venerdì 18 novembre 2011

Tibet, un Bastone e una Carota



Il governo cinese ha intenzione di dare supporto economico ai monaci tibetani. Si parla di pensioni, di assicurazioni sanitarie e di aiuti in denaro. Sembra essere questa la risposta delle autorità cinesi alla recente ondata di proteste estreme, arrivate al punto di autoimmolazione. Dal marzo scorso sono almeno undici i religiosi che si sono dati fuoco per manifestare la loro opposizione all'occupazione cinese del loro paese.
"Il governo si preoccuperà di assicurare servizi pubblici come l'elettricità, l'acqua corrente, le telecomunicazioni, la radio e la tv ai monasteri locali" ha dichiarato il nuovo capo del partito comunista in Tibet. E poi ci saranno gli aiuti finanziari, una novità per i monaci e le loro millenarie strutture. Il motivo di tutto ciò è "la stabilità", che vedrà quindi più programmi televisivi, libri e comunicazioni in lingua tibetana, un investimento di 60 milioni di dollari per migliorare il sistema di distribuzione dell'acqua nelle campagne, perfino un sistema di compensazione per i pastori che subiscono perdite di bestiame a causa dei lupi.
Ma tutto questo sembra essere frutto di una duplice politica nei confronti del Tibet: da una parte aiuti e miglioramenti del tenore di vita della popolazione, dall'altro il pugno di ferro che continua contro chi protesta.
Fonte: Redazione Spiritual

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