giovedì 29 dicembre 2011

Macrhò Eco borse:passione, idee, creatività



Macrhò non è un qualunque sito e-commerce, bensì un “luogo” unico, dove incontrare e condividere passioni, idee, creatività, pensato per offrire a PRIVATI e NEGOZIANTI una gamma di prodotti presenti nel nostro Shop Online.

martedì 27 dicembre 2011

Le cipolle amare del Governo Monti

Il Governo Monti è come una cipolla. Lo strato esterno, quello più visibile, è la BCE. Governo della UE quindi. Ricordate? Soltanto un mese fa l’Italia rischiava di far implodere l’Europa, gli Stati Uniti, la Cina, il mondo intero, se lo spread avesse superato i 500 punti con il bund e gli interessi sui titoli di Stato il 7%. Cose che sono puntualmente successe anche con Monti, il bocconiano, l’uomo del Colle, ma senza conseguenze a parte le tasse. Governo dei bocconiani quindi. Il terzo strato sono le banche, italiane e straniere, che rischiavano di veder diventare carta straccia le decine di miliardi di euro di titoli italiani acquistati. Governo delle banche allora, in particolare quelle francesi, dopate di Btp. Il quarto strato della cipolla è Banca Intesa, la più grande del Paese. Governo di Banca Intesa infine, con due esponenti di primissimo piano come Passera e la Fornero. Entrambi con un curriculum di tutto rispetto a favore dei lavoratori. Si è passati dal governo delle televisioni private di Mediaset a quello di Banca Intesa. Nulla è cambiato, tranne i beneficiari diretti. Beppe Scienza ci spiega nel suo Passaparola chi sono Passera e la Fornero (detta Frignero). Intervento di Beppe Scienza, matematico ed economista, Corrado Passera, l'uomo delle banche (espandi | comprimi) Sono Beppe Scienza, insegno al dipartimento di matematica dell’Università di Torino e da un po’ di anni, anzi un po’ di decenni mi occupo di risparmio e di previdenza integrativa. Questo governo, presentato un po’ come il governo dei bocconiani sui quali ce ne sarebbe da dire parecchie perché in realtà proprio sul tema del risparmio e della previdenza integrativa La Fornero vuol dire fiducia nei fondi pensione (espandi | comprimi) Il punto è che quando io pago in contanti in un negozio, in questo pagamento la banca non ci guadagna nulla, prendo le banconote, le do al commerciante, ritiro la merce. La banca vuole guadagnarci anche su questo! Ora prendiamo un altro soggetto di questo governo, Elsa Fornero, la quale adesso a quanto pare oltre che ministra, vuole anche dedicarsi a altre attività, fare l’attrice, specializzata in scene di pianto recitate anche un po’ male!
beppegrillo.it

venerdì 23 dicembre 2011

Lotta contro la vivisezione, prima condanna in Italia per un laboratorio fuorilegge

Quattro mesi di carcere per un imprenditore che in pochi anni ha compiuto oltre 1300 esperimenti illegali sugli animali. "Questa condanna è particolarmente importante perché è emessa per un caso di sperimentazione illegale – spiega la Lav - e perché conferma che tutti gli animali sono oggi oggetto della normativa penale sul maltrattamento (legge 189 del 2004), senza distinzione alcuna, anche se oggetto di attività speciale, come in questo caso la sperimentazione animale''
Prima storica condanna in Italia a un laboratorio illegale di vivisezione. Il procedimento penale che ha fruttato una condanna a 4 mesi di carcere per un imprenditore di Mirandola (Modena) è scaturito a seguito dell’intervento delle Guardie zoofile della Lav, coadiuvate dalla Guardia di Finanza, nel gennaio 2011 a cui era anche seguito il sequestro dei più di duecento animali presenti, detenuti miseramente in scaffali di stabulazione, poi salvati dalla associazione animalista.

Nei locali posti sotto sequestro quasi un anno fa erano stati compiuti più di 1300 esperimenti fuorilegge di biocompatibilità e sperimentati oltre 500 sostanze medicinali torturando fino alla morte cavie conigli e criceti.

E come se non bastasse, le operazioni dell’imprenditore modenese sono state affiancate, come scrive la Lav in un comunicato, dall’Università di Modena che ha di fatto prestato il suo nome a un privato che compiva esperimenti abusivi al fine di mettere a punto materiali e dispositivi medici all’interno di una vera e propria cascina, un casolare di campagna in condizione igienico-sanitarie assolutamente precarie.

”Un reato gravissimo, sia per le sofferenze inflitte agli animali sia per l’assenza di garanzie che un laboratorio clandestino può offrire alla collettività, e per il quale dunque avremmo voluto una pena ben più severa – afferma la Lega AntiVivisezione Emilia Romagna – Questa condanna è particolarmente importante perché è la prima emessa in Italia per un caso di sperimentazione illegale e, inoltre, perché conferma che tutti gli animali sono oggi oggetto della normativa penale sul maltrattamento (legge 189 del 2004), senza distinzione alcuna, anche se oggetto di attività speciale, come in questo caso la sperimentazione animale”.

L’episodio si aggiunge ad una lunga e significativa serie di battaglie animaliste contro la vivisezione non più solo ideali ma reali che sta portando i primi importanti risultati. Come ad esempio  l’allevamento lager di cani e roditori destinati al laboratori di vivisezione Stefano Morini di San Polo d’ Enza (RE), chiuso nel 2010, in piedi fin dal 1953 dopo la formazione di uno speciale coordinamento animalista dal nome programmatico “Chiudere Morini” attivo dal 2002.

Altro obiettivo recente delle associazioni, già riportato sul fattoquotidiano.it, è stata la richiesta di chiusura per la Green Hill in provincia di Brescia, altro allevamento lager candidato ad essere uno dei più grossi d’Europa e acquistato da pochi anni dall’azienda americana Marshall Farm Inc., la più grande “fabbrica di cani” da laboratorio al mondo.

Da Montichiari, piccolo e anonimo comune bresciano partono così le cavie vive, in grossa parte inermi cani beagle, destinate ai laboratori di tutto il mondo, dall’America alla Cina, anche se la parte più cospicua di quegli animali resta in Europa.

Carismatiche e bipartisan le figure impegnate in questa lotta: l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, che si era già impegnata per finanziare i metodi alternativi alla vivisezione, e l’eurodeputato Idv Andrea Zanoni, che ha depositato un’interrogazione alla Commissione europea per fare luce sulle inadempienze e sui maltrattamenti di Green Hill denunciati dagli animalisti: “Se il canile lager non rispetta le regole allora deve chiudere per sempre”.

Battaglia delle associazioni animaliste, quanto azione del corpo forestale dello stato, è anche la lotta in Emilia Romagna contro il commercio clandestino di cuccioli provenienti dall’est europeo, in massima parte da Ungheria, Repubblica Slovacca, Romania. Un mercato illegale da 300 milioni di euro,  giocato sulla pelle di poveri cani ammassati nei lunghissimi trasporti sottoposti a vaccinazioni ripetute o non vaccinati del tutto, contando su un’organizzazione capillare dei trafficanti che coinvolge allevatori, trasportatori, veterinari e negozianti apparentemente regolari.

Parecchie le azioni del corpo forestale andate a buon fine, anche di recente: il sequestro di cani a Reggio Emilia provenienti dall’Ungheria, o quella condotta dal nucleo della polizia zoofila di Formigine (Mo) contro una sedicente fattoria didattica che ammassava 356 cani di tutte le razze costretti in anguste gabbiate da conigli, provenienti dagli stessi traffici illeciti.

La nota lieta arriva infine dalla battaglia compiuta contro Green Hill: la nuova mascotte del movimento animalista è Tobia, giovane cucciolo di Beagle recentemente salvato dal tavolo operatorio bresciano della multinazionale americana.
fonte:ilfattoquotidiano.it

mercoledì 21 dicembre 2011

Divide et impera

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Ci guardiamo con sospetto l'un l'altro. Quell'extracomunitario che si fa pagare in nero e toglie il lavoro a un italiano. Il droghiere che ruba sul prezzo (ma quanto costa il prosciutto?) e, di certo, non paga le tasse. Il barista che non ti dato il resto. Gli zingari che portano le malattie. I vecchi che non vogliono morire e creano le code alla Posta, in banca, dal medico. Questi anziani sono ovunque e prendono pure la pensione. Sono loro che hanno creato il debito pubblico. E gli statali che non servono a nulla e passano il tempo al bar e su Facebook? Una piaga, un esercito di 4 milioni di sfaccendati! E gli evasori? Li riconosci dall'abito firmato e dal Suv. Bastardi! Se pagassero tutte le tasse girerebbero in panda e con la giacchetta rivoltata come un qualunque cassintegrato. E i corruttori? Una tangente non si nega a nessuno anche perché te la chiedono tutti. Il criminale organizzato è diventato endemico, lo trovi a ogni angolo di strada pronto per la rapina. Il borghese ovviamente fa schifo. Lo diceva anche Gaber "I borghesi son tutti dei porci...". Ha sempre e solo pensato ai cazzi suoi. Deve diventare un miserabile, la classe media deve scomparire. Il piccolo imprenditore è una merda, se si suicida avrà avuto i suoi buoni motivi. Il disoccupato non ha voglia di lavorare altrimenti avrebbe solo l'imbarazzo della scelta. Le ragazze che girano sole dopo le nove di sera e sono stuprate se la sono cercata. I medici non ci sono mai quando servono ed è colpa loro se il nostro cugino è morto in ospedale. Il vicino di casa è la controfigura dei pazzi di "Criminal Minds", quando lo senti salire le scale chiudi la porta a doppia mandata. I condomini, sporcano le scale con le cicche di sigarette e le cacche del cane e non fanno la differenziata. I più bastardi non pagano neppure le spese condominiali. Gli elettricisti, i dentisti, gli idraulici, i falegnami e tutti i lavoratori autonomi evadono, evadono sempre e tu paghi. Paghi. Le lobby impongono la loro volontà. I tassisti sono più potenti della BCE e dell'FMI, il tassametro impedisce il pareggio di bilancio. L'odio sociale è lo strumento preferito dei politici. Più ci odiamo, più si sentono al sicuro. E' la vecchia tecnica del "divide et impera". I politici che hanno portato il Paese alla catastrofe economica si stanno defilando e per nascondersi meglio creano ogni giorno nuovi bersagli sociali. GLI EVASORI, LE LOBBY, I CORRUTTORI, I LAVORATORI AUTONOMI, I DIPENDENTI PUBBLICI, GLI EXTRACOMUNITARI. I partiti hanno mangiato e bevuto fino ad ora, e continuano a farlo con i finanziamenti pubblici e i vitalizi, ma il conto lo vogliono lasciare agli altri. Non si fa così. Prima si spiega alla Nazione dove sono finiti i 1900 miliardi di euro di debito contratti a nome nostro, quali benefici ne abbiamo avuto noi e quali loro. E' necessaria una Norimberga pubblica della classe politica con un calcio in culo al posto delle forche. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
fonte:beppegrillo.it

martedì 20 dicembre 2011

Gino Strada denuncia: “Questa Italia è la nuova terra straniera”

Il fondatore dell'Ong lancia SOS Emergency: "Ci vuole più impegno sul fronte interno. Negli ambulatori di Palermo e Marghera la presenza di connazionali è in aumento. E sono sempre più poveri"
Gino Strada, la campagna “S. O. S. Emergency” per la raccolta fondi si concentra molto sull’Italia. Il nostro paese è una delle nuove frontiere del disagio dove sempre più persone hanno bisogno di aiuto?
A me sembra che l’Italia sia sempre più terra straniera, un luogo in qualche modo alieno, non solo per le necessità degli stranieri, ma anche di molti cittadini italiani. Da anni mi sono reso conto che i bisogni non sono solo oltre frontiera, in altri paesi, dove noi siamo presenti da tempo, ma sempre più qui, in patria. Per questo abbiamo aperto il poliambulatorio a Palermo per i migranti, dove curiamo, in modo del tutto gratuito, persone che vengono da oltre 70 paesi. E poi a Marghera, nato con lo stesso obiettivo e dove, con il passare del tempo, ci siamo accorti che che la presenza degli italiani è salita oltre il 20 % del totale: nuovi poveri, scesi sotto la soglia della miseria. E poi gli ambulatori mobili, che seguono i braccianti nei loro massacranti lavori stagionali.

La sanità italiana è sempre più malata, e questo si riflette sulla vita di tutti. La via della guarigione passa sempre più attraverso soluzioni economiche. C’è un’altra via?
Non mi pare che ci sia bisogno di gran consulto di economisti, bastano quattro amici al bar per dare formule economiche. Ma bisognerebbe ribaltare la questione: non è quanti risparmi si possono fare sulla sanità, ma quante e quali sono le necessità e recuperare i fondi altrove. Perché non tagliare i soldi per la guerra? Nessuno lo ha mai veramente fatto, nemmeno questo governo mi pare, almeno per ora. Perché noi i costi delle guerre in questa situazione proprio non ce le possiamo permettere, ed è un esercizio che pare si faccia solo per susseguio alla potenza a stelle e strisce. E l’altro problema è smetterla con la bestemmia che bisogna trasformare gli ospedali in aziende. Faccio un esempio: scommetto che se il ministero della Sanità o chi per lui potesse darci in gestione San Raffaele decidendo quale è il budget adeguato, saremmo in grado di curare tutti gratuitamente, senza far pagare alcun ticket, tenendo i conti a posto. E questo perché la differenza la fa il profitto del privato, mentalità e sistema che si è infiltrata nelle strutture pubbliche. Facciamo il caso dell’intervento di sostituzione mitralica che è sovvenzionato dal servizio pubblico con 25 mila euro ma il cui costo di base è di 2. 000. O le pulizie, appaltate all’esterno, mentre l’igiene di un ospedale non può essere considerato una possibilità di lucro. Negli ultimi decenni l’idea di servizio pubblico si è sgretolata a tappe successive, anche per via della casta medica: l’arrivo della libera professione all’interno degli ospedali, l’aziendalizzazione, l’esternalizzazione dei servizi; la quantità al posto della qualità. Pubblico e privato devono poter rimanere separati, e le case di cura camminare con le proprie gambe. È un discorso che vale anche per un altro pilastro della nostra repubblica: l’istruzione.

Per questo chiederete ai vostri sostenitori uno sforzo per impegnarsi anche in Italia. Ma i fondi mancano perché si riduce il numero dei donatori o la quantità di denaro che arriva?
Il numero di donatori di Emergency è per fortuna in costante aumento, ma essendo in gran parte normali cittadini, hanno meno soldi, e il flusso generale si è ridotto. Chiediamo 5 milioni di euro, per continuare i nostri 47 progetti con i quali siamo presenti in 7 paesi, e per aprire 5 nuovi ambulatori in Italia, nelle città dove il bisogno è maggiore: penso a Bari, Napoli, Roma… Con questo impegno all’estero abbiamo guadagnato il rispetto delle popolazioni che abbiamo assistito; in Italia un buon servizio pubblico, il rispetto del bene comune, ridà fiducia nei confronti dello Stato. Per noi è un’avventura di civiltà che deve continuare, nonostante le difficoltà, anche burocratiche come, per esempio, i due anni di tempo che lo macchina statale ci mette a stabilire ed erogare il 5 x 1000. In fin dei conti alle difficoltà siamo abituati: penso ad Azzarà e alla sua vicenda in Sudan, che si è conclusa bene; ma penso anche ai successi dei nostri centri in Afghanistan dove abbiamo già raggiunto e superato di molte volte gli obiettivi del millennio sulla mortalità materna che l’Onu si è prefissato per il 2015. E mi ricordo anche che storicamente, è nei momenti di crisi che i cittadini si sentono più solidali.

Quale è la cosa che le farebbe più piacere poter fare, l’impegno che sente più urgente e personale.
Sono un chirurgo, vorrei poter tornare a operare; vorrei poter dedicare più tempo alla sala operatoria, a curare i miei malati.

da Il Fatto Quotidiano

venerdì 16 dicembre 2011

Sono uno schiavo moderno





La comunità senegalese piange la morte di Samb Modou e Diop Mor, uccisi a colpi di pistola a Firenze senza ragione apparente. "Noi non siamo qui per vendere droga, veniamo qui per fare lavori che nessuno di voi vuole fare. E' facile sparare a qualcuno solo perché è nero. Se questa cosa la faceva un senegalese cosa sarebbe successo?". "E' da tre secoli e mezzo che lavoriamo come schiavi. Da quando sono nato non mi sono mai sentito libero, né in Africa né in Italia. Sono uno schiavo moderno".

martedì 13 dicembre 2011

NON PAGHI IMU (ex ICI) SE SEI COMPASSIONEVOLE COL PROPRIO SIMILE

SE FAI CIO' CHE OGNI ESSERE UMANO DOVREBBE FARE, CIOE' ESSERE COMPASSIONEVOLE COL PROPRIO SIMILE, NON PAGHI IMU (ex ICI)

 

orbene. se qualcuno mi vuole smentire, mi smetisca pure, è quello che attendo. purtroppo proprio ieri sera ho ascoltato una risposta alla domanda "perchè non fare pagare Imu alla Chiesa": in sintesi la risposta è stata " perche aiutano gli indigenti".
 Mi sta bene.
Ma quanti di noi hanno un'adozione a distanza, hanno e stanno aiutando amici o vicini che non ce la fanno,; chi di noi non ha offerto un pasto o una parola di conforto a chi ne aveva bisogno; quanti di noi hanno donato e continua a donare i famosi 2 € ai numeri in sovraimpressione coinvolti nel "fare del bene", quanti di noi hanno ospitato persone che non avevano tetto o spazio; quanti di noi donano qualche centesimo e oltre a chi chiede l'elemosina - e chissà dove quasti soldi vanno!-, chi di noi non ha donato qualche abito dismesso ancora in buon uso; chi di noi non consegna ( anche solo di tanto intanto) una carezza o un sorriso??????????????
Bene.
Ma Non è nulla di così speciale se ci si considera esseri umani. anzi in certe circostanze gli animali fanno meglio.
Se la possibilità di non pagare Imu- pur facendo ciò che un essere umano cosciente di essere umano in una Umanità più complessa-  fa parte del disegno di assoldare qualche recluta nelle file del clero, va bene.
Ma se ribaltassimo il problema vorrebbe dire che  se facciamo qualcosa di utile al nostro vicino, amico, sconosciuto in bisogno o che cerca aiuto allora non paghiamo l'IMU!!!! chissà mai che qualcosa non cambi vermente!
beh! amici cosa aspettate ad essere  "PIU' BUONI"!!???!! ;-)))))))))))))----
pubblicata da Paola Cantù il giorno mercoledì 7 dicembre 2011 alle ore 21.13

 

venerdì 2 dicembre 2011

Passaparola - l'alba dei movimenti - don Andrea Gallo







Passaparola - l'alba dei movimenti - don Andrea Gallo Don Gallo di Genova, del porto, un vecchio di 83 anni e mezzo, saluta proprio con amore gli amici del blog e l'amico Beppe Grillo e Passaparola. Finalmente il Cavaliere è caduto da cavallo, lui dice che voleva scendere, a ogni modo è a terra e allora ci si chiede come siamo potuti scendere in una crisi. La crisi è di sistema ormai, di anni, lo sbandamento generale, un governo che non ha saputo affrontare la crisi internazionale.