sabato 9 luglio 2011

Zanzare? Naturalmente…NO

Gli insetticidi di sintesi utilizzati in casa e in giardino possono avere conseguenze negative sulla salute, soprattutto nel lungo periodo. Le soluzioni alternative ci sono, semplici e accessibili.
Macrho.it
Eccoli, gli ospiti sgraditi: con il caldo ricompaiono nei giardini, nelle case… dappertutto. Le zanzare sono quel genere di insetto indebellabile che ogni anno ci «fa dono» della sua presenza e che tentiamo di combattere con lozioni e prodotti per l’ambiente. Ma quanti di noi controllano in etichetta quali sostanze sono contenute nei prodotti che spruzziamo nelle nostre abitazioni e sulla nostra pelle?
Per saperne di più su cosa andiamo a respirare da giugno a settembre, abbiamo preso in considerazione i prodotti antizanzara per l’ambiente normalmente in commercio nella grande, media e piccola distribuzione. Sugli scaffali dei supermercati si trova un po’ di tutto: dagli spray alle spirali, dai liquidi diffusi attraverso gli elettroemanatori fino alle piastrine. Le marche sono diverse, ma le sostanze contenute sono sostanzialmente di due tipi: i piretroidi, analoghi sintetici delle piretrine, e i terpenoidi, metaboliti secondari vegetali che le piante producono perlopiù per difendersi da aggressioni esterne o dalle infezioni. Nella prima categoria rientrano, per esempio, la d-alletrina, la transflutrina, la pralletrina, l’esbiotrina, la tetrametrina, la permetrina, la ciflutrina e la d-fenotrina, sostanze che più di frequente compaiono sulle etichette. Tra i terpenoidi rientrano invece il geraniolo, il citronellolo, la citronella e l’alfa-pinene.
I prodotti di sintesiSono soprattutto i prodotti di sintesi a destare qualche perplessità, specialmente in riferimento ai possibili effetti collaterali documentati in letteratura scientifica, anche se la loro tossicità sistemica sull’uomo è ritenuta bassa grazie al fatto che il fegato li metabolizza rapidamente. I piretroidi, comunque, interferiscono con il sistema nervoso centrale a livello della trasmissione assonale dell’impulso nervoso. Agiscono a livello dei canali del sodio della membrana della cellula nervosa determinando un maggior afflusso di sodio nella cellula, con conseguente depolarizzazione e ipereccitabilità di tutto il sistema nervoso. Alcuni piretroidi causano una stimolazione ripetuta di breve durata, per altri l’azione si protrae nel tempo. Non si esclude in rari casi il rischio di convulsioni1. Possono anche scatenare reazioni allergiche in individui sensibilizzati o in soggetti atopici. Sulle etichette, infatti, ritorna spesso la raccomandazione di non esporre lungamente ai prodotti persone sensibili, come bambini e soggetti asmatici. Le revisioni degli studi a disposizione hanno evidenziato come i piretroidi abbiano anche altri effetti sulla salute umana, come ad esempio neurotossicità soprattutto su soggetti nell’età dello sviluppo, induzione di morte dei neuroni e problemi con i metaboliti dei piretroidi, cioè il prodotto finale della loro metabolizzazione da parte dell’organismo...
fonte:aamterranuova.it

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