martedì 26 luglio 2011

Il noto e l'ignoto


Dopo aver conosciuto e apprezzato tutte le possibilità che offrono le cose note, 
ce ne stanchiamo e ci rivolgiamo all'esplorazione dell'ignoto,
perché ciò che conosciamo non ci appaga permanentemente. 
Se ci avesse soddisfatto, non saremmo vissuti così a lungo su questo pianeta. 
Se gli esseri umani si fossero sentiti completamente appagati dalle cose conosciute, senza avere alcuna aspirazione per il futuro, senza fare uno sforzo per migliorare, senza provare il bisogno di esplorare e di sentirsi spinti a capire, la razza umana si sarebbe fossilizzata e di conseguenza estinta.
I termini 'noto' e 'ignoto' sono relativi; ciò che è ignoto ai selvaggi è noto a noi. Sono entrambi
un anello della catena della vita. Quando l'anello è nascosto, perché la catena è ancora
arrotolata, corrisponde all'ignoto. Quando l'anello appare, perché la catena si srotola,
corrisponde a ciò che è noto. Le cose sconosciute a un bambino, saranno cono
sciute dall'uomo
che il bambino diventerà crescendo
. Ciò che era ignoto ai comuni esseri umani di venti secoli
fa è noto al cittadino medio di oggi. 



L'uomo può continuare ad ampliare le sue conoscenze,perché rimane sempre qualcosa di ignoto malgrado i passi compiuti. Se non ci fosse più niente da scoprire, l'espressione 'conoscenza progressiva' sarebbe una contraddizione nei termini.
Il divino romanzo

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