti se ne sono accorti, ma è in atto una sottile strategia comunicativa e visuale. Berlusconi ha già indossato i panni della vittima in balia dei carnefici. Osservando la parabola politica  del Cavaliere può sfuggire una risata, ma si tratta di un ruolo che il premier sa giocare benissimo e di solito nel Paese dei martiri crisitiani, dove gli sconfitti muovono a compassione e ispirano simpatia, finisce sempre per pagare.
In Aula segna su un foglio la parola traditori, che una telecamera immediatamente fagocita e restituisce agli italiani nei tg. Appare in video con la faccia delusa di chi subisce un torto personale e parla della profonda amarezza causata dal voltafaccia di persone a cui era anche legato da affetto personale. E  così compare anche la dimensione umana: un vecchio premier abbandonato da tutti, anche dai suoi più fidati, da quelli che gli devono tutto, braccato dai giudici, affossato dal cinismo dei mercati, offeso da chiunque in Italia e all’estero. E nonostante ciò, alla  fine, esce a testa alta, compiendo il suo dovere fino all’ultimo.
Se questa è l’immagine che Berlusconi ha scelto per l’immediato futuro, la tattica per la campagna elettorale mira a spingere le opposizioni a venire allo scoperto, palesando le spaccature e le divisioni interne. A cominciare dal voto in Senato, dove l’opposizione può scegliere se convalidare le misure del governo, avvalorandole e di fatto ereditandole, o passare al ruolo di antieuropeista in preda all’inconcludenza e alle contraddizioni già presenti nell’ultimo governo Prodi.
Lungi dalla resa, togliendosi di mezzo, il premier vuole spostare i riflettori su coloro che in teoria dovranno rimpiazzarlo. Come se dicesse: “adesso, allora, fate voi! vediamo di cosa siete capaci”.
Non è un caso se l’opposizione non ha festeggiato l’annuncio delle dimissioni attese da tempo e chieste a piè sospinto ad ogni occasione. Senza più Berlusconi, i partiti d’opposizione o trovano l’intesa per un governo tecnico, o devono prepararsi alle elezioni, rendendo note le alleanze, il nome del candidato premier e la strategia con cui affrontare una transizione carica di scelte difficili e impopolari. Se la vittoria al momento sembra scontata, il nuovo esecutivo verrà braccato da un Berlusconi pronto a cogliere ogni contrasto, ogni incertezza, per  ridicolizzare come inadeguato il nuovo ceto dirigente.
L’ipotesi del  governo tecnico è la sola che potrebbe arginare una situazione  che Di Pietro ha definito <<un trappolone>>, permettendo di dar seguito agli impegni con l’Europa senza pagarne dazio. Ma per riuscire deve poter contare su un pezzo importante del Pdl e della Lega e vincere i timori di macelleria sociale dell’Idv. In pratica spaccare i partiti in due, creando una solevazione interna contro i vecchi leader. Un gioco difficile, ma probabilmente l’unico per mettere nella  cesta il cobra Berlusconi e relegarlo definitivamente ai margini della scena politica
di Virgilio Bartolucci
fonte:dirittodicritica.com

Marina Berlusconi,Papà resisti, ci sono i processi ed il ricorso per il furto della Mondadori.


Sono rifatte, ma ha due palle più grosse di quelle del padre le mette in mostra e si depila perfettamente il petto.
Marina è la consigliera preferita dal padre, d’altronde lei è nata e cresciuta nel mondo ambiguo ed oscuro che ha formato la fortuna economica della famiglia, nel senso siciliano mafioso della parola.
Purtroppo la memoria degli italiani, quelli dalla sua parte, è totalmente assente, o complice, nessuno ricorda che è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debiti e con un piede in galera.
Fonte Fedele Confalonieri e se mettiamo in discussione anche l’amico e socio di una vita non c’è più religione.
Geniale è geniale impossibile negarlo, è riuscito a sfuggire alla giustizia senza darsi alla latitanza, senza nemmeno nascondersi in qualche bunker nelle sue ville e per rendersi invisibile è ricorso alla sovraesposizione mediatica, come quei caroselli che a forza di vederli non li ricordi nemmeno.
Ha fatto eleggere, nel suo partito personale, la schiera di suoi avvocati e molti dei suoi complici o subalterni garantendosi uno zoccolo duro che gli ha permesso di dominare per 18 anni.
Al resto ci hanno pensato le sue televisioni, le varie D’Urso, Zanicchi, De Filippi, Marcuzzi, che hanno inciso con l’oppio della televisione molto più di Emilio e di tutti i direttori dei suoi telegiornali di regime.
Ho sempre considerato la De Filippi la vera corazzata dei berlusconiani inconsapevoli, a induzione, risucchiati dal vortice della stupidità sino al coinvolgimento inconsapevole ed esagerato grazie all’azzeramento totale della cultura, di un minimo di riflessione.
Non per niente le truppe all’esterno del Tribunale di Milano erano sempre le sue e, se consideriamo che la maggioranza erano donne anche se stagionate, se ne ricava che lo spirito critico ed il rispetto per la donna è stato azzerato del tutto da uomini e donne, c’è posta per te ed il
 ballo dell’ultimo miglio. Alludo a quella pagliacciata di pensionati over 70, ed oltre, che giocano a fare i galletti con tanto di fiore alla giacca e scenate di gelosia.
Un doloroso esempio di come ci si possa ridurre andando avanti negli anni, dovrò dire a mio figlio che se mi vedesse ridotto in quelle condizioni di chiedere il mio ricovero per incapacità di intendere e di volere.
Tutte le elezioni dal 1992 ad oggi si sono risolte con una differenza di voti, tra uno schieramento e l’altro, inferiore ai due milioni e le corazzate dell’oppio guidate dal generale De Filippi ne coinvolgono molti di più.
Infatti la sua fine, ammesso che sia al capolinea, arriva per motivi economici e per l’impresentabilità ormai accertata in campo internazionale, lo molla persino la Confindustria , la Borsa e gli investitori, ogni giorno in più che passa  al potere costa miliardi di euro.
Il problema vero, che dilata a dismisura questa agonia, è lo stesso che lo ha spinto a scendere in campo il 26 gennaio del 1994, i suoi interessi economici ed il mettersi al riparo dalla Giustizia, dobbiamo fargli i complimenti è riuscito ad azzerare 7.000 miliardi di lire di debiti e diventare uno degli uomini più ricchi, e potenti, del mondo occidentale. Si è fatto depenalizzare il falso in bilancio, come primo ministro si è permesso di elogiare, giustificare, l’evasione fiscale garantendogli l’amicizia eterna di banditi come lui. Ha fatto condoni di tutti i tipi, dal fisco all’edilizia abusiva e ne vediamo i risultati ogni volta che piove.
Non gli è riuscito il condono, una amnistia, per gli amici mafiosi ma sul 41 bis qualcosa è riuscito a fare, pentiti a parte ai quali è stata tolta la protezione così imparano a non comportarsi da eroi come Mangano.
Non so se siamo all’ultimo miglio, la consigliera prediletta lo incita a resistere con una certa insistenza, ha già cominciato la campagna di propaganda del vittimismo di famiglia e di lesa maestà dei traditori e, soprattutto, non dimentichiamo che eticamente e moralmente è peggio di lui. Del resto Marina Berlusconi prova orrore per Roberto Saviano: si, avete capito bene, non prova orrore per la mafia, ma per Roberto Saviano.
Sembra impossibile ma, quello che ha dichiarato sulla sentenza che condanna al risarcimento per la vicenda  della Mondadori è la prova più evidente che Berlusconi non rappresenta il peggio della sua famiglia, la figlia prediletta lo supera, è ancora più spudorata di lui.
Staremo a vedere ma ricordiamoci una cosa, come la morte del duce non ha determinato la fine del fascismo, così la fine di Berlusconi non sarà la fine del berlusconismo e dobbiamo stare vigili che non scenda in campo a prendere il testimone la peggiore di tutti, la figlia Marina.
Non sottovalutiamo questa possibilità.
Abbiamo poche certezze, la prima è che l’Italia ne uscirà con la schiena rotta, massacrata moralmente ed economicamente dai decenni di berlusconismo e al seconda, un po’ più positiva per la famiglia Berlusconi, è che noi siamo democratici non sarà giustiziato e non sarà sepolto in un luogo segreto. Quando verrà il suo momento inaugureremo il mausoleo di Arcore e Marina non avrà bisogno di consegnarsi alla Corte dell’Aja. La Resistenza ci ha regalato la democrazia e la Costituzione, quelle che suo padre ha tentato di demolire per oltre 18 anni.