sabato 11 giugno 2011

Resto nudo e manifesto



Da Torino a Londra, la biciclettata senza veli per l'ambiente.
Un esercito di nudisti in bicicletta attraversa in questi giorni le strade del mondo. Da Londra a Torino, Montreal e Guadalajara, va in scena la Naked Bike Ride 2011, una singolare manifestazione a due ruote i cui partecipanti pedalano nudi come mamma li ha fatti.  Non si tratta però di esibizionismo, l'obiettivo è un altro. Sensibilizzare gli automobilisti al rispetto dei ciclisti e, soprattutto, sollecitare l’opinione pubblica sui rischi causati dall’emissione dei gas inquinanti, per creare un mondo più pulito e body-positive.
DALLA SPAGNA SENZA PUDORE. L’idea è nata dieci anni fa in Spagna, e da allora migliaia di persone si sono unite alla biciclettata il cui motto è «Bare as you dare» (spogliati quanto osi). A sfilare allegramente per le strade non sono solo ciclisti, ma anche appassionati di body-painting e pattini a rotelle. Tutti insieme,  protestano contro lo sfruttamento dell'ambiente, l'inquinamento del pianeta e la vulnerabilità dei ciclisti sulle strade intasate di automobili.

Il successo della parata è arrivato fino all’Italia: sabato 11 giugno, a Torino, si corre la seconda edizione della Ciclonudista, alla quale sono iscritte circa 800 persone.
 Eugenio Battaglia, coordinatore italiano dell’evento, ha raccontato a Lettera43.it: «Manifestiamo per la legittimazione del nostro corpo, ponendo l'accento sull'individuo e sulla necessità di utilizzare mezzi di mobilità ecosostenibili». Il modo migliore per farlo è quindi riportare «il corpo al centro dell’attenzione, veicolando allo stesso tempo la richiesta per una maggiore considerazione del ciclista, dell'ambiente e del rispetto della persona».
PER IL REFERENDUM. Quest’anno poi, la Ciclonudista si sposa con il referendum. Chi pedala ha sposato la campagna per il referendum su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento. «Ma la questura ci ha limitati: non possiamo possibile esporre slogan o scritte che alludano ad esso, pena la sospensione della manifestazione», ha spiegato l’organizzatore.
La partenza della pedalata torinese è prevista alle 14 dal Parco del Valentino e si chiude in serata con una festa al locale Imbarchino.
Il tour della City contro il petrolio


Il più grande raduno internazionale si tiene sempre l’11 giugno a Londra, dove quasi 2 mila dimostranti senza veli sono pronti a partire da Hyde Park per un lungo giro turistico, attraverso Piccadilly Circus a Trafalgar Square e Covent Garden. Mutande o reggiseni sono ammessi, ma gli organizzatori dicono che non sono mai molti.
D’altra parte, la nudità è «il modo protestare contro la dipendenza dal petrolio e la cultura automobilistica», come ha spiegato a Lettera43.it  Jesse Schust, ciclista e coordinatore delle passate sei edizioni londinesi.
QUESTIONE MORALE. Cominciata nel 2001 a Saragozza, la Naked Bike Ride si è trasformata velocemente in una manifestazione di livello planetario a cui partecipano anche numerose aziende ecologiste.
Tuttavia, la kermesse non è esente da critiche: c’è sempre chi si sente offeso dalla nudità dei partecipanti e li accusa di essere esibizionisti o avere deviazioni sessuali. Negli anni ci sono stati arresti per pubblica indecenza, anche se la polizia è sempre manifestato simpatia le proteste.
Gli organizzatori di alcune città, come Londra, stipulano infatti in anticipo un accordo con le autorità locali sui confini e le modalità della corsa che «è pacifica e non mirata a creare violenza».
fonte:lettera43.it

1 commento:

  1. L'uomo è nato nudo e la nudità è la nostra essenza

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